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Lettera aperta all’assessore regionale Lorena Rambaudi

Gentile Assessore Dott.ssa Lorena Rambaudi,

abbiamo letto con attenzione le sue dichiarazioni a mezzo stampa in merito alla vicenda Brignole e ci chiediamo perché, assieme alla preoccupazione di salvare i 230 posti di lavoro che comunque le ricordiamo essere di più (ah già! i precari non sono conteggiati nella sua apprensione) non si sia posta delle domande e non abbia contestualmente ricercato risposte su quali siano le reali motivazioni per cui il Brignole versa in una situazione tanto  grave.

Di chi sono le responsabilità? Delle politiche e delle scelte regionali e comunali o di quelle gestionali del Consiglio di Amministrazione? E chi paga per quelle colpe?

Per noi è diventato intollerabile continuare ad assistere alla non curanza con la quale si riesce a far finta di niente;  come abbiamo già espresso  ai tavoli di riunione di fronte a tutti i soggetti istituzionali,  vogliamo risposte che sono doverose, non per noi, ma per tutti i cittadini.

Siamo tristemente convinti, che la sua decisone di procedere allo spacchettamento del servizio pubblico, sia conseguente non  al dissesto finanziario, ma risponda ad una precisa  volontà politica  messa in atto per poter svendere il Brignole. Infatti sono state tagliate le rette assistenziali assieme  alle convenzioni di assistenza riabilitativa,  non si sono prese le dovute distanze – né fatti i dovuti controlli – in merito alla gestione dell’Azienda: per questo siamo fermamente convinti che la Regione assieme al Comune siano compartecipi del disastro economico del Brignole.

Quello che non si è riusciti a fare, però, è smantellare la professionalità e l’abnegazione dei lavoratori che pur con grandi difficoltà ed inefficienze riescono nonostante tutto a mantenere accettabile l’assistenza agli anziani.

Questa è la forza delle lavoratrici e dei lavoratori, cara Assessore, e se lei avesse il tempo di parlare con i parenti, con gli utenti e con i lavoratori se ne renderebbe sicuramente conto.

Probabilmente le sarebbe più chiaro che gli operatori non misurano la loro dedizione nell’accudimento  per le persone più deboli in minutaggi, ma affrontano un lavoro così delicato e faticoso e a volte doloroso mettendoci anche qualche cosa di più del cronometro previsto dalle leggi regionali che continuano a togliere assistenza e risorse, quel qualcosa in più si chiama rispetto per gli anziani e volontà di difendere il lavoro con dignità.

Abbiamo cercato molte volte di spiegarLe tutto questo, ma evidentemente altri interessi e scopi sono più importanti della vita di 400 anziani e 280 lavoratori!

Ci spiace Assessore, ma dopo il quinto piano aziendale fallito, dopo le mille promesse e giuramenti fatti, non possiamo più aver fiducia nel vostro modo di agire perché, il vostro modo di agire porta all’impoverimento dei lavoratori, delle loro tutele e dei loro diritti e ad un ulteriore abbassamento della qualità del servizio.

Ma a chi importa?

Ci chiediamo: “perché siete rimasti impassibili fino ad oggi?”

Perché avete sorvolato di fronte alle tante grida d’allarme che vi abbiamo lanciato?

Ci darà atto che non possiamo credere che Lei abbia veramente a cuore il nostro futuro lavorativo, né abbia realmente voglia di sapere come e dove sono stati spesi soldi pubblici; ci darà atto della nostra onestà intellettuale nel ribadirLe questi concetti in una lettera pubblica, considerato che il dialogo l’avete interrotto usando il potere decisionale senza prendere in considerazione le istanze sindacali.

Genova, 30 Marzo 2012

I lavoratori e le lavoratrici dell’ASP. Brignole e le OO.SS. FP CGIL CISL FP UIL FPL


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