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Massafra. “Il volo di Icaro” è la nuova silloge poetica di Francesco Silvestri con prefazione di Francesco Laterza. La presentazione il 7 aprile

Massafra. Il prossimo 7 aprile verrà presentata presso il Palazzo della Cultura l’ultima opera del noto operatore culturale prof. Francesco Silvestri. Si tratta della silloge poetica “Il volo di Icaro” (stampata presso La Tecnografica di Piergianni Ardito) con abbinato un eccezionale DVD con le opere dello stesso autore. La proiezione di tale filmato faciliterà la lettura sui luoghi che hanno ispirato l’artista. I testi saranno recitati sul filmato che vuole rappresentare una sintesi della sua poetica, una sua testimonianza e contemporaneamente un invito a considerare tutto quello che può creare cultura e lavoro.

Commenteranno la silloge: il dirigente scolastico prof.ssa Marcella Battafarano, il presidente dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria dott. Gianni Iacovelli (autore di oltre 300 pubblicazioni d’interesse storio-medico), il poeta e narratore dott. Giovanni Argentina e il dirigente scolastico prof. Francesco Laterza.

Coordina il dott. Giuseppe Presicci, presidente della Consulta delle Associazioni.

Conclude l’autore che, oltre a poeta e scrittore di libri e di prosa, è noto pittore, critico, biologo. E’ l’autore dei libri “Il domani oscuro” (1965), “La colomba sulla palude” (1968), “Uomini e/o uomini” (1981), “ colori dell’anima” (1994), “Pasquale” (1999), “Calendario” (Silloge 2009), “L’altopiano della speranza” (2010), “Un giorno qualunque” (2012). Ha anche scritto i saggi “Gravine e dintorni” (1991) e “Il Cibo come indicatore” (1992). A lui si devono anche i  CD “Bios” (1993), “Poetando in gravina” (1994) e i DVD: “L’evoluzione della “civitas” in un centro storico di Puglia” (1994) e “I mestieri perduti” (1995). Come pittore ha tenuto mostre personali a: San Michele di Bari (1969), Lamezia Terme (1970), Bari (1985,) Palermo (2001), (Taranto 2002-2009), Massafra (2003), Crispiano (2006), Treviso (2007), Statte (2008), Polignano a Mare (2010), Martina Franca (2010), Lecce (2011). Ha anche partecipato a mostre collettive a: Massafra (1960-2007), Roma (1962), Mottola (2002), Taranto (1965-2004-2006-2008-2013), Rovereto (2009), Grottaglie (2013), Verona (2014 – biennale della creatività), Palermo (2015 – biennale), Trento 2015 (ventennale nordsud).


La prefazione di “Il volo di Icaro” è del prof. Francesco Laterza, che dopo il suo intervento partirà alla volta di Rovereto, ove vive e svolge la sua attività di scrittore (ultima sua opera presentata a Massafra “Il Verbo di Dio”) e di operatore culturale. E’ fra l’altro presidente di “NordSud”, Associazione Culturale che da vent’anni stampa anche un omonimo periodico culturale bimestrale. Davvero interessante la sua prefazione a “Il volo di Icaro” che riportiamo qui di seguito.

Questo viaggio spirituale contiene uno scrigno significativo di perle poetiche, ognuna ad indicare un particolare aspetto della vita, un’angolazione di veduta, una sensazione, un forte sentimento, un abbaglio, “uno spicchio di anima” (come dice Silvestri), un respiro particolare del pensiero, che sta cogliendo qualcosa e vuole cantarlo.

Ogni immagine è calibrata, come per diventare pezzo necessario ad integrare gli altri, per ricavarne alla fine un concerto drammatico.

Quella poca gioia che si coglie non è mai da sola, ma convive con “la tristezza di un silenzio ferito”.

Sogno e realtà ci stanno insieme, in un groviglio inestricabile di sentimenti e sensazioni, palpiti dell’anima e penose certezze della ragione; e da queste molteplici spinte guizzano visioni che si accavallano straordinariamente una all’altra a formare tormentatissimi grumi di poesia.

Le immagini emergenti, di potente energia dantesca e di poderosa forza michelangiolesca, scolpiscono denunce sottese ma squillanti, che fissano l’essenza dell’uomo agitata com’è tra ingiustizie, dolore, contraddizioni.

Francesco Silvestri si sofferma con rapidità (ma con efficacia coinvolgente) su ogni particolare, senza mai smarrire la visione d’insieme delle sue convinzioni sfiduciate e disperate intorno all’eterno dramma della vita e dell’umanità.

Dal personaggio mitologico, questo nuovo Icaro volante che è Silvestri coglie soltanto l’audacia ma non certamente la mitezza, l’imperizia, o l’ingenuità.

Sicché, il volo del nostro poeta è fatto di impulsi perenni dell’anima, di caparbia volontà di librarsi in alto, per ri-osservare da lassù le sciagure umane, dopo averle già sperimentate quaggiù ripetutamente e con amarezza.

Benché ugualmente spericolato, questo non è un volo che si può compiere alla ricerca della conoscenza. È, invece, il volo drammatico di chi ha già sperimentato tutto, di chi ha già provato molte volte a lottare con determinazione, senza essere riuscito a veder cambiato nemmeno uno degli ingranaggi che reggono il radicato sistema malvagio del mondo.

Il volo di Silvestri è il volo di una rassegnazione disperata, è la conclusione furiosa ma ponderata di chi sa già abbastanza: “Nei punti di una curvilinea vitale / raggiungeremo l’inizio alla fine”.

È meravigliosa quella capacità si sintesi ad effetto che si coglie dalla prima di queste composizioni, che rappresenta il testamento spirituale per i nipoti. C’è qui una traccia ideale della storia umana, che si va a concludere “nel silenzio di un cimitero / dove quello che eri ha il tempo di una falena”.

La dipintura agghiacciante degli ultimi versi è pittura, poesia, e musica insieme:

“Le gravine ci saranno e le icone sbiadite e consumate

da una fede in cerca di sostitute.

Ma voi non preoccupatevi di guardare nel baratro:

vi lascio le ali”.

Ci piace pubblicare anche una poesia di Francesco Silvestri, tratta da questa sua silloge. Il titolo è “L’Amore”, dedicata alla scomparsa consorte. L’AMORE. L’Amore che si scioglie / che si posa / che si stupisce / svuotato dal suono di una voce / rapito dalle corde di un violino / pianto dall’abbandono. / L’ Amore che schiude bocche incerte / che inumidisce labbra. / L’Amore residuo / che guarda dentro / che cerca la coltre di un temporale estivo / che impallidisce per un sole invernale. / Quell’Amore che muore e risorge / come quel Cristo / che non ha tempo e non ha luogo / che attraversa i cieli e la terra di tutti i popoli / che è fede dell’oltre. / Quell’Amore contenuto, spaventato, / incompreso, nascosto, / mormorato, pregato. / Quell’amore non gridato / che sfiora mani / che piange gioie / che trasmette speranze. / Quell’Amore che ho cercato / affido a te.

Per contatti con l’autore: Francesco Silvestri – Via C. Pisacane 106 – 74016 Massafra (Taranto)  – e-mail: prof.silvestri@yahoo.it

Nella foto la copertina della silloge, che consigliamo a tutti di leggere, edita dall’Associazione di Volontariato Culturale “Il Corifeo”.
(Nino Bellinvia)


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