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Luca Dirisio torna venerdì 25 novembre con l’album “Bouganville”

Milano. «Sono cambiate parecchie cose da “Calma e sangue freddo” ad oggi ma non è cambiato l’essere umano: si invecchia, si prende più consapevolezza e mi auguro di essere più convenzionale».

Lo ha detto Luca Dirisio, riferendosi al suo successo del 2004, alla presentazione del suo nuovo album “Bouganville”, in uscita venerdì 25 ottobre, a distanza di otto anni dal precedente.

«La gente si ricorderà di me? – ha aggiunto – È una malattia di questo periodo: non faccio questo lavoro per essere ricordato e non da tutti, non ho la smania del ‘like’ ma mi piace scrivere canzoni. Chi ascolterà questo disco e potrà dire che non è cambiato nulla, mi sentirò piuttosto bene: spero che arrivi nel cuore delle persone».

Luca Dirisio è stato anni in silenzio.

«Sono volati e sono sempre stato pronto per fare un disco – ha ribadito – In tutto questo tempo la musica è cambiata di brutto, i fruitori, il modo di farla: oggi serve più apparire, e questa pausa è servita anche per capire cosa poter dire».

Dirisio è arrivato al titolo dell’album dopo un’attenta riflessione.

«Le cattive lingue e gli sfaticati che passano ore sul web a parlare del nulla e che hanno scritto “ma come non era morto?” hanno stuzzicato e stimolato molto la mia fantasia nella ricerca del nome – ha confidato – Alla fine è stato Raymond Carver, uno dei miei scrittori preferiti, che in un suo racconto parla della bouganville che in inverno si finge morta per poi risplendere di vita e di colore l’estate, forte e sgargiante come se il tempo non fosse mai passato. Questa è la metafora che mi piace immaginare se penso alla mia vita e alla mia musica».

In “La mia gente” Dirisio parla della sua terra.

«È dedicata a chi mi vive intorno – ha osservato – Al quinto disco mi sono accorto di non aver scritto una canzone per gli abruzzesi, gente un po’ testarda, una razza forte che resiste al mare e alla montagna: sono orgoglioso di essere abruzzese, gente difficile da far sparire, disposta ad aiutare chi ha bisogno».

“Come il mare a settembre” è il singolo che ha anticipato l’album.

«Il mare ricorre in tutto il disco: qui è una metafora – ha sottolineato – Il mare te lo porti dentro, come Itaca per Ulisse. Dopo anni vissuti fuori, ho comprato una casa a Vasto perché il mare rappresenta la vita, il suo movimento, le onde son come il pulsare del cuore. Solo chi è nato in un posto di mare può comprendere la sua potenza e la sua attrazione viscerale che comporta nel cuore e nell’anima».

Fra gli altri brani del disco spicca quello intitolato “Roma”.

«Ho vissuto 12 anni a Roma: l’ho portata nel cuore – ha confessato – Ero da mio zio ai tempi dell’università e da lì è nato tutto. Oggi mi rattrista vederla in queste condizioni, anche se gli amministratori dicono “l’immondizia è colpa nostra”: è la città più bella del mondo ed è un incitamento a rinnovarsi, senza offendere nessuno ma solo per richiamare la massima attenzione».

“Bouganville” è il disco della maturità per Dirisio.

«Tutti i brani sono piccoli resoconti della vita, la mia vita – ha concluso – Alcuni sono ricordi, altri prese di posizione, altri ancora dediche. Non volevo creare un disco modaiolo ma piuttosto una raccolta di pensieri ed emozioni da poter condividere con chi lo ascolterà».
(Franco Gigante)


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