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Lourdes 2017: Uno sguardo rivolto verso il cielo. Una nuova riflessione della lettrice Marietta Di Sario

Più volte abbiamo pubblicato le riflessioni della nostra lettrice Marietta  Di Sario, una donna  63enne lucana che vive a Carpi (fa parte dell’Unitalsi Consiglio SottoSezione Carpi), invalida al 100% agli arti inferiori e superiori, a causa degli effetti devastanti della poliomielite che l’ha colpita quando aveva solamente quattro anni. Da allora è costretta a vivere inchiodata su una sedia a rotelle. Da sola non riesce a compiere neppure il più banale gesto. Dipende completamente, in tutto e per tutto, dagli altri.
Ecco quanto ci ha scritto alcuni giorni fa.

Anche quest’anno, con la consapevolezza che siamo tutti ammalati a causa del nostro peccato e del nostro egoismo, ripartiamo per Lourdes.

È una chiamata alle origini, un invito ad abbandonare le schiavitù dei contesti in cui viviamo per iniziare ad apprezzare la semplicità delle relazioni umane.

Come ammalato mi pongo vicino alle sofferenze degli altri perché solo tutti insieme possiamo essere salvati e guariti dall’unico medico celeste che è il Signore Gesù.

In questo cammino verso Lourdes siamo tutti fratelli perché figli della stessa Mamma, tutti in viaggio, in una condivisione di gioia e di festa dove la sofferenza viene accolta e portata insieme. In questo modo si scopre, attraverso il dolore dell’altro, di avere molto da dare, da ricevere, da condividere.

Lourdes è l’unico posto al mondo nuovo e familiare nello stesso tempo, è un’esperienza sempre nuova ma è anche un ritornare a casa. E’ un percorso di guarigione spirituale che può cambiare il nostro sguardo sul mondo, nella nostra vita, solo se permettiamo che accada.

Dopo tanti pellegrinaggi, mi sento di dire che ciascuno di noi vivrà pienamente Lourdes se da mendicanti di miracoli, che cancellano la fatica e la sofferenza, diventiamo custodi dello Spirito che ci permette di vedere la prova come “una via verso il cuore di Cristo”.

Nei luoghi di pellegrinaggio non si va per miracoli facili, sebbene anche questi siano una possibilità, né per risposte veloci, o strabilianti, o improvvise rivelazioni: non è il metodo di Dio.

Per un Unitalsiano, in particolare ma non solo, il vero pellegrinaggio inizia il giorno del ritorno a casa, forti dell’esperienza vissuta insieme e animati dallo Spirito Santo. Con la consapevolezza che la cura amorevole per le persone più fragili può continuare tutti i giorni: a casa e nei momenti di condivisione, per quanto è possibile a ciascuno di noi. L’importante è che ci sia sempre un cuore aperto per una parola e un sorriso di fronte ad un anziano, un disabile, una persona che ha bisogno d’aiuto. Nei tanti anni di pellegrinaggio e di esperienza con l’Unitalsi mi sento di dire che il vero pellegrinaggio è “quello della vita”.

Lourdes è una sosta durante la quale Maria ci ricorda che un giorno ci verrà chiesto quanto Amore abbiamo donato, non lo fa per impaurirci ma per aiutarci a vivere più in pienezza la vita su questa terra, perché chi vive con lo sguardo rivolto al cielo non vive certo meno bene, anzi più pienamente.

La mamma celeste ci ricorda che lei è madre, e che vuole, fortissimamente, essere coinvolta come una madre nelle nostre vite.

Buon pellegrinaggio, quello della vita!

Marietta Di Sario – Carpi – Mo – 2017

Nella foto Marietta Di Sario.

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