Home » NEWS FUORI REGIONE » Martedì Santo concerto nell’Antica Chiesa Madre di Massafra

Martedì Santo concerto nell’Antica Chiesa Madre di Massafra

Massafra. Atteso concerto nell’Antica Chiesa Madre. Avrà luogo il 22 marzo, Martedì Santo (ore 18.45), in occasione dell’inaugurazione delle celebrazioni palmierane, coincidenti con il 150° anniversario della prima esecuzione del componimento sacro “La Passione di Gesù Cristo Signore nostro” (con testo di Pietro Metastasio e musica di Vincenzo Palmieri).

L’orchestra di fiati “S. De Fiori” e il Gruppo corale “I Cantori di Mottola”, diretti dal M° Latorrata, eseguiranno brani di Vincenzo Palmieri, Gaetano Lacerenza, Marco Frisina, Sebastiano Rondinella, Carlo Cascia e Luigi Rizzola sotto la direzione. Da ricordare che l’Associazione musicale “S. De Fiori”, fondata nel 1987, conta un’intensa attività concertistica sotto la direzione del M° Latorrata, laureato in Scienza dello Spettacolo e della Produzione Musicale presso l’Università di Bari e già allievo del Conservatorio Tito Schipa di Lecce, dell’Accademia Musicale Pesarese e del Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli. Il Rettore dell’Antica Chiesa Madre mons. Cosimo Damiano Fonseca e il Priore dell’Arciconfraternita del SS.mo Sacramento Pietro Carone invitano tutti i cittadini a non mancare al concerto.

Sull’elegante invito, oltre alla foto dell’organo e l’introduzione della partitura musicale “Teco vorrei Signore”, sono riportati studi biografici del leccese Vincenzo Palmieri e del veneziano Pietro Metastasio, appositamente preparati, rispettivamente da Pietro Silvestri (organista, dottore in Beni Musicali e ricercatore musicologo) e Giusy Liuzzi (laureata in lettere classiche presso l’Università Cattolica di Milano).

Questo quanto ha scritto Pietro Silvestri. Vincenzo Palmieri nasce a Lecce nel 1816 nei dintorni della chiesa di San Matteo, nel quartiere di San Biagio. La famiglia vede la madre operatrice tessile ed il padre musicista. Sin da piccolo, intorno al 1822, intraprende gli studi musicali sotto la guida paterna parallelamente alla formazione scolastica resa obbligatoria dal Regio Decreto sull’istruzione obbligatoria  del ceto medio. Nel 1831, a soli 15 anni, supera brillantemente l’esame di ammissione al Regio Istituto Musicale di Lecce, nella classe di pianoforte. Nel decorso scolastico, Palmieri si specializza in direzione dopo aver conseguito il diploma di pianoforte nel 1842. Dopo due anni presenta domanda, che fu accettata, per il posto di primo pianista della Regia Orchestra del Politeama Greco, di cui due anni dopo ne diventò anche direttore. Tenuto conto dei livelli retributivi allora modesti, lo stesso Palmieri, nel tempo libero, dirigeva concerti bandistici dei centri vicini come Novoli, Cavallino ed Alessano. Nel 1852, Palmieri ricevette la lettera d’incarico come pianista preparatore e direttore stabile d’Orchestra del Regio Teatro San Carlo di Napoli, che accetta, e dove si trasferisce tre mesi più tardi. Nella città partenopea lo stesso Palmieri conosce un francescano minore che studia presso il conservatorio ecclesiastico (poi divenuto pubblico) di Sam Pietro a Majella: fra Serafino Marinosci. Ma il Palmieri, in seguito ad alcuni problemi di salute ed un principio d’infarto, è costretto a lasciare l’incarico prestigioso del San Carlo, e ritorna nella sua Lecce, dove continua la sua attività di maestro collaboratore presso il Politeama. Nel 1878 riceve l’incarico a Massafra dall’allora sindaco Don Pasquale de Carlo di riformare l’organico del Concerto Bandistico Municipale che accetterà, e dove si stabilirà definitivamente per il resto dei suoi anni. In questi anni ricopre anche l’incarico di organista titolare della Chiesa Collegiale, e scriverà numerose elegie e marce sinfoniche. Nel 1896, in occasione dell’inaugurazione del nuovo organo della Chiesa Madre, compone la Via Crucis secondo il metodo di San Leonardo da Porto Maurizio, missionario apostolico, su libretto dell’abate Pietro Trapassi, detto “Il Metastasio”, dedicandola a Giuseppe Giovinazzi. A tre anni da quella Via Crucis e dopo una vita intensamente impegnata nel campo della musica, Vincenzo Palmieri moriva in Massafra nel 1899, all’età di ottantaquattro anni. Nulla si conosce della sua inumazione; verosimilmente venne seppellito nelle tombe a camera sotto il pavimento della navata centrale dell’Antica Chiesa Madre.

Questo, invece, quanto ha scritto Giusy Liuzzi. Pietro Metastasio era figlio di Felice Trapassi, soldato dell’esercito pontificio. La sua fortuna poetica e letteraria fu il risultato di un fortuito incontro con G. V. Gravina che, avendolo udito declamare con inusitata maestrìa, lo accolse nel suo palazzo, lo adottò come figlio, gli grecizzò il nome in Metastasio e lo avviò agli studi classici affidandolo a Scalea in Calabria a suo cugino Gregorio Caloprese. Tornato a Roma, Metastasio vestì l’abito talare e ricevette gli ordini sacri minori e nel 1717 pubblicò il primo libro di poesie al quale tra il 717 e il 1718 se ne aggiunsero molti altri. Dopo la morte del Gravina, Metastasio si trasferì a Napoli, sistemandosinello studio di un avvocato continuando la sua attività poetica, grazie anche agli impulsi del Vicerè di Napoli. Il trasferimento da Napoli a Vienna per sostituire come poeta cesareo Apostolo Zeno, conclude il periodo delle migrazioni dell’abate Pietro Metastasio e della intensa attività poetica. Alla sua morte venne coniata una medagli d’oro con l’iscrizione Sophos Italico: Una parte non irrivelante della produzione di Pietro Antonio Domenico Bonaventura Metastasio è dedicata alle “Azioni sacre per musica” esemplate su soggetti di storia religiosa sia vetero che neotestamentaria. Il primo oratorio di Metastasio per la festività del Santo Natale, è l’unico che fu rappresentato in Italia; fu eseguito in occasione di una riunione degli Accademici Arcadi nel teatro privato del cardinale Pietro Ottoboni, al Palazzo della Cancelleria Apostolica a Roma, nel dicembre del 1727. La struttura riprendeva lo schema tardo barocco della “Contesa”, e proponeva una discussione tra Fede, Speranza e Amor divino su alcuni argomenti teologici. Tutti gli altri oratori furono scritti per la Corte austriaca, il primo La Passione di Cristo mentre il poeta si trovava ancora a Roma e gli altri a Vienna, dove tra gli incarichi di Metastasio, come poeta di corte, rientrava anche la compilazione, ogni anno, di un dramma sacro. Tra il 1730 e il 1735, Metastasio rispettò la scadenza annuale, “il solito annuo peso dell’oratorio” e compose cinque oratori. L’ultimo dramma sacro, Isacco figura del redentore, fu composto dopo un intervallo di cinque anni. Nel 1740, durante i quali Metastasio, pressato da altri lavori, fu esonerato dall’impegno di scrivere un testo sacro. Tutti gli oratori sono corredati da note esplicative dell’autore, con riferimenti alle fonti bibliche e ai teologici cattolici. Dell’Oratorio sulla Passione di Cristo si possono consultare l’edizione del 1737 (Sarro, Domenico Natale e Pietro Metastasio, La Passione di Gesù Cristo: Componimento Sacro di Domenico Sarro; testo: Pietro Metastasio. Roma, Giovanni Zempel, 1737) e quella del Valentini Domenico e Pietro Metastasio (La Passione di Gesù Cristo Signor nostro: Componimento Sacro Per Musica. Venezia, 1743).

Nella foto la copertina dell’invito.
(N.B.)

Condividi:
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • Digg
  • del.icio.us
Invia articolo ad un amico Invia articolo ad un amico Stampa questo articolo Stampa questo articolo

IMMAGINI DELLA LIGURIA



Meteo Liguria

Meteo Liguria

CAMBIO VALUTE

Il Widget Convertitore di Valuta è offerto da DailyForex.com - Forex Opinioni - Brokers, Notizie & Analisi

TUTTO CINEMA

© 2007 - 2017 LIGURIA 2000 NEWS - Anno XI - Collegati -

Se trovate qualcosa coperto da copyright comunicatelo al webmaster, provvederemo alla sua rimozione, grazie!