Home » GENOVA, POLITICA » La Regione regolamenta la tutela delle fasce attigue ai corsi d’acqua… a suon di deroghe?

La Regione regolamenta la tutela delle fasce attigue ai corsi d’acqua… a suon di deroghe?

Genova. Un po’ troppe deroghe, eccezioni e scappatoie nella proposta di Regolamento, predisposto dalla Giunta Regionale (su proposta dell’assessore Briano), che il prossimo 15 giugno (Mercoledì) prosegue l’esame per il parere della VI Commissione Consiliare.

Il Regolamento dovrebbe trattare di “disposizioni in materia di tutela delle aree di pertinenza dei corsi d’acqua”.

Nobile il titolo, in una terra come la Liguria interessata da  calamità, più artificiali che naturali, ed esondazioni varie.

Peccato che il contenuto, come al solito, faccia ogni tanto rientrare dalla finestra opere, interventi ed edificazioni che in premessa si annuncia di far uscire dalla porta, quando si tratta di tutela delle aree ripariali e delle fasce attigue ai corsi d’acqua, in ambito rurale ed urbano.

Vecchie e recenti, quanto tristi, esperienze in materia di danni da alluvioni (aiutate dalla cementificazione sempre più a ridosso delle rive dei torrenti) vorrebbero che  si facesse tesoro di quella saggia norma prevista da un Regio Decreto del 1904, che impostava su 10 metri la fascia di inedificabilità in assenza di ulteriori disposizioni locali.

 Disposizioni che con la nascita delle Regioni ci si è affrettati a varare limitando o aggirando, di volta in volta, tale limite, ovviamente al ribasso.

 Ed anche il Regolamento Regionale che si sta per licenziare è  assai solerte nel prevedere deroghe (diminuzione a 5 o 3 metri delle distanze) per aree urbane,  per strade di pubblica utilità o per insediamenti industriali (con l’aiutino delle “opere di protezione idraulica”). 

 Il WWF chiede alla Regione una pausa di riflessione,  meno deroghe e criteri più rigorosi, anche per la salvaguardia delle fasce ripariali di valenza naturalistica, che non possono essere solo quelle incluse nelle aree protette regionali a vario titolo, i cui confini raramente includono i corsi d’acqua meglio conservati (come Aveto e Trebbia). Troppo spesso, con la scusa dei lavori di “pulizia”, gli enti locali si approvvigionano di materiale litoide a basso costo, o promuovono tagli della vegetazione spondale, o rettifiche degli alvei,  che aumentano il carico di nitrati nelle acque, ne diminuiscono il potere autodepurante riducendo la sinuosità dell’alveo e aumentando la temperatura delle acque.

 Il corso d’acqua non può più essere trattato come un intruso fastidioso nella pianificazione urbanistica; ma le aree spondali continuano a suscitare inconfessati appetiti e la pubblica amministrazione deve mantenere regole rigorose; la bozza regionale addirittura prefigura forme di silenzio -assenso al posto delle autorizzazioni idrauliche per interventi che la Giunta di propone di elencare in futuro con una semplice delibera di Giunta.


Condividi:
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • Digg
  • del.icio.us
Invia articolo ad un amico Invia articolo ad un amico Stampa questo articolo Stampa questo articolo

IMMAGINI DELLA LIGURIA



Meteo Liguria

Meteo Liguria

CAMBIO VALUTE

Il Widget Convertitore di Valuta è offerto da DailyForex.com - Forex Opinioni - Brokers, Notizie & Analisi

TUTTO CINEMA

© 2007 - 2018 LIGURIA 2000 NEWS - Anno XII - Collegati -

Se trovate qualcosa coperto da copyright comunicatelo al webmaster, provvederemo alla sua rimozione, grazie!