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Lezioni… di università

In un Paese marcio di corruzione e mafia, dove le processioni religiose fanno inchinare la Madonna ai boss (non certo da quest’anno!), dove la prostituzione è un vanto, dove tutto è lecito se si arriva al potere e al denaro, non è per niente strano che le lezioni all’Università le tengano certi personaggi.

Un po’ di tempo fa, senza che io mi sia accorta di nessuna protesta pubblica di ministri o altro, ho visto nei telegiornali che Flavio Briatore, noto imprenditore, aveva fatto lezione alla Bocconi: “professore d’eccezione per una sera, l’imprenditore ha dato consigli agli studenti di economia dell’ateneo milanese” (http://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/11607806/Briatore–lezione-alla-Bocconi-.html).

Dato che io, non frequentando il jet-set internazionale, non conosco quel signore, ho cercato sue notizie su wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Flavio_Briatore) da dove ho estrapolato qualche frase (certamente parziale, ma chiunque può andare a leggere tutto).

“[…] Conclusa la collaborazione con Caproni, Briatore si presentò per un breve periodo come agente discografico, spesso in compagnia di Iva Zanicchi, per poi dedicarsi ad affari connessi a bische clandestine e gioco d’azzardo, che lo portano ad essere condannato in primo grado ad un anno e sei mesi di reclusione dal Tribunale di Bergamo e a tre anni dal Tribunale di Milano. Briatore riuscì ad evitare il carcere rifugiandosi a Saint Thomas, nelle Isole Vergini, per poi tornare in Italia dopo un’amnistia.[…] Intanto, nel novembre del 2003 fu di nuovo coinvolto in inchieste giudiziarie: il P.M. di Potenza Woodcock ne chiese infatti la custodia cautelare nell’ambito di un’inchiesta che coinvolse molti Vip per una serie di pressioni indebite verso ambienti ministeriali, ma il Giudice per le indagini preliminari di Potenza emise una sentenza di incompetenza per territorio. […] Nel maggio 2010, Briatore è nuovamente assurto all’onore delle cronache per il sequestro del suo mega yacht Force Blue, avvenuto a largo di La Spezia, ad opera della Guardia di Finanza per frode fiscale. A fine gennaio 2011 l’inchiesta subisce un ulteriore sviluppo con il sequestro da parte della Guardia di Finanza di Genova di un milione e mezzo di euro e un’ulteriore accusa per truffa ai danni dello Stato.”

Ora io non dubito che il signore in questione risulterà, infine, innocente in tutte le questioni, ma non c’era nessun altro imprenditore di successo da chiamare, magari moralmente irreprensibile e senza sospesi con il fisco?

Ovviamente, il fatto che Schettino abbia spiegato all’università La Sapienza come si fa a “gestire il panico” in situazione di crisi (http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/14_agosto_06/concordia-schettino-sapienza-parlare-naufragio-4c684758-1d44-11e4-863e-cfd50bac8a56.shtml), non mi stupisce più di tanto.

Secondo quanto ho letto, in effetti, egli il panico (il suo) l’ha gestito benissimo “cadendo su una scialuppa” e abbandonando la nave mentre 32 persone morivano.

In un secondo momento, mentre la Concordia abbandonava l’isola del Giglio, rinnovando in tutti noi il dolore per la perdita di 33 esseri umani, lui continuava a “gestire il panico” partecipando a feste a Ischia e facendosi fotografare (http://www.rsi.ch/news/vita-quotidiana/stragente/Schettino-fa-festa-a-Ischia-1533244.html) con signore che meriterebbero anch’esse almeno una libera docenza all’Università.

Questo è il nostro “bel paese”.
(Renata Rusca Zargar)



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