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Le cronache di una tragedia ambientale nel romanzo noir “Nerogolfo” di Mattia Bernardo Bagnoli e di Roberto Lamma (Fratelli Frilli Editori)

Genova. Pubblicato nella collana Tascabile Noir dalla casa editrice Fratelli Frilli Editori, il romanzo noir “Nerogolfo” continua ad essere uno dei testi più letti in quest’estate, in particolare a La Spezia.

È stato scritto a quattro mani dal giornalista Mattia Bernardo Bagnoli e dall’avvocato spezzino Roberto Lamma. Un libro dedicato – e ispirato – a quel groviglio di scandali, crimini, e disastri ambientali mai del tutto chiariti, che ruota intorno al business dei rifiuti tossico-nocivi e che, in particolare negli anni Novanta, è esploso nel fenomeno delle ‘navi a perdere’, carrette del mare fatte colare a picco nel Mediterraneo per smaltire a basso costo i veleni di mezza Europa. Ed è proprio negli anni Novanta, principalmente alla Spezia, che nasce una delle linee narrative del romanzo.

Libro di 320 pagine che segna anche l’esordio letterario per Lamma, che ha scritto questo libro insieme all’amico giornalista e scrittore Mattia Bagnoli.

Ma ecco alcune notizie sul contenuto del libro.

Siamo a Spezia nel 1996. Osvaldo Bava, potente imprenditore locale e boss assoluto nel campo dello smaltimento dei rifiuti, viene arrestato. La discarica di Belvedere, piccola frazione che domina il porto cittadino, viene sequestrata. Con Bava finiscono in carcere alcune personalità-chiave della Pubblica Amministrazione spezzina – da anni saldamente controllata dal Partito Riformista di Sinistra. Il gotha del partito e in subbuglio: i magistrati di Arquata Po, il piccolo centro del Nord dove ha origine l’inchiesta, con le loro indagini rischiano di portare a galla decenni d’inconfessabili accordi e malepratiche di governo del territorio. Cosa si nasconde realmente nella pancia della discarica di Belvedere? Chi trae vantaggio dal losco commercio dei rifiuti tossico-nocivi d’origine industriale? Lorenzo Arra, non più giovane avvocato di Spezia che ha l’hobby di far le pulci ai signorotti della zona, vede d’improvviso confermate le sue peggiori ipotesi. E decide di non restare con le mani in mano.

Contemporaneamente, il colonnello dei Servizi Segreti Tazio Ambrosi rientra da una lunga missione in Somalia. Ufficiale onesto e fedele alla Costituzione, nel Corno d’Africa ha dovuto assistere allo sgretolamento del Paese un tempo colonia dell’Impero italiano. La Somalia è infatti allo sbando. La missione Restore Hope dell’Onu è fallita e a dominare sono i signori della guerra. Che per avere accesso alle armi sono pronti a spalancare le porte del Paese allo smaltimento dei peggiori rifiuti, anche radioattivi, prodotti in Italia e in Europa. E la città di Spezia, in tutto questo, c’entra eccome. Tazio torna a Roma sconvolto. E contatta il suo vecchio amico Oscar De Vincentis, incaricato delle indagini sulla discarica di Belvedere. Non può accettare ciò che il suo capo, e per estensione, lo Stato, gli ordina: tacere e obbedire.

Dieci anni dopo Mauro Pilger, reporter italo-britannico di una rivista di viaggi e turismo, viene invitato a Spezia per un tour organizzato dalla Provincia. Ben presto, però, capisce che qualcosa non quadra: dietro alle bellezze naturali del golfo si cela in realtà una guerra silenziosa tra due diverse concezioni di sviluppo economico. Mauro, che può vantare origini spezzine da parte di madre, sceglie quindi di restare e indagare, in barba a stipendio e stabilità. Le sue ricerche lo porteranno a confrontarsi con l’arroganza dei potenti, la disperazione dei più deboli nonché una verità familiare molto diversa da quella in cui ha sempre creduto. Ma, soprattutto, farà la conoscenza di Lorenzo Arra: i due uniscono le forze e, insieme, riescono a dare un senso al perché Bava e soci di fatto sono degli intoccabili. Sullo sfondo, quello che assume i connotati di un vero e proprio intrigo internazionale: il porto di Spezia, oltre che uno dei terminali delle navi a perdere, le carrette affondate nel Mediterraneo pur di far sparire il loro carico di veleni a costo zero, si scopre essere il teatro di un inconfessabile patto tra Russia e Stati Uniti.

Ed ecco brevissime note sugli autori.

Roberto Lamma, nato nel 1952 a Chiavari, in provincia di Genova, è al suo primo romanzo. Vive a  Spezia, città in cui è titolare di uno studio legale specializzato in cause di lavoro. In passato ha sostenuto la parte civile per associazioni ambientaliste e comitati in processi per realtà ambientali. Al G8 di Genova ha fatto parte del  Genoa Legal Forum difendendo manifestanti e sostenendo alcune parti civili nel processo per i fatti di Bolzaneto. Dal 1990 al 2007 è stato per quattro volte consigliere comunale della sua città. Da alcuni anni svolge anche attività di autore teatrale e performer.

Mattia Bernardo Bagnoli è, invece, giornalista e scrittore. È nato a Milano nel 1980. Si è laureato in Lettere e Storia all’Università di Bologna ed ha vissuto a Siviglia e a Londra. Nella capitale britannica (ove si è trasferito nel 2006), dopo un master, lavora per diverse testate tra cui La Stampa e l’agenzia ANSA. Attualmente vive a Mosca, dove è responsabile della sede di corrispondenza dell’ANSA. Oltre di questo romanzo, è autore del noir “Bologna Permettendo’” (Fazi), della guida per cervelli in fuga “Strano ma Londra” (sempre Fazi) e di “Misteri Segreti e Storie Insolite di Londra” (Newton Compton).

Questo il recapito e-mail di uno dei due autori: roberto.lamma@tin.it

Nella foto la copertina del libro “Nerogolfo”.
(Eugenio Bolia)

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