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Le note suonano, ma anche parlano. Il maestro Deborah Tarantini ha… spiegato la musica al Rotary Club Taranto Magna Grecia

Taranto. Il fascino della musica, immenso, può avere ancora più appeal, può ancor più sbalordire se le note, oltre che dare il suono, riescono a dare anche significato.

E’ stata questa la scommessa – facilmente vinta – del presidente del Rotary Club Taranto Magna Grecia, Antonio Biella, che ha invitato una propria socia rotariana, il maestro e direttore d’orchestra Deborah Tarantini, a…spiegare la musica.

Non solo emozione, dunque, ma lo svelamento dei meccanismi per cui un gruppo di note dànno il senso della tristezza, e altre di gioia; alcune della fatica, altre della spensieratezza, e così via.

Deborah Tarantini rappresenta una di quelle eccellenze tarantine di cui il nostro sfortunato Istituto d’Alta Cultura Musicale “G. Paisiello” (di dipendenza provinciale e che sempre qualcuno vuole chiudere o ridimensionare…) è prodigo dispensatore. Il primo direttore d’orchestra donna di Taranto, infatti, dopo anni d’insegnamento nella sua e nostra città, da pochi giorni è emigrata al Conservatorio statale di Monopoli insieme ad altri valenti colleghi.

Ma veniamo alla serata rotariana e al felice sbalordimento dell’uditorio.

Il maestro ha portato come esempio le Quattro Stagioni di Vivaldi e, in particolare, l’Estate.

Avvalendosi  degli spartiti proiettati su uno schermo, e  della musica registrata, Tarantini ha fatto comprendere i fascinosi meccanismi della musica anche a chi non ha mai visto un pentagramma.

Per descrivere – ad esempio -  la fatica dell’uomo sotto il sole, Vivaldi usa  la tonalità minore, più mesta rispetto alla maggiore;  il ritmo si fa in levare per meglio cadenzare il passo stanco dell’uomo (per capirci, le marce militari sono invece sempre in battere); infine, creando nella battuta una successione di note discendenti, il compositore accentua ancor più l’effetto voluto.

Dopo aver “visto” la musica sullo spartito e “udito” la musica dal registratore, ognuno dei presenti  – per quanto a digiuno – ha potuto comprendere e apprezzare. Poi, l’Estate di Vivaldi  ha fatto “vedere e sentire” il cuculo che anima la scena con note veloci; la tortora più monotona;  quindi il vivacissimo cardellino; infine il vento che irrompe  con le note  che ondeggiano per l’arrivo della tempesta che si manifesta con lampi (note alte, sopra il pentagramma) seguiti da tuoni (note basse  e ripetute a cascata). Insomma, tutto si può raccontare  con quelle povere grandi sette note.

Il presidente del Club, visto il successo della serata, al termine si è fatto promettere dalla socia musicista un ulteriore incontro per imparare meglio ad amare la grande musica.

Per informazioni: Rotary Club Taranto Magna Grecia, e-mail: antonio.biella1948@libero.it

Nella foto il maestro Deborah Tarantini.
(N.B.)

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