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Le ali dell’angelo: da Genova, in viaggio per l’inferno

Genova. Un poeta alcolizzato, un delitto efferato, un commissario di polizia dubbioso ma tenace, un mondo sconosciuto dentro la città. Questi gli ingredienti del libro Le ali dell’angelo, di Antonella Grandicelli.

In un’uggiosa alba di marzo un uomo sta salendo la mattonata che porta al cimitero di Apparizione, un sobborgo sulle alture di Genova. Non è molto lucido dopo una notte di alcool e quando vede qualcosa da lontano non capisce bene cosa sia. Ma ci mette poco a scoprire cos’è: il cadavere orrendamente mutilato di una giovane donna. Inorridito chiama la polizia, che inizia subito le indagini.

Per Luigi Martines comincia un viaggio all’inferno. Si ritrova infatti sospettato d’omicidio senza sapere come e per dimostrare la propria innocenza dovrà fuggire, nascondersi, per tentare di ricostruire le mosse che ha fatto quella notte. Non ricorda nulla di quella sera; la sua mente si rifiuta di ricordare e man mano che procede le indagini si fanno sempre più ingarbugliate. Tutto lascia supporre che il colpevole sia lui. Anche il commissario Vassallo, pur se all’inizio nutre forti dubbi sulla sua colpevolezza, alla fine dovrà cedere all’evidenza delle prove ma… non del tutto. Le sorprese e i colpi di scena si succedono come ogni buon libro giallo che si rispetti.

Lo scenario del romanzo offre un’ambientazione noir, dalle tinte a volte forti, a volte fosche, ombrose, con albe sfumate e grigie, cimiteri silenziosi e deserti, vicoli squallidi e disabitati, periferie abbandonate a se stesse. Qui si muove Luigi Martines, un uomo solo, disilluso, dedito alla bottiglia e alle passeggiate solitarie nei cimiteri, con un passato di promettente poeta ora a secco d’ispirazione; il commissario Vassallo, ligio al suo lavoro, al senso del dovere e di giustizia, non si ferma alle apparenze, è profondamente umano, ma realista.

Intorno a loro una città, Genova; non quella soleggiata, calda e mugghiante di mare, ma quella silente, misteriosa o caotica del centro storico. Quella che alla fine si rivelerà in tutto il suo squallore e marciume di traffici umani, di perdita di valori.

Un libro dal ritmo serrato, incalzante come un film thriller poliziesco, ma anche introspettivo, dai risvolti psicologici e intimistici. L’autrice adotta la formula del racconto in prima persona, scritto dai due protagonisti nell’arco di una settimana, con una scrittura variegata, dura e asciutta nei momenti chiave, attonita e introspettiva in altri, riuscendo a creare un clima di suspense, una perfetta simbiosi tra romanzo giallo e narrazione degli stati d’animo più profondi dei personaggi, non trascurando tuttavia il lato socio-culturale dell’ambiente in cui la storia si svolge.

Antonella Grandicelli è una scrittrice di Genova. Laureata in Lettere Moderne all’Università. Viaggia e scrive racconti e poesie. La sua ricca prosa è figlia della passione per la letteratura che coltiva fin dall’età giovanile. Nonostante il lavoro e la sua passione per i viaggi la portino spesso lontano dalla sua città, l’amore per Genova è rimasto nel tempo inalterato, così come quello per la scrittura.

Le ali dell’angelo è il suo primo romanzo ed è un buon esempio del nuovo giallo ambientato in una città un po’ diversa dalle solite. Genova, così chiusa e altera per chi non la conosce, si rivela sorprendentemente viva e misteriosa nel suo cuore pulsante che è il centro storico, ricco di segreti e storie umane al limite del confine invisibile del lecito.
(C.S.)

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