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Letteratura autentica al Palazzo della Cultura di Massafra. Presentato con successo il romanzo “Berlino-Roma e viceversa” di Antonietta Benagiano

Massafra. Palazzo della Cultura “Nicola Lazzaro”. Pubblico numeroso e partecipe. E’ successo nei giorni scorsi in occasione dell’”Incontro con l’Autore”, cioè con Antonietta Benagiano e il suo romanzo “Berlino-Roma e viceversa” (Besa Editrice – Collana Comete 53, pagine 208). L’evento, voluto dall’UPGI – Università Popolare delle Gravine Ioniche, è stato magnificamente coordinato da suo presidente, prof.ssa Carla Gallo, chiara e precisa come suo stile. In una sintesi davvero efficace per gli opportuni rilievi offerti, ha presentato con piacere e grande gioia (…rendiamo omaggio e pubblico riconoscimento alla nostra concittadina,… ha fra l’altro detto) la multiforme attività letteraria della Benagiano (centinaia di premi e onorificenze ricevute) che spazia dal romanzo al saggio, dalla poesia al teatro, corredandola di stralci da note critiche di personalità illustri in campo letterario internazionale. La prof. Gallo ha voluto subito salutare e ringraziare il numeroso pubblico e i presidenti e soci di diverse associazioni, il gruppo di studenti dell’IISS “De Ruggieri”, e naturalmente, ancora prima, il Comune di Massafra e l’assessore alla Cultura e all’Associazionismo Antonio Cerbino, Stella Valle e la Biblioteca Comunale “Paolo Catucci”, l’IISS “De Ruggieri” e il preside prof. Stefano Milda e il presidente della Consulta delle Associazioni Pino Presicci. Tra i presenti ricordiamo il giudice Francesco Losavio, il vice presidente delle Consulta delle Associazioni Barbara Wojciechowska, Emmanuele La Tanza (già presidente della Consulta delle Associazioni), Angela Andreace (Segmenti d’Arte), Francesca Bongiorno (Fidapa), Salvatore Acquaro (Grandangolo), Loris Rossi (UPGI), Teresa Bosco (Alliance française), ecc.

A dialogare con l’autrice è stata la docente di Lettere dell’IISS “De Ruggieri”, prof.ssa Maria Carmela Pagliari, che sin dall’inizio ha avvinto tutti i presenti. La sua presentazione del romanzo è stata puntuale e ricca di approfondimenti. “E’ sera, pensava tra se Elena, questa stanza s’è all’improvviso illuminata d’altra luce, ma resta ombra nell’angolo. Attenderò. Meglio attendere il nuovo giorno”. Ha iniziato così la presentazione di “Roma-Berlino e viceversa” evidenziando che luce-ombra-attesa-memoria” sono i punti cardine su cui ruota questo nuovo romanzo di Antonietta Benagiano che ha ben definito “perla del nostro sud”, in quanto a ben ragione si colloca fra le scrittrici meridionali più poliedriche e feconde, oltre che di romanzi, di poesia, di testi teatrali, saggistica filosofica, storica e letteraria. Autrice che è stata più volte ospite gradita del Liceo “De Ruggieri” di Massafra, tanto da esserne diventata un’istituzione. “E questa volta con un romanzo d’amore (ha evidenziato la relatrice), ma l’amore che la Benagiano ci racconta non può essere un amore “normale”, ma un amore speciale, fatto di condivisione libera, un amore “diverso”, con tutto quello che di ricco e straordinario questo termine può significare. “Diversi per rimanere se stessi”, come scrive l’autrice. E questo il segno distintivo che caratterizza l’amore tra i due protagonisti del romanzo, Thomas ed Elena, un tedesco e un’italiana, elemento anche questo non da poco, se si pensa all’indole così differente fra le due etnie. “Eppure l’amore è capace di superare le differenze, gli stessi stereotipi”. I protagonisti, quindi, si amano a distanza da trent’anni, s’incontrano sporadicamente soprattutto a Roma, dove si sono conosciuti al tempo dell’Università, e proprio la città eterna con la sua aura magica contribuisce a renderlo eterno. Ma solo apparentemente il romanzo è il racconto di una storia d’amore, anche se “speciale”. “In realtà (ha fatto presente la relatrice) è un concentrato di riflessioni che toccano vari campi e spaziano da quello della medicina (il neurologo Thomas ci conduce nei meandri della psiche umana, Elena, medico anche lei, ci offre l’immagine di una medicina al servizio dell’umanità e della dignità, valori chiave del giuramento di Ippocrate ma spesso, purtroppo, disattesi)”. Le riflessioni toccano anche altri temi, ad esempio la storia, dalla seconda guerra mondiale, all’occupazione e alla follia tedesca, alle distruzioni degli americani, e poi agli anni di piombo e al rapimento di Aldo Moro, oppure toccano temi d’attualità come l’ambiente, nella parte riguardante i veleni di Taranto, i farmaci killer.

Ha detto questo e tanto, tanto altro la relatrice Pagliari che, comunque, non ha volto la sua attenzione di critico ad analizzare soltanto il piano affettivo-sentimentale nelle vicende dei due protagonisti della storia d’amore con le implicazioni psicologiche e i momenti meditativi. Ma ha posto in rilievo anche altri piani narrativi denotanti l’ampia cultura della Benagiano, da quello storico-sociologico con il dramma della seconda guerra mondiale (come abbiamo già citato) sino alla nostra problematica attualità, enucleando pure aspetti sociali, culturali, ideologici e comportamentali. Ha inoltre posto in rilievo lo stile, la prosa fluida che diviene talora lirica avvalorando quanto determinata critica sostiene: un “non distinguo” tra prosa e poesia quando la scrittura sgorga da vero sentire, da un pensiero profondo.

La relatrice si è anche soffermata sul perfetto connubio tempo-poesia che pervade tutto il romanzo. L’uso frequente, poi, di flash-back porta la narrazione (come ha precisato) a procedere su due piani, quello del presente e quello del passato. L’attesa, cui la relatrice faceva riferimento all’inizio, è l’elemento focale con il quale ha concluso la sua conversazione. “Il romanzo intriga, avvince proprio perché offre al lettore la possibilità di pensare e di “creare” il finale, facendolo suo. Il gioco del tempo, della distanza ritorna (ha continuato) ancora a ridare essenza ai protagonisti e alla realtà in cui vivono…”. Comunque nessuna conclusione scontata o banale. Alla fine sono i lettori ad essere risucchiati nel romanzo, ad immaginare il procedere della storia di Elena e Thomas ed a ridarle continuità e nuova vita, in “quell’alternanza d’amore e di pensiero” che il grande critico letterario Giorgio Barberi Squarotti, fra i più grandi critici viventi, recensendo l’opera, ha voluto sottolineare.

Il pubblico ha calorosamente applaudito la brava relatrice, che già abbiamo avuto modo di seguite e apprezzate in altre relazioni.

La prof. Antonietta Benagiano si è sentita molto gratificata e dal suo cuore è sgorgato un sincero grazie alla Presidente dell’UPGI, per aver così bene considerato la sua opera e offerto un’efficace presentazione, all’Assessorato alla Cultura e alla Biblioteca, così attivi nel seguire le proposte culturali, al Dirigente del “De Ruggieri” sempre aperto ad accogliere ed elogiare le sue opere (e ha menzionato la memoranda presentazione del saggio “Quale patria?”), alla Consulta delle Associazioni presieduta dal dott. Pino Presicci, a tutto il pubblico, agli studenti del Liceo per aver letto il suo romanzo, qualificato non opera da para-letteratura o di Kulturindustrie, ma che sollecita a riflettere, cosa da tenere in conto nell’era della digitalizzazione.

E, dulcis in fundo il suo grazie alla relatrice Maria Carmela Pagliari (straordinario critico), davvero unica come in tanti altri appuntamenti culturali. E’ stata lei la prima dei massafresi a leggere le sue opere e a sollecitarne la conoscenza (ha presentato altre opere della Benagiano). Ha offerto un’analisi approfondita percorrendo le varie tematiche che rendono il romanzo presentato non una semplice storia d’amore.

Tanti gl’interventi degli studenti del “De Ruggieri”, tutti dimostrativi, per la qualità delle varie domande, di una lettura attenta e partecipativa che sfata la generalizzazione di certi luoghi comuni sui giovani.

Hanno chiesto dell’amore, di come poter tornare a un amore non “liquido”, della società contemporanea, di come creare punti di riferimento validi,  e inoltre della guerra e di tanto altro ancora. La scrittrice ha ben volentieri risposto, parlando dell’amore totalizzante e di quello che lascia spazio a che l’essere possa porre in atto le sue potenzialità, dell’amore che non ammette omologazioni nel rapporto di coppia, e ancora dell’essere umano, rifacendosi a Jaspers, come “enigma affascinante… onda unica tra le infinite onde del mare”. E poi dell’uomo di oggi come problema per se stesso, perché ha perso la capacità di essere ens amans, è divenuto “pendolo oscillante” che deve ripensare tutto (come dice Bauman), della società narcisista e della lotta oscura dei poteri finanziari, della violenza presente nei totalitarismi e anche nelle democrazie, e di altro.

Ricordiamo anche gli altri interventi. Il dirigente scolastico prof. Stefano Milda citando quest’ultima opera della Benagiano, ha precisato che è “…ultima in ordine di tempo, ma non sicuramente ultima perché il carattere prolifico dell’autrice è tale che sicuramente altre novità stanno per arrivare”. Si è soffermato sulla particolare qualità della scrittura della brava scrittrice, specificando tra l’altro che questo romanzo è stato congegnato in maniera eccezionale tanto da attirare molto i ragazzi a leggerlo “… in quanto all’interno di esso c’è tutto, c’è una storia vita, ma c’è anche la storia e quindi storia e microstoria perché dalla microstorie nasce la vera storia…”. Inoltre ha offerto l’analisi di talune espressioni, come lo sguardo alla storia d’Europa dell’illustre Giorgio Barberi Squarotti.

E’ intervenuto anche il Presidente della Consulta delle Associazioni dott. Pino Presicci che ha sollecitato i giovani a seguire la via del sapere autentico e a porre in atto la solidarietà che è il primo principio dell’associazionismo.                                                                                                                                                        A conclusione di una serata, da tutti ritenuta culturalmente molto interessante,  l’intervento dell’Assessore Antonio Cerbino che ha posto in rilievo proprio la qualità alta dell’incontro con la Benagiano e il suo romanzo, come Massafra possa menar vanto di quanto venga in essa proposto a livello culturale. E, da parte del Comune, ha consegnato alla scrittrice la realizzazione artistica in ceramica di una delle più pregevoli icone rupestri, Il battesimo di Gesù, tratta da un affresco della Candelora con la dicitura. “La cultura è vita e la vita è bella”. Inoltre, bouquet di fiori dall’UPGI e dal “Del Ruggieri”, sono stati consegnati all’autrice e alla relatrice. E tanti si sono fermati a complimentarsi con loro e con gli organizzatori. Da dire anche, e fa piacere, che sono stati comprati tutti i libri posti in vendita, il cui ricavato, per volontà dell’autrice, sarà assegnato al ragazzo del Liceo maggiormente meritevole per i progressi compiuti.

Vogliamo ricordare che all’inizio della serata la coordinatrice, prof.ssa Carla Gallo, ha anche menzionato, tra l’altro, per le loro recensioni, l’Accademico dei Lincei prof. Cosimo Damiano Fonseca, la prof.ssa Lorenzo Rocco (saggista e direttrice della prestigiosa rivista “Silarus”), i docenti universitari Francesco Di Ciaccia ed Eugen Galasso, la vice direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura Maria Peruzzini, il saggista barese Giuseppe Mario Tufarolo, il critico tarantino Giovanni Amodio. Ed ha letto anche alcune critiche su questo libro.



Ecco alcune critiche.

“Qualunque sia la tipologia letterari con cui l’autrice si presenta, si incontra sempre una felice sorpresa, e sorprendente è anche questo romanzo… risulta innovativo come impostazione… Novità di forma, poiché gli otto capitoli si articolano in strutture che stimolano la lettura e la rendono varia e interessante grazie al pensiero divergente…” (Luciano Nanni, poeta, scrittore, critico, già docente all’università di Bologna, nel gruppo letterario “Formica nera”, fondatore del relativo Premio di Poesia, attivo nella rivista “Punto di vista”).

“Berlino-Roma e viceversa… è una cosa e molte cose insieme… un’analisi emozionale, attraverso l’amore narrato, della modernità… la dulcedo … dell’amore che a volte può opporre all’effimero la sua categoria sovratemporale… E poi: le fini annotazioni dei particolari… l’avventura come metafora della vita… la bellezza… luce che illumina le nostre vite oscure…” (Roberto Pasanisi, docente universitario e direttore del CISAT (Centro Italiano Studi Arte-Terapia).

“L’amore? “Non si spiega”: è come la rosa di Silesius. Storia di una passione che si ferma ai confini. Un viaggio nella violenza che sta nel divenire della storia. Omaggio alla donna con Ortensia, e al dialogo con Moro e Martini… All’autrice, potenza evocatrice della sua prosa, bastano due desolanti squarci per raccontare la guerra: “Immoto sulle macerie, tumulo dei cari”, “Fra le vie superstiti silenziosi, affamati, sporchi, lerci”: condanna totale”. (Michele Cristella, già capo redattore del Corriere del Giorno).

Nel collage fotografico (foto di Salvatore Acquaro) l’autrice Antonietta Benagiano, la coordinatrice Carla Gallo, la relatrice Maria Carmela Pagliari e un momento della presentazione del libro ( da sx: l’assessore alla Cultura Cerbino, la scrittrice, Carla Gallo, la relatrice Pagliari, il dirigente scolastico Milda).
(Nino Bellinvia)

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