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Lettera aperta di ACEP, ARCI e AUDIOCOOP al commissario straordinario della SIAE, Gianluigi Rondi

Dopo aver impugnato il nuovo Statuto, le associazioni ACEP, ARCI e AUDIOCOOP chiedono al Commissario Rondi di sospendere le prossime elezioni SIAE, previste per il 1° marzo 2013, con richiesta di pubblicazione di questa lettera aperta sul sito web della SIAE.

Lettera della quale rendiamo noto il contenuto ai nostri lettori.


Roma, 21 gennaio 2013

Egregio Maestro Gianluigi Rondi

Commissario Straordinario

SIAE – Società italiana autori ed editori


e p.c.

Egregio Prof. Avv. Mario Stella Richter

Sub – Commissario Straordinario

SIAE – Società italiana autori ed editori


Egregio Avv. Luca Scordino

Sub – Commissario Straordinario

SIAE – Società italiana autori ed editori


Egregio Dr. Gaetano Blandini

Direttore Generale

SIAE – Società italiana autori ed editori


Oggetto: Richiesta di proroga dell’assemblea per l’elezione del Consiglio di Sorveglianza


Caro Maestro,

siamo convinti di non dover spiegare a Lei l’importanza dell’arte e della cultura né la centralità che esse hanno nella vita del Paese e, in modo particolare, in quella di chi come noi – artisti, musicisti, autori, cantautori ed editori – ha scelto per passione e con convinzione di dedicare la propria vita e tutte le proprie energie a produrne e diffonderne.

E’ proprio tale convinzione che ci ha fatto apparire inverosimile che Lei abbia apposto la Sua firma in calce ad uno Statuto della SIAE che ne ridisegna radicalmente volto e missione, consegnando una Società che abbiamo sempre sentito nostra – e di ogni altro autore ed editore italiano in eguale misura – nelle mani di un manipolo di soggetti che hanno l’unico merito – se così può definirsi – di aver, sin qui, guadagnato tanto di più rispetto a tutti noi.

Aver scelto di privare la SIAE del proprio ordinamento democratico ed averlo voluto sostituire con un’autentica plutocrazia è, a nostro avviso, incompatibile con quella che, siamo convinti, essere anche la Sua idea di arte e cultura: un patrimonio comune dell’umanità insuscettibile di essere misurata solo a peso d’oro.

Non vogliamo e non possiamo credere che Lei sia davvero convinto che il contributo di un autore o un editore al mondo della cultura si esaurisca in quanto esso è in grado – o non è in grado per dinamiche spesso completamente estranee al suo controllo – di guadagnare. Sono queste le considerazioni che, come saprà, hanno indotto molti noi, nei giorni scorsi, a rivolgersi ai Giudici del Tribunale amministrativo del Lazio per chiedere loro che dichiarino l’illegittimità del nuovo Statuto della SIAE da Lei firmato una scelta che, a tutti noi, è costata un importante sacrificio in termini di principi ed ideali perché ci siamo sentiti quasi costretti a trascinare in giudizio una Società che sentiamo anche nostra e che vorremmo continuasse ad appartenere al futuro nostro e dei nostri figli. Lo abbiamo fatto solo dopo aver, invano, tentato ogni altra strada senza successo e, talvolta, senza neppure essere ascoltati. Ora, però, tanti nostri sacrifici e molte nostre convinzioni – che ci piace credere ancora Lei condivida – rischiano di essere travolti e vanificati.

E’ quanto accadrà se, prima che i Giudici si pronuncino, si procederà – in forza delle nuove regole – all’elezione del Consiglio di sorveglianza della nuova SIAE, quella dei pochi autori ed editori più ricchi degli altri.

Non sappiamo se e quanto le Sue idee e la Sua voce abbiano pesato nel varo del nuovo Statuto ma, almeno questa volta, siamo convinti che Lei possa fare la differenza.

Le chiediamo solo di differire l’assemblea per l’elezione dei membri del Consiglio di Sorveglianza a quando la giustizia avrà fatto il suo corso ed accertato se il nuovo Statuto consente, comunque, a ciascuno di noi – ed agli altri autori ed editori che verranno – di sentire come anche loro la Società italiana autori ed editori.

Le anticipiamo sin d’ora che, una volta che i Giudici avranno – in maniera definitiva – deciso, noi ci adegueremo a tale decisione che sia quella da noi auspicata nell’interesse di tutti o che sia, invece, quella opposta.

Sino ad allora, tuttavia, siamo convinti che chiedere ad oltre novantamila autori ed editori italiani di esprimere un voto nella consapevolezza che il suo peso in assemblea sarà vanificato da quello di una dozzina di altri autori ed editori più ricchi e danarosi, rappresenterebbe una gravissima offesa all’arte ed alla cultura nelle quali tutti noi ci riconosciamo ed in nome delle quali vogliamo continuare a vivere e lavorare.

Certi che accoglierà questa nostra richiesta, Le inviamo i nostri più cordiali saluti,

ACEP, ARCI E AUDIOCOOP


CARO RONDI, FERMI LE ELEZIONI

Ecco in merito un articolo dell’Avv. Guido Scorza

“Non vogliamo e non possiamo credere che Lei sia davvero convinto che il contributo di un autore o un editore al mondo della cultura si esaurisca in quanto esso è in grado  – o non è in grado per dinamiche spesso completamente estranee al suo controllo – di guadagnare”.

E’ questo uno dei passaggi della lettera che lo scorso 21 gennaio ACEP, ARCI ed AUDIOCOOP in rappresentanza di migliaia di autori ed editori italiani hanno indirizzato al Commissario Straordinario della SIAE Gian Luigi Rondi chiedendogli di rinviare le elezioni per la nomina del Consiglio di Sorveglianza della Società ovvero dell’organo al quale, il nuovo Statuto, affida poteri di vita e di morte sull’Ente in attesa che i Giudici amministrativi si pronuncino sull’impugnazione che le stesse associazioni assieme a decine di altri autori ed editori hanno proposto avverso lo Statuto adottato nelle scorse settimane.

Autori ed editori rappresentati dalle associazioni firmatarie della lettera difendono un principio – quello riassunto nel pensiero posto al centro della lettera a Rondi – tanto semplice quanto, sfortunatamente, lontano da quello che ha ispirato i redattori del nuovo Statuto: l’arte e la cultura non sono una questione solo economica e non possono, quindi, appartenere solo ai più ricchi.

Il nuovo Statuto della SIAE, al contrario, prevede proprio che siano i soli autori ed editori più ricchi a governare la società, riconoscendo loro un numero di voti che è funzione matematica di ogni euro percepita a titolo di riparto dei diritti d’autore.

Difficile, davvero, credere che l’anziano Commissario Straordimario della SIAE, dopo una vita spesa nel mondo dell’arte e della cultura possa credere che solo i più fortunati – in termini economici – tra gli autori ed editori meritino di aver voce nella gestione della Società che deve, per legge e per statuto, rappresentare gli interessi di tutti.

La preoccupazione che ha “armato” la mano delle associazioni degli autori ed editori, spingendole a firmare la lettera aperta al Commissario straordinario è rappresentata dal rischio elevato che se le prossime elezioni – già fissate per il 1° marzo – dovessero svolgersi nel rispetto delle nuove regole, oltre novantamila associati alla SIAE se ne ritroverebbero, di fatto, espropriati perché la Società finirebbe saldamente nelle mani di un Consiglio di Sorveglianza espressione esclusivamente di un pugno di grandi etichette discografiche e di una dozzina di grandi cantautori.

Sin qui alla lettera è seguito solo un silenzio rumoroso e – per usare il gergo musicale – “stonato”.

L’auspicio, ora, è che il Maestro Rondi, con un sussulto d’orgoglio, si riscopra più vicino al mondo dell’arte e della cultura che a quello della finanza e si rifiuti di prestare oltre la propria firma, la propria faccia ed il proprio nome a chi, al contrario, appare convinto che la gestione dei diritti d’autore sia solo una questione di numeri e soldi”.


ACEP, ARCI E AUDIOCOOP ricordano agli artisti tutti  (e diversi sono nostri lettori) l’aumento delle quote sociali annue.


Dal 1° gennaio 2013 le quote sociali annue della SIAE sono state aumentate del 67% per l’autore (da 89,70 euro a 150 euro) e del 45% per l’editore (da 413,10 euro a 600 euro).  Un aumento elevato, immotivato e improvviso, deliberato il 13 novembre 2012 e comunicato sul sito della SIAE soltanto il 4 gennaio 2013, cioé pochi giorni prima della ripartizione semestrale dei diritti.  Continuano le brutte sorprese di questa gestione commissariale la quale, con effetto dal 1° gennaio 2012, ha abolito le previgenti prestazioni del Fondo di solidarietà, mentre dal 1° gennaio 2013 ci ha regalato questo sostanzioso aumento delle quote associative.


ACEP, ARCI E AUDIOCOOP chiedono:

Siete disposti a protestare insieme a noi?

A voi dare una risposta a:

Associazione ACEP (Autori, Compositori e Piccoli Editori). Sito: www.assoacep.com – E-mail: news@assoacep.com

Via Flaminia, 185/B – 47900 Rimini (RN) Tel. 0541 307371 – Fax 0541 630064 – Cell. 336 378555.

Arci (Associazione Ricreativa Culturale Italiana). Sito: www.arci.it – E-mail: ufficiostampa@arci.it – Via Monti di Pietralata, 16 – 00157 Roma Tel. 06.41609267 – Fax 06.41609269.

AudioCoop (Coordinamento tra le Etichette Discografiche Indipendenti in Italia) – Sito: www.audiocoop.it – E.mail: comunicazioni@audiocoop.it – Via della Valle 71 – 48018 Faenza (Ra) Tel. 0546.24647 – Cell. 349 4461825.
(N.B.)

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