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Lutto nell’arte ingauna per Tabusso

Albenga. Il mondo dell’arte ingauno è in lutto per la morte, avvenuta domenica a Torino, all’ospedale Mauriziano del pittore piemontese Francesco Tabusso, molto noto nel comprensorio ingauno ed in particolare nell’ambiente degli artisti cattolici. Tabusso infatti nel 1975 realizzò la celebre Grande Pala Absidale “Il Cantico delle Creature” per la Chiesa di San Francesco d’Assisi a Milano.
Nato nel 1930 a Sesto San Giovanni,  Tabusso è stato negli anni Cinquanta fondatore, insieme ad Aimone, Casorati, Chessa, Niotti, della rivista “Orsa Minore” e nel 1954, appena ventiquattrenne, partecipò alla Biennale di Venezia.

“Era un artista delicato e raffinato – dice Augusto Andreini, noto collezionista ed esperto d’arte- davanti ai suoi quadri si ha l’impressione di essere di fronte ad una narrazione, ad un racconto dipinto, dove le figure e le cose si animano. Così una coppia contadina, una festa paesana, delle semplici uova su un tavolo, i paesaggi sotto la neve, l’alpeggio, assumono vita propria”.

Tabusso, considerato l’erede di Felice Casorati, del quale fu discepolo fedele, aveva 81 anni ed era cresciuto a Torino. Dopo aver frequentato il liceo classico, fu attivo dal 1949 al 1954 nello studio di Casorati, che seppe spronare il giovane allievo nel quale riconobbe la forza, l’originalità ed il vigore creativo. Tabusso tornò alla Biennale veneziana anche nel 1956 e 1958 e nel 1966 Venezia gli tributò l’onore di avere addirittura una sala personale alla Biennale.

“Le sue nevicate, i paesaggi, le nature morte, le marine – dice Adalberto Guzzinati, giornalista e critico d’arte – sono piccoli e toccanti tasselli di un microcosmo poetico che l’artista ha creato in tanti anni di lavoro paziente e sapiente. La meraviglia di quegli alpeggi, di quei paesaggi, l’ umanità dei suoi personaggi semplici sono tratti distintivi che lo portarono giovanissimo ad esporre nelle più grandi rassegne internazionali del tempo: Parigi, New York, Bruxelles, Alessandria d’Egitto, Mosca, oltre naturalmente a Venezia, dove a soli 36 anni gli venne dedicata una sala personale”. Amico di Longhi, Bassani e Buzzati è stato più volte ospite in Riviera dove aveva molti amici.
(Claudio Almanzi)

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