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La Spezia, GdF: il bilancio 2013

La Spezia. A presidio della sicurezza economico-finanziaria del territorio, le Fiamme Gialle spezzine hanno conseguito, anche nel corso dell’anno 2013, risultati di rilievo nella lotta all’evasione fiscale e nel contrasto a condotte fraudolente in danno al bilancio comunitario, nazionale e locale.

Sul fronte dell’attività di contrasto all’evasione ed elusione fiscale, la selezione dei soggetti da ispezionare è stata concentrata nei confronti di soggetti con maggiori indici di pericolosità, emersi da un’accurata analisi ed incrocio sia delle informazioni disponibili nelle varie banche dati in uso al Corpo e sia di quelle raccolte nel corso dell’attività di controllo del territorio giornalmente eseguito dalle pattuglie “117”.


La conseguente attività di verifica e controllo si è sviluppata attraverso l’esecuzione di 450 interventi ispettivi, con il conseguente recupero a tassazione di imponibile per 133 milioni di euro e la scoperta di un’evasione all’’IVA per 16 milioni di euro.

Tra le centinaia dei soggetti ispezionati, 41 sono risultati “evasori totali”, in quanto totalmente o parzialmente sconosciuti al fisco.

Per quanto concerne la lotta al lavoro sommerso, sono stati 76 gli interventi ispettivi condotti dalle Fiamme Gialle; notevoli i risultati conseguiti nel settore, con la verbalizzazione di 32 datori di lavoro e la conseguente scoperta di 639 lavoratori con posizione irregolare, tra cui 30 completamente “in nero”.


I moduli operativi messi in campo dai Finanzieri – sempre improntati a sobrietà, discrezione e rispetto della privacy – hanno sfruttato al meglio gli strumenti legislativi approvati negli ultimi anni, volti ad assicurare  con maggiore successo il recupero delle imposte evase.

Tra questi, il ricorso al provvedimento del sequestro preventivo in presenza di rilevanti violazioni di natura fiscale, finalizzato appunto al sequestro e/o alla “confisca per equivalente” di beni nella disponibilità del soggetto sottoposto a verifica fiscale, per un valore fino all’ammontare di quanto effettivamente dovuto allo Stato; l’importanza di tale istituto è proprio quella di assicurare la inalienabilità dei beni nella disponibilità dei soggetti verificati e degli indagati per accertata frode fiscale, in modo che tali beni non possano essere ceduti, garantendo così la copertura del credito erariale maturato.

Nella trascorsa annualità, la Guardia di Finanza della Spezia – a seguito di mirati interventi ispettivi di polizia tributaria – ha avanzato alla competente Autorità Giudiziaria 21 distinte proposte di sequestro della specie, per beni del valore complessivo di circa 3 milioni di euro, che ha di fatto condiviso l’impianto investigativo a suo tempo avanzato dai militari disponendo appunto il sequestro per equivalente.

Altra importante attività svolta dal Corpo è stata quella a tutela della spesa pubblica, finalizzata a contrastare gli illeciti tra le spese sostenute dagli enti pubblici: denaro pubblico concesso a titolo di incentivi alle imprese, prestazioni sociali agevolate concesse a persone in difficoltà economiche, nonché la spesa sanitaria, ha portato al conseguimento nel decorso 2013, dei seguenti risultati:

-          9 interventi nei confronti di enti pubblici, con l’accertamento e conseguente segnalazione alla Corte dei Conti di Genova di oltre 5 milioni di euro, quali perdite economiche cagionate in danno all’Erario a seguito di condotte illecite;

-          10 interventi a contrasto alle frodi in danno al bilancio comunitario, nazionale e degli Enti locali, che hanno consentito la scoperta di circa 2 milioni di importi indebitamente percepiti;

-          14 interventi in materia di “spesa sanitaria” che hanno portato alla denuncia di 8 soggetti  per aver percepito indebitamente contributi per circa 190.000 euro;

-          36 controlli eseguiti nei confronti di percettori di prestazioni sociali agevolate, con la scoperta di 20 “finti poveri” che avevano percepito indebitamente contributi.

Inoltre tra i compiti svolti dal Corpo, è da evidenziare quello a tutela del Monopolio statale sul gioco e sulle scommesse. In tale ambito sono stati numerosi i controlli svolti nei vari esercizi pubblici delle provincia della Spezia ove sono installati gli apparecchi elettronici come slotmachine e videopoker, conclusisi con la verbalizzazione di 15 soggetti e la denuncia a piede libero di altri  2.

Tra le varie attività eseguite dal Corpo nel 2013, si ritiene doveroso riassumere brevemente le operazioni di maggior rilievo:

1) Operazione “Tutta la vita davanti”, in materia di evasione previdenziale e contributiva.

I militari della Tenenza di Sarzana, coordinati dalla Procura della Repubblica della Spezia, hanno eseguito un approfondito controllo in materia di disciplina lavoristica e contrasto al fenomeno del lavoro sommerso ed irregolare, nei confronti di un’azienda di telemarketing (call center) operante in provincia e nella vicina toscana.

Le Fiamme Gialle hanno così individuato 389 lavoratori irregolari che, pur introdotti nell’azienda con il cosiddetto “contratto di lavoro a progetto”, hanno in realtà esercitato mansioni e compiti di lavoratori dipendenti assoggettati a vincolo di subordinazione da parte del datore di lavoro, con chiare implicazioni in relazione alle retribuzioni riconosciute ed ai contributi versati, risultati essere inferiori rispetto al dovuto sulla base degli incarichi effettivamente svolti.

In più di un anno di accertamenti e verifiche incrociate, in parallelo con l’analisi dei documenti e delle scritture contabili, si è proceduto all’acquisizione di notizie e testimonianze da parte di quasi 200 persone che, a vario titolo, hanno prestato la propria opera all’interno del call center, riuscendo pertanto a determinare le reali mansioni ricoperte dagli operatori di sala all’interno dell’azienda; grazie anche alla fattiva e preziosa collaborazione della Direzione Territoriale del Lavoro della Spezia, si è così giunti a riqualificare l’assetto previdenziale-assicurativo dei lavoratori, per giungere alla rideterminazione di una maggiore base imponibile, sottratta alla contribuzione obbligatoria e pari ad oltre 2 milioni di euro.

Le indagini, condotte anche sul versante penale-giudiziario, hanno altresì permesso di portare alla luce un inusuale modo di incentivazione alle vendite fatto di invettive, offese e pratiche lesive della dignità personale dirette nei confronti delle operatrici. Un sistema attuato da 4 persone dello staff, responsabili di sala con incarichi di controllo, il cui fine era quello di incrementare la produttività di ogni singola operatrice, con metodi certamente non conformi a normali pratiche di promotion marketing; da qui la segnalazione all’Autorità Giudiziaria dei 4 soggetti,  per comportamenti non conformi ai normali rapporti di impiego fra datore di lavoro e lavoratori.

2) Attività in materia di reati contro la Pubblica Amministrazione, frode in lavori pubblici e danno erariale.

In questi specifici settori sono state concluse nel corso dell’anno due distinte ed articolate attività di indagine che hanno portato all’esecuzione di complessive 9 misure cautelari per reati contro la Pubblica Amministrazione, quali concussione, corruzione, frode ai danni dello Stato, nonché falso materiale ed ideologico. È stato altresì accertato e segnalato agli organi competenti un danno erariale di circa 1.700.000 euro.

3) Molteplici operazioni di servizio effettuate all’interno del Porto Mercantile.

Molto intensa è stata l’attività svolta nell’ambito di uno dei più trafficati scali commerciali d’Italia, con movimentazione annuale di milioni di containers, quale quello della Spezia, ove le fiamme gialle spezzine destinano giornalmente importanti risorse umane.

Lo scorso anno, l’operato dei finanzieri, anche in concorso con funzionari delle dogane, ha consentito di scoprire numerosi traffici illeciti, soprattutto in materia di prodotti contraffatti, destinati sia al mercato nazionale che a quello europeo.

In sintesi le attività svolte possono essere così riepilogate:

I militari del Gruppo della Spezia hanno portato a termine all’interno del porto mercantile 21 distinte operazioni; le attività, che hanno interessato i settori di servizio del contrabbando, della sicurezza dei prodotti, della contraffazione di marchi industriali e della tutela ambientale, hanno portato alla denuncia a piede libero alla competente Autorità Giudiziaria di complessivi 17 soggetti.

In particolare, nel settore del contrabbando sono stati denunciati 4 soggetti e posti sotto sequestro 162 beni.

Nel settore della contraffazione marchi, tutela del “Made in Italy” e sicurezza prodotti, sono stati denunciati 8 soggetti e posti sotto sequestro circa 60.500 articoli, tra cui oltre 30.000 prodotti elettrici ed accessori per elettrodomestici, circa 18.000 prodotti di profumeria, oltre 4.600 capi e accessori di abbigliamento ed oltre 6.700 accessori per autoveicoli.

Nel settore del contrasto ai reati ambientali, sono stati denunciate 3 persone e sequestrati 50 tra motocicli e motori usati nonché circa 41 tonnellate di rottami di alluminio, tutti classificati quali rifiuti speciali pericolosi e per tale ragione – in accertata assenza di specifiche autorizzazioni – di vietata esportazione.

Due le denunce effettuate nei confronti di altrettanti soggetti per il reato di ricettazione, a fronte del rinvenimento e contestuale sequestro di un’auto usata ed una parte di autopompa per calcestruzzo risultate rubate.

ATTIVITÀ ESEGUITA DALLA SEZIONE OPERATIVA NAVALE DELLA SPEZIA

Si evidenzia infine l’operato svolto dalla componente navale del Corpo, presente in questa città con una Sezione Operativa Navale che, nel 2013, ha conseguito importanti risultati di servizio, tra cui:


  • Ø il sequestro, finalizzato alla confisca, di un’imbarcazione da diporto del valore commerciale stimato di circa 100.000 euro, di proprietà di un soggetto debitore dell’Erario;
  • Ø il sequestro, finalizzato alla confisca, di una nave da diporto del valore stimabile di circa 4 milioni di euro, di proprietà di un soggetto debitore dell’Erario;
  • Ø il sequestro di oltre 10 tonnellate di mitili provenienti da allevamenti abusivi individuati in provincia, nonché di 5 reti da pesca;
  • Ø la denuncia alla competente Autorità Giudiziaria di 31 soggetti per abusivismo edilizio, con conseguente individuazione di molteplici opere edilizie abusive, realizzate in assenza e/o difformità di titoli autorizzativi ed in contrasto con la vigente normativa in materia di tutela ambientale.
    (C.S.)



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