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Le ombre di Manosque di Viviane Ciampi

Arnasco. Un libro di poesie, che era stato già accolto con entusiasmo al Festival Internazionale della Poesia di Genova, è stato presentato ieri ad Arnasco, nell’entroterra ingauno. Si tratta della raccolta di liriche “Le ombre di Manosque” di Viviane Ciampi.

Parole di elogio sono giunte dal sindaco Alfredino Gallizia, dal giornalista e critico Adalberto Guzzinati ed in particolare dalla professoressa Amalia Scola: “Questa raccolta di liriche – ha scritto la Scola – è soprattutto un viaggio In Salita che prende significato a partire dall’incendio dei Resinosi: ma l’incendio non è totalmente distruttivo, perché apre alla viaggiatrice la possibilità dell’Onirico e la scoperta di un Tempo immobile.

L’asperità dei luoghi non è di totale ostacolo, o impedimento all’ascesa, perché il luogo è accogliente e non ostile. I muri non sono mai troppo imponenti così da precludere, escludere. I viottoli che si scorgono invitano ad andare avanti e gli ulivi stessi accolgono la nuova venuta con braccia amorevoli. La campagna provenzale si gonfia in un incontro verde e sonoro di scampanii festosi. Dalle parti di Manosque la salita non è mai ansiogena: non reca crampo al piede l’inerpicarsi, seppur in sogno: il passo diviene leggero. Viviane che, pare di capir, sia della un po’ montaliana razza di chi rimane a terra impara dalla sua vacanza in Provenza il gusto dell’ascendere e lo impara a tal punto che osa anche il volo in mongolfiera tra nubi d’altipiano, senza ansia di tornare, tanto può Manosque su di lei e, di riflesso, sul lettore!

Ma altri doni fa il luogo a Viviane Ciampi: riscopre il bosco e vi accede con lo stupore e la meraviglia tremula dell’infanzia.  Gli alberi favoriscono il contatto con il magico, l’ancestrale, con la fiaba.  Suscitano piacevoli brividi di paura e favoriscono l’avvio all’eterno rito iniziatico. Gli alberi, che magiche, possenti entità benefiche! Guardiani di un segreto, resi stenti, come i lecci, allo strazio dei venti notturni le cui ferite, nei rami e nelle fronde, non sono mai irreversibili, perché sanate da mani fatate. Gli alberi veglianti sui destini della terra e dell’uomo, di notte, rivelano ai più piccoli, o rammentano ai più vecchi del villaggio che dorme, misteri carpiti alla terra dalle loro radici. Quanta alberitudine!

Basti ricordare i resinosi che deflagrano come pannelli accesi, i ciliegi con le loro linfe, gli ulivi centenari onnipresenti, i carrubi, i pioppi che l’edera imprigiona, e, quante erbe medicamentose, che quantità di foglie, rami nervature! Minimale realtà del regno vegetale, c’è pure una spina imprigionata in una goccia d’acqua, un autentico gioiello, una micro-architettura. Ci abbagliano i colori: rustici, ingordi, mediterranei, senza sfumature e, a volte, quasi spaventevoli, pericolosi. Iridescenze rivelatorie come il magico Rayon Vert che alcuni, fortunati, hanno in sorte di scorgere in tralice sul far del crepuscolo. Che sia l’incendio a generarli, o il clima di Provenza, sono sempre forti, terribili e vitali. Aspetto peculiare del paesaggio lirico evocato dalla Ciampi è quel fenomeno per cui ciò che, fino ad un attimo prima, si mostrava rasserenante appare in bilico. Ci sono tanti bivi, visioni in filigrana, terreni scivolosi, rischio di ingorghi e di risucchi; ma, poi, ecco che, di nuovo, si tira dritto e pare quasi di scoprire logiche sconosciute.

Si impara che i cinghiali allargheranno sempre i lacci delle loro trappole e che gli squarci della bufera tra i rami saranno, in parte, sanati e le ferite rimargineranno.  In un eterno alternarsi di rovinose ventate e di derviscici volteggi,  scaturiscono le minuscole allegrie nella quasi certezza che Qualcosa raccoglie ed ordina, dà un senso all’esistere, ricompone un antico disegno. Gli abitanti del villaggio di Manosque insegnano alla Ciampi il senso del rimedio e la volontà di incanalare una fonte anche se, forse, essa si è già da tempo esaurita.  E la poetessa regala, a sua volta, al lettore, uno spazio dove tutto è fluido e dove, talvolta, non sia necessario ricorrere al pensiero pensante.  Uno spazio ed un luogo dove i cinghiali notturni siano consapevoli dell’uomo che li spia tremante mentre, di notte, si avvicinano alle case e agli orti ”. Viviane Ciampi, francese di origine toscana, è nata a Lione nel 1946. Vive a Genova. Traduce dal francese. Ha curato recentemente l’antologia “ Poeti del Québec” (Edizioni Fili d’Aquilone). Ha ricevuto premi in vari concorsi di poesia, prosa e favole in Italia e, a Dublino, il Premio degli Editori conferitole dall’Istituto Italiano di Cultura. È presente in antologie e riviste nazionali ed estere. Nel 2008 ha tradotto dall’italiano al francese un’antologia di poesie di Alda Merini per la rivista annuale Inuits dans la Jungle (Ed. Castor Astral). Ha pubblicato numerosi libri di poesia fra cui “Domande Minime Risposte” (2001), “La quercia e la memoria” (2004), “Pareti e famiglie” (2006),  “Inciampi” (2008).
(Claudio Almanzi)

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