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Martedì 12 novembre esce “20 The greatest hits” di Laura Pausini

Milano. “Sono logorroica e devo dire grazie a un amore vero che dura da 40 anni fra Grazia e Fabrizio, i miei genitori, se in questi 39 anni non sono cambiata, che mi hanno dato un’educazione rigida che ti fa diventare una persona speciale, come tutta la mia famiglia”.

Laura Pausini ha iniziato la presentazione del suo nuovo progetto discografico “20 the greatest hits” parlando dell’amore che lega i suoi genitori e che ha scelto come tema del video di “Se non te”, il nuovo singolo.

“Ho voluto evidenziare il concetto di scegliersi, un passo importante e reciproco che scatta in noi, scelte non volute ma arrivate – ha accennato – La melodia mi faceva venire in mente le persone desinate a noi per sempre, e solo una di queste ti fa capire perché stai vivendo. Gianna e Fabrizio hanno avuto momenti si e momenti no e mia madre ha avuto fin’anche una onorificenza da Papa Francesco”.

In questo doppio cd Laura Pausini racconta i suoi primi 20 anni di musica e di contatti con il suo pubblico.

“Avevo il sogno di diventare una cantane di painobar, al mio paese – ha ricordato – All’età di 8 anni sono andata a Bologna a sentire mio padre e quella sera sono salita su un palco e ho cominciato a cantare “Dolce Remì”. Lui amava Aznavour, Sinatra, e io ho scoperto Battisti, Baglioni, Raf, i miei cantanti erano Mina, Metta”.

Laura Pausini ha raccolto 38 brani, alcuni ricantati, riarrangiati e rimasterizzati, tre inediti e due ‘chicche’; è distribuito in 47 Paesi, e fra le altre contiene “La solitudine” con l’arrangiamento di Ennio Morricone, duetti con Michael Bublè (“You’ll never find another love like mine”), Ray Charles (“Surrender to love”), Miguel Bosé (“Te amarè”), Marc Anthony (“Non c’è/Se fué”), Lara Fabian (“Io canto/Je chante”), la brasiliana Ivete Sangalo (“Le cose che vivi”) cantata anche in portoghese, Alejandro Sanz (“Vivimi/Vivéme”), Andrea Bocelli (“Vivere/Dare to live”),  James Blunt (“Primavera in anticipo”), Charles Aznavour (“Paris au mois d’acout”), Kylie Minogue (“Limpido”).

“Il regalo me lo faccio io per questi 20 anni, sono stata caparbia, e sono arrivata al maestro Ennio Morricone – ha rivelato – Mi ha detto di chiamarlo alle ore 6 di mattina, gli ho proposta “La solitudine” e gli ho detto di farne quello che voleva: era da tempo che volevo una mia canzone impreziosita dal suo genio musicale, sono stata a sua disposizione, e ho avuto il tocco di un genio, è stato dolcissimo, umile, è l’eccellenza italiana nel mondo, immensamente grande, avrei fatto tutto il disco con lui”.

Con Lara Fabian ha duettato in “Io canto”.

“È una delle voci più importanti del mondo e, come succede in queste occasioni, mi è venuta voglia di cantare il meglio e bene – ha sottolineato – Ha scelto la canzone di Riccardo Cocciante perché ha detto di essere incuriosita, c’è molta energia in questa canzone. Ora sta attraversando un momento delicato perchè è ricoverata per un problema ai timpani a causa dell’errore di un fonico”.

La cantante si è poi soffermata sulla musica che propone, da quando è arrivata al successo.

“Sono davvero felice che la mia musica è questa – ha fatto notare – Sono più serena, sicura di me, continuo sulla strada che mi viene più naturale, la musica deve essere una forma d’istinto, non parlo come un cantautore colto, parlo come mangio”.

La raccolta si apre con “Ramaya” scovata dal padre in una musicassetta del 1976 quando lei aveva due anni (“Si sente benissimo che avevo carattere”) e c’è l’inedito “Dove resto solo io”.

“È una canzone che racconta quando è importante parlare della solitudine e solo con alcune persone – ha spiegato – Quando si rimane soli, non necessariamente senza il nostro compagno di vita, un figlio, un genitore, un amico, solo allora scopriamo cosa scopri il mondo attorno che è spento”.

Il nuovo tour mondiale partirà l’8 dicembre da Roma e toccherà città di tutto il mondo, da Parigi a New York, da Madrid a Buenos Aires, solo per citare alcune, oltre a Milano.

“Il ventennale è qui in Italia e da qui parte il mio tour – ha concluso – All’estero il ventennale è l’anno prossimo. Saranno con me 14 elementi di orchestra, anche archi, per ricreare un palcoscenico che coinvolga il pubblico anche più intimo come se fossimo a teatro, con effetti speciali, alzate con richiami grafici, disegni essenziali con il bianco e nero”.
(Franco Gigante)



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