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Lettera aperta in merito all’articolo “A Santeramo la più antica chiesa rupestre della Puglia”

Ho letto con interesse la notizia “A Santeramo la più antica chiesa rupestre della Puglia”, pubblicata in data 1/10/2010, relativa alla riscoperta, dell’ipogeo in masseria Signorile e, vorrei complimentarmi con il dott. Laselva in primis e, con tutti coloro che hanno reso l’accesso, a seguito del coinvolgimento della  proprietaria del terreno. (unico ostacolo da superare)

 L’ipogeo  in questione, era già stato segnalato dall’Archeoclub, alla Soprintendenza Archeologica di Taranto nel 2009, congiuntamente alla scoperta della necropoli in masseria Bonifacio (sepolture del IV e VIII-VII sec. a.C.), grotta che rientrava nell’ambito di una vasta area dove abbondano tracce di un grande insediamento Ellenistico.

 Ancor molto tempo prima, la masseria Signorile dove è ubicato l’ipogeo, era già stata segnalata, insieme alle altre masserie adiacenti,  per la quantità della ceramica rinvenuta, dall’allora ispettore Onorario Prof. Giovanni De Santis.

 L’ipogeo in parola è a circa 100 metri dalla necropoli di masseria Bonifacio, tombe rinvenute dall’allora Archeoclub nel maggio 2009 e, da un altro importante ipogeo, dove gli stessi rinvennero abbondante materiale archeologico, ora custoditi al museo di Altamura (obolo, lucerna, pesi da telaio, frammenti di ceramica greco-romana, etc ); Inoltre, la grotta in questione è a circa 20 metri da due probabili resti di  “ville romane”, rilevate a seguito delle fotografie sia all’infrarosso sia scattate durante un recente sorvolo (anno 2009), anch’esse segnalate alla Soprintendenza Archeologica di Taranto dall’allora Presidente dell’Archeoclub di Santeramo.

E’ possibile leggere i dettagli alla voce – Puglia – MASSERIA BONIFACIO. L’analisi di una vasta area archeologica .

E’ ragionevole dire basta con i c.d. “culti cristiani”, mentre è ragionevole allargare le vedute, ricordandoci tutti che il territorio di Santeramo conserva ancora cospicue tracce di un remoto passato a partire dal neolitico.

 Premesso ciò, è ragionevole ipotizzare che l’ipogeo,  prima ancora di essere la c.d. chiesa di S. Angelo in Morsara, (direi piuttosto in masseria Signorile), considerata l’ubicazione all’interno della vasta area di età classica- preclassica,  poteva essere stato un luogo di culto pagano, magari alla dea Demetra, la Madre terra., per la quantità dei pesi da telaio rinvenuti con incisione di spighe di grano.

 Vorrei augurarmi che l’ipogeo possa fungere da volano per affrontare definitivamente lo studio scientifico dell’intera area archeologica, restituendo alla comunità di Santeramo la dignità storica, e che lo stesso non diventi una seconda “Grotta di S.Angelo”.

 Vito Zullo

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