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Loano celebra monsignor Giuseppe Valerga, fu Patriarca di Gerusalemme

Loano. Stanno per essere ultimati i preparativi per celebrare degnamente a Loano i duecento anni dalla nascita di una delle più illustre figure religiose liguri del XIX secolo: monsignor Giuseppe Valerga.

In programma martedì una conferenza in sala consiliare (alle ore 16) e la messa solenne celebrata (alle ore 18) dal vescovo della Diocesi di Albenga-Imperia, monsignor Mario Oliveri.

Monsignor Giuseppe Valerga fu patriarca latino di Gerusalemme, dal 1847 fino alla morte, avvenuta nel 1872, quando aveva soltanto 59 anni. Nel corso della giornata verranno presentati anche i due importanti volumi dedicati al Valerga: uno curato dal concittadino don Gabriele Corini (edizioni Delfino Moro) e l’altro da don Bruno Scarpino (Tipografia Stalla).

“I Valerga furono una famiglia molto importante per la storia religiosa della nostra regione – dice Adalberto Guzzinati – erano 18 fratelli, due divennero vescovi, mentre una sorella fu la cofondatrice del Monastero N.S. della Visitazione. Insomma un immenso patrimonio di fede, devozione ed amore verso l’assoluto”.

Gregorio Penco nella presentazione al testo curato da don Corini, con la collaborazione di don Luciano Pizzo scrive: “Giuseppe Valerga nacque in seno ad una famiglia  numerosa ed operosa composta da 18 fratelli, piena di zelo religioso, ma anche decisa far valere i propri diritti, ad esempio all’epoca  della   Battaglia di Loano, contro gli invasori francesi.

Tra l’altro un fratello di Giuseppe, già carmelitano a Loano, fu vescovo di Miriogidi nelle Indie orientali e una sorella, Gerolama, fu cofondatrice del monastero di Nostra Signora della Visitazione, mentre il fratello Paolo fece un tentativo di vita religiosa fra gli agostiniani di Gennazzano.

Assiduo alle pratiche religiose specialmente presso il monastero di Monte Carmelo di Loano, Giuseppe Valerga studiò a Finalborgo  dagli Scolopi.  Per seguire gli studi superiori, con due fratelli e due sorelle, lasciò la Liguria per Roma ove frequentò il Collegio Romano e L’Università della Sapienza fino alla laurea, con particolare interesse verso le lingue  orientali.

Nella capitale la cerchia delle conoscenze si allargò con alcuni dei più celebri personaggi del tempo come il domenicano padre Guglielmotti, storico della marina pontificia. E con alcuni conoscenti si recò in Terra Santa”. Sentiamo invece un brano tratto dal volume di Don Corini: “Per troppi anni la preziosa figura di mons. Giuseppe Valerga è rimasta quasi sconosciuta alle genti liguri, pur essendo nostro illustre concittadino e pur avendo dedicato i suoi anni più preziosi della gioventù alla Chiesa d’Albenga, in specie al suo seminario. …In particolare mi è sembrato importante ripercorrere quelle pagine  della biografia di mons. Valerga che si riferiscono al periodo loanese  e che forse sono rimaste, fino ad oggi,  le più oscure e frammentate.  Proprio per questo ho deciso  di trascrivere accuratamente, dopo un’attenta e appassionata  lettura, la prima parte del voluminoso manoscritto  di Felice Valerga, nipote del compianto Patriarca ed ha pure ridisegnato la Loano ottocentesca con curiosità e dettagli del nostro celebre conterraneo”.
(Claudio Almanzi)

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