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Libro di Melo Freni che racchiude 50 anni di poesia: “Oltre il labirinto” (Città del Sole Edizioni)

Terme Vigliatore (Messina). Melo Freni, che d’estate si trasferisce da Roma a Terme Vigliatore, comune balneare in provincia di Messina, è una di quelle personalità, come, a volte, diceva mio padre, in fase di estinzione, prima di tutto perché è un galantuomo come pochi e poi perché si tratta di uno dei più importanti scrittori italiani, anche regista, direttore artistico di grandi teatri in Italia e negli Stati Uniti, ma egli è, innanzi tutto giornalista per 35 anni in Rai e direttore, nonché conduttore, di importanti programmi culturali come “TG L’UNA” ed altri, ma per me egli è pure filosofo.

Ho avuto il piacere di leggere il suo libro “Oltre il labirinto” (Città del Sole Edizioni di Franco Arcidiacono -Reggio Calabria; e-mail: info@cdse.it) ricco di cinquanta anni di sue poesie, dal 1965 al 2015, una piacevole lettura che alimenta la mia convinzione circa la sua grandezza culturale.

Come si può leggere nel testo di presentazione del risvolto di copertina “È un crescendo la produzione poetica di Melo Freni. Un crescendo di attenzione e di approfondimento sulle condizioni di un vivere che richiede all’uomo la massima vigilanza per non lasciarsi trascinare nel baratro dell’assuefazione o, peggio, dell’indifferenza. Con mente attenta ed integrità di cuore, il poeta registra e, dove necessario, si oppone: questo è il concetto che ha della poesia, della letteratura in generale: farsi testimone del tempo col privilegio di una libertà che si proponga come oggetto di riferimento. Poesia civile, dunque, come individuò già all’inizio Leonardo Sciascia introducendo l’emblematica raccolta “IL SENSO DELLE COSE”. Era, allora, il senso di cose apparentemente siciliane, di storie e di attualità, ma l’impatto sotteso era quello di un mondo del quale l’isola rappresentava la metafora. Il libro, infatti, viaggiò a lungo per altri paesi e continenti.

“C’è un lungo discorso da fare”, scriveva Sciascia e Freni ha continuato a farlo esattamente per ben cinquanta anni, poesia dopo poesia, volume dopo volume, fino a quest’ultimo, piuttosto conclusivo, che ulteriormente approfondisce e chiude il cerchio, riprendendo anche versi dell’inizio. Come per dire che in mezzo secolo di vita l’impegno della poesia non si è potuto mai allentare, ma in Freni non si è allentata neppure la dimensione del sogno e di un’ancestrale, benefica nostalgia delle “Cose” care, sicché l’uscita dal labirinto dovrebbe rappresentare la riconquista di tanto bene perduto”.

Una sera, prima del suo ritorno a Roma, sono andato a trovare Melo Freni in compagnia del comune amico, il cantautore italo australiano Peter Ciani momentaneamente in Sicilia e, come scritto in altra occasione, ho avuto il grande piacere di ricevere in dono proprio “Oltre il labirinto” il libro, con la dedica molto gradita: “A Pippo Messina che sa leggere e capire. Con molti auguri per la sua passione per le lettere e il teatro. Affettuosamente – Melo Freni. Settembre 2018”.

Una benedizione, dal momento che sono versi che volano alto dove il cielo poetico è più puro. Opere che ci permettono di entrare nel mondo intimo dell’autore: è come se egli stesso ci prendesse per mano e ci conducesse tra gli spazi della memoria per svelarci le emozioni di un’anima errante attraverso gli eventi della vita e fuori dell’oscuro labirinto delle vicissitudini umane.

In questi versi di luminosa poesia vi è tutta una vita le cui tappe sono ben evidenziate dai ricordi che tornano prepotenti in sequenze, come diapositive di un film. Una poesia mai statica, per niente stagnante: i suoi versi diventano locomotive che trasportano il lettore da un contesto all’altro. Un bisogno, quello di Freni, di rivisitazioni di luoghi e personaggi; tutti elementi cari che hanno scandito continuamente la sua esistenza di giornalista culturale con lo sguardo attento rivolto al mondo della sofferenza.

È piacevole leggere i versi di Melo Freni, anche perché ci si imbatte in riverberi di luci intramontabili, di personaggi sempre vivi, come Eutushenko, Joyce,, Brecht, Antonello, Brueghel, Curiazi ed Orazi, Carlo Magno, Napoleone, Alessandro Magno, Kossighin e la figlia “Ludmilla – poetessa molto cara a Leonardo Sciascia” e tante altre figure rese vive per il piacere di chi, proprio come Freni, ama affondare il proprio spirito nelle glorie del passato per uscirne rinvigorito. Non soltanto personaggi, ma anche tanti luoghi cari al poeta sono rivisitabili, durante l’avvincente lettura dei versi, anche questi immortalati in un intreccio combinato abilmente per arricchire il lettore.

Nella foto Melo Freni e consorte con ai lati Peter Ciani e consorte (sx) e Giuseppe Messina
(Giuseppe Messina)


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