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Martedì 17 aprile esce “Le storie degli altri” di Paola Turci

Milano. “Le storie degli altri” è il titolo del terzo capitolo discografico di inediti di una trilogia che Paola Turci ha iniziato tre anni fa e che esce il prossimo 17 aprile per Universal Music Italia, in cui si avvale della collaborazione di autori raffinati.

“Quando ho cominciato a lavorare sull’idea di realizzare tre dischi suddividendoli per argomenti, ho pensato che non sarebbe stato così facile realizzarla, sia per la crisi discografica, degli spazi, della crisi creativa diffusa, di tre concept album – ha ammesso la cantautrice –  Ora, a distanza di tre anni, mi rendo conto che era quello di cui avevo bisogno: raccontare percorsi, visioni, fragilità, gioia, dolore, rabbia e ogni tipo di sentimento che abbiamo a disposizione. E per farlo avevo bisogno anche di confronti, avevo bisogno di parole, più alte delle mie, per riuscire a prendere quelle nuvole sospese su  piene di tutto”.


Il primo disco era dedicato all’amore e comprendeva il classico di Domenico Modugno “Dio come ti amo; il secondo indagava sull’universo femminile e a scriverlo sono state cantautrici come Carmen Consoli, Nada, Marina Rei e Chiara Civello ma anche Fossati (unica presenza maschile) di cui Paola ha reinterpretato “Lunaspina” cantandola in coppia con Fiorella Mannoia; “Le storie degli altri” è dedicata al ‘mondo che vorrei’ in cui campeggia “Si può” di Giorgio Gaber.

“Gaber è il mio amore fin da quando ero adolescente – ha confidato l’artista – L’ho sempre ascoltato, sono andata a vederlo spesso in concerto, mi piacciono le sue canzoni, e questa ha il senso dell’utopia che io racconto, mi ha interessato molto per il suo slancio vitale e l’ho scelta per questo: la porro in concerto da un po’”.

Il primo singolo di questo nuovo lavoro è “Utopia” qui rielaborata in versione acustica.

“L’utopia di questa canzone è vista da un’ottica e un linguaggio totalmente diverso dal mio – ha spiegato la Turci – Io fotografo la lettura della storie degli altri, inveisco contro quelli che vanno ai salotti buoni, ho voglia di muovermi, di crederci”.

Ad aprire il disco è “La seconda canzone”.


“È la canzone dell’utopia, luogo che abbiamo creato per la possibilità di un’altra realtà che possiamo costruire e creare – ha detto – È uno spazio fatto di sogni, di ‘slanci vitali’, per dirla alla Gaber, di immaginazione, apparentemente svuotato della sua stessa esistenza”.

“Le storie degli altri” è anche il titolo di una canzone dell’album.

“L’inizio del nostro lavoro parte da un’idea che ci si può fare di una persona che è obbligata a scegliere di spostarsi dal suo Paese per venire nel mostro – ha affermato – Rifletto su coloro che sono partiti sui barconi, magari laureati, che hanno studiato e avevano un lavoro: noi cosa gli offriamo? Che qualità di vita? Bisogna mettere a fuoco un individuo con la sua intimità e nei suoi desideri”.

Il disco è stato suonato in presa diretta, con suoni spontanei che seguono i vari argomenti dettati dai testi.

“Con questa stessa band ho deciso di andare tournèe e il 1° maggio saremo a Reggio Emilia, il 7 luglio a Roma, e poi via via fino a tutta l’estate in molte altre località, compresa la Puglia, forse anche Taranto”.
(Franco Gigante)


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