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La pioggia e le segnalazioni errate fermano il pellegrino Sergio

Albenga. Una serie di cartelli ed indicazioni errate e la decima tappa, lungo la Via di San Martino, per il pellegrino di Albenga Sergio Giusto si è trasformata forse in quella più dura da quando è iniziato il pellegrinaggio.

Ero partito – ci ha spiegato Sergio – convinto che sarebbe stata una giornata normale, anche se sapevo che avrei dovuto affrontare un dislivello impegnativo. Invece quando sono entrato nei boschi, seguendo le indicazioni del sentiero di San Martino, solo molto più avanti mi sono reso conto di essere sulla via sbagliata. A quel punto era troppo tardi per tornare indietro e sono stato fortunato perchè più avanti ho incontrato qualcuno che mi ha spiegato che ero del tutto fuori strada. Così seguendo le nuove indicazioni sono giunto in questo rifugio a mille metri, dove ho trascorso la notte. Naturalmente ho fallito l’appuntamento con Gianfranco. Oggi piove e metto a riposo i piedi massacrati dalla giornataccia di ieri”.

Giusto nella decima tappa ha percorso ben 38 chilometri, partendo da Slovenska Bistica e fermandosi a Szgornia Coznica. Non è dunque riuscito ad arrivare fino a Trije Kralij dove era stato fissato l’appuntamento con il camper guidato da Gianfranco che sta seguendo il pellegrino- ambasciatore ingauno lungo il suo Cammino sulla Via Canti Martini.

Anche nella nona tappa Giusto aveva percorso 38 chilometri in terra Slovena, ma senza tratti impegnativi in salita era stata una tappa tranquilla. Era partito da Ptuj e, dopo 15 chilometri, era arrivato al famoso Santuario di Ptujska Gora, simbolo di spiritualità.

Nel tardo pomeriggio l’ arrivo a Slovenska Bistrica. “Durante la nona tappa- ci ha raccontato Giusto- il paesaggio che ho incontrato è mutato completamente. Non più i vigneti e le campagne coltivate, ma prati sterminati, utilizzati per il pascolo degli animali. Ho incontrato tanti greggi, mandrie, stalle ed animali che non pensavo ci fossero in questo territorio come lama ed alpaca. Un paesaggio bucolico, che da serenità, mi sembrava di essere in un paradiso. Più vado avanti nel cammino più mi rendo conto che sto attraversando borghi bellissimi, di grande interesse, storico ed artistico, quasi tutti di origine romana. Abitati da gente amichevole, accogliente e simpatica. Si sta rivelando un viaggio davvero fantastico”.
(Claudio Almanzi)

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