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Massafra alla scoperta delle proprie radici con il “Palio della Mezzaluna”. L’evento registrato graficamente dal designer Nicola Andreace

Massafra. Prende il via oggi, 3 settembre, alle ore 19,oo con “Olimpiadi in Palio”, il Palio della Mezzaluna 2013 (prossimi appuntamenti nei giorni 5-7-15-19-21-22 settembre; 6 ottobre). Machiavelli nel suo commento alla Prima Deca della storia romana di Tito Livio avvertiva che un  popolo può costruire un progetto vincente di sviluppo e di progresso, solo se conosce le proprie radici. Convinti di ciò, gli organizzatori del Palio della Mezzaluna (3-5-7-15-19-21-22 settembre – 6 ottobre 2013),da alcuni anni, ripercorrendo a ritroso gli eventi del nostro passato, fanno ricordare l’episodio della difesa del nostro territorio dall’invasione turca con una serie di manifestazioni che, coinvolgendo le risorse locali e gemellandosi con altre Città del Palio, promuovono cultura, evoluzione sociale, economia. Nicola Andreace, aedo visivo del suo Sud, come lo definì il critico d’arte Mario Penelope, per l’occasione, come per le Edizioni passate, ha registrato l’evento commemorativo, curando la grafica e creando un’opera, che è stata utilizzata per il materiale divulgativo (cartoline, pieghevoli, invito), per il Manifesto e per il Palio della Mezzaluna, una tela in tecnica mista, di m. 2,00x 1,00, la quale per un intero anno sarà esposta nella Chiesa del rione degli atleti vittoriosi. Nella creazione visiva del corrente anno 2013, Andreace usa una luce dorata, che  crea con lo sviluppo fluido del colore ed i contrasti di chiaro ed oscuro un’atmosfera onirica in cui s’incastonano sogno e realtà. L’habitat massafrese ( le case, abbacinate dal sole, il Castello, la Chiesa) si trasforma in una quinta del palcoscenico, dove i guerrieri, su cavalli tempestosamente frementi, incarnano il mito, la tradizione, la cultura, l’ego dell’uomo con le sue emozioni, la sua forza, la sua energia, il suo sgomento, le sue speranze. Intanto un araldo, nella sua compostezza, assorto nel suo incarico, comunicando il messaggio,  diventa paradigma della dignità, con cui si vivono i drammi quotidiani. Egli esprime il sogno di una comunità, che sa di poter ritrovare la forza per un riscatto, che vorrebbe la vittoria della pace sulla violenza, sugli egoismi,  sui conflitti, sulle guerre. L’intera composizione  diventa l’itinerario del tempo e la voce di Andreace che, rievocando, riflette, e, riflettendo, rappresentando la realtà nel suo attimo vitale, esprime con simboli l’amore per la sua terra ed  il convincimento che con la cooperazione, oggi come ieri, si possono affrontare le problematiche della nostra contemporaneità. Per questo egli sotto la  sua opera scrive:

”Le case,  il Castello, la Chiesa di Massafra,elementi identitari della nostra terra, memoria del passato, testimonianze per il futuro, sottolineano che con la partecipazione, la condivisione, la disponibilità immediata e razionale si recuperano  la libertà dell’Uomo e la sua dignità”.

Nella foto il manifesto del Palio della Mezzaluna 2013
(Nino Bellinvia)

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