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Lettera aperta dell’onorevole Franco Vazio al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti

Riceviamo e pubblichiamo.

Egr. Sig.
Giovanni Toti
Presidente Regione Liguria

e per conoscenza
Agli Assessori della Regione Liguria
Ai Consiglieri Regionali della Liguria

Ai Presidenti Regionali delle Organizzazioni Contadine
Coldiretti – Giacomo Calleri
CIA – Alberto Aldo
Cofagricoltura – Renato Oldini

Caro Presidente,

mi permetto di scrivere a Lei, anche per ragioni Istituzionali, in riferimento al noto tema del mancato conseguimento dei risarcimenti da parte delle imprese agricole liguri alluvionate.


Mi permetto di fare ciò perché sarebbe decisivo il fatto che Lei si assumesse in prima persona la responsabilità di gestire una situazione grottesca e grave.


Riassumo nuovamente i fatti, allegando i relativi documenti, affinché un domani non si possa dire “io non sapevo”.


Alla riunione organizzata in Regione nell’aprile dello scorso anno, alla presenza dei funzionari, dell’Assessore Stefano Mai e dei Rappresentanti delle Organizzazione Contadine, insieme ad altri colleghi, avevo fortemente sollecitato la Regione di integrare le richieste dei danni presso la Protezione Civile.


L’Assessore Regionale Stefano Mai ed il funzionario competente, dott. Fontana, preso atto delle indicazioni scritte del MEF e della Protezione Civile (che gli erano state esibite), avevano promesso di dare seguito alle sollecitazioni ricevute.

Con il via libera del Consiglio dei Ministri di fine luglio 2016, come ampiamente previsto, è diventata operativa la norma contenuta nella Legge di Stabilità per il 2016 (art. 1, commi 422-428) che, per la prima volta, ha riconosciuto in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale un contributo ai cittadini e alle imprese danneggiati dagli eventi calamitosi e alluvionali che si sono verificati tra il 2013 e il 2015.


Purtroppo invece è successo quello che nessuno di noi poteva immaginare, neppure in un incubo notturno: la Regione Liguria, funzionari ed Assessore, non hanno fatto ciò che si erano impegnati a fare, omettendo di inoltrare le domande di risarcimento dei danni alla Protezione Civile (oltre 16 milioni di euro) e integrare quelle schede di rilevazione che la legge imponeva per la rendicontazione dei danni stessi.


Per questo motivo, il provvedimento della Presidenza del Consiglio di luglio liquidava i danni richiesti dalle Regioni – facendo ovviamente riferimento alla schede di rilevazione di cui sopra -  e copriva i danni subiti dai cittadini liguri ad eccezione di quelli subiti dalle imprese agricole, che in dette schede non erano citati.

Capisco che sia incomprensibile ad ogni essere umano il comportamento gravemente omissivo e colpevole dell’Assessore Regionale Mai e del funzionario regionale.

L’Assessore Mai, anziché correre ai ripari, quantomeno riconoscendo i propri errori,  ha più volte affermato che era tutto a posto e che le imprese liguri potevano stare tranquille, avendo tutti i titoli per essere beneficiate da tali finanziamenti; addirittura tacciando le  affermazione e le denunce dei parlamentari liguri del PD come pretestuose e dannose.

Di qui la necessità di chiedere direttamente al Governo, alla Protezione Civile, al Ministero dell’Economia e delle Finanze ed al Ministero dell’Agricoltura quale fosse la verità e quale la situazione denunciata.

Con altri colleghi ho quindi depositato un’interrogazione per sapere se “… il Governo sia a conoscenza di questi fatti e se corrisponda al vero che, allo stato attuale delle procedure, i danni subiti dalle imprese agricole liguri nel corso degli eventi alluvionali del novembre 2014 non sarebbero risarciti in forza del provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri in data 28 luglio 2016; se tale responsabilità sia riconducibile, come risulterebbe dagli atti acquisiti, alla mancata richiesta dei danni e alla mancata trasmissione da parte della regione Liguria delle informazioni necessarie, ai sensi della normativa vigente, con le procedure e nei tempi previsti…”.

Ebbene, purtroppo, il Ministro dell’Agricoltura, dopo essersi coordinato con gli altri attori interessati dall’interrogazione, MEF e Protezione Civile, ha depositato la Sua formale e definitiva risposta

“…le Regioni, tra cui la Regione Liguria, sono state chiamate a raccogliere, istruire e verificare le domande di contributo relative alle situazione di danni…Questo adempimento, che poteva essere assunto sino all’adozione del provvedimento del Consiglio dei Ministri, è imprescindibile…Riguardo alla Regione Liguria  è emerso che la mancata compilazione della modulistica citata impedisce attualmente la determinazione dei contributi dovuti alle aziende agricole e che quindi le somme non sono più erogabili..”

I Sindaci dei territori maggiormente colpiti (Albenga e Ceriale) sono stati ricevuti nelle scorse ore al MEF; da un lato hanno avuto conferma delle responsabilità e delle omissioni della Regione Liguria e dall’altro hanno conseguito l’assicurazione di un impegno a costruire una norma riparatoria e quindi a tentare di reperire i fondi necessari a coprire tale situazione.


Di fronte a ciò l’assessore Stefano Mai ha dichiarato “…La Regione Liguria ha seguito alla lettera tutte le indicazioni del dipartimento nazionale della protezione civile il quale ci ha confermato che le tabelle con la computa dei danni delle alluvioni del 2013, 2014 e 2015 sono state ricevute dagli uffici competenti…”(Purtroppo solo a fine ottobre 2016).


A chiunque è chiaro che, di fronte ai disastri che hanno colpito l’Italia in questi mesi, per chiedere al Governo di impegnarsi a reperire i fondi necessari a coprire un errore sarebbe almeno richiesto che tale situazione e tale esigenza venga riconosciuta.


D’altronde se tutto fosse “a posto”, come sostiene l’Assessore Mai, non servirebbero atti di sanatoria normativa e finanziaria da parte di nessuno e i soldi arriverebbero o sarebbero arrivati alle nostre imprese agricole cosi come avverrà o è già avvenuto alle imprese agricole di altre Regioni d’Italia.


C’è chi farà causa per ottenere ragioni e danni da un comportamento scelleratamente colpevole, ingiustificato e documentalmente provato, ma per quanto mi riguarda il punto è un altro.


Io credo che lei abbia la responsabilità, in nome e per conto della Liguria, di farsi carico di un’iniziativa forte presso il Governo, che parta dal riconoscimento di un errore non Suo e che ponga al centro la richiesta di intervento ed aiuto urgente in favore delle imprese agricole liguri alluvionate.


Qualcuno ha affermato che non sia importante attribuire responsabilità.


Io penso il contrario; non mi farei mai curare da un chirurgo che in una precedente operazione ha confuso la milza con il fegato, così come non accetterei mai un passaggio su un’auto condotta da chi ogni giorno va a sbattere contro i piloni dell’autostrada sostenendo che il giorno prima non c’erano.


Chi non sa guidare non può governare questo delicato e complesso processo di riparazione.


Stefano Mai non sa guidare; lo so io, lo sa Lei e lo sanno tutti.


A Lei oggi compete decidere se assumersi la responsabilità di cambiare autista o di sbattere insieme allo stesso contro i piloni dell’autostrada. Consideri però che in auto ci sono anche le imprese agricole liguri danneggiate.


A coloro che mi leggono per conoscenza chiedo di condividere questa battaglia in difesa degli interessi delle aziende liguri danneggiate.


Io non voglio lasciarle sole, non posso accettare che sedicenti ragioni di opportunità finalizzate alla copertura delle responsabilità individuali ricadano su chi ha subito danni devastanti,  non voglio aderire alla logica di non gridare le ragioni di chi ha un sacrosanto diritto solo per proteggere i “potenti”.


Se a tutto ciò si risponderà una volta ancora con il silenzio, l’imbarazzo e l’ipocrisia, sono certo che saranno i cittadini e le aziende liguri danneggiate a chiedere, carte alla mano e in una grande Assemblea Pubblica, aiuto al Governo e conto a chi ha sbagliato.


Albenga, 3 febbraio 2017

On. Franco Vazio
Vice Presidente
Commissione Giustizia della Camera

Nella foto l’on. Franco Vazio







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