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La personale d’arte contemporanea di Antonella Scaglione alla Galleria del Castello Aragonese di Taranto è stata un successo

Taranto. E’ stato un grande successo la mostra personale “Oltre” di pittura dell’artista romana Antonella Scaglione. Tanto che se ne parla ancora. La mostra, curata da Lidia Scaglione, ha dato tanta soddisfazione a livello di crescita personale ed artistica anche alla stessa artista che, nel ringraziare tutti i partecipanti, la quale ha fra l’altro detto: “Sono stata veramente sorpresa dell’accoglienza che mi ha dimostrato Taranto con i suoi abitanti ed ho trovato che a Taranto l’arte è apprezzata e vissuta con forte entusiasmo”. A congratularsi in particolare con l’artista l’assessore Massimiliano Stellato, il ballerino enfant prodige Michele Perniola, la scrittrice Maria Luigia Scialpi, il prof. Salvatore Russo, Presidente dell’accademia dei Dioscuri. Nel corso della mostra si sono susseguiti commenti lirici di Maria Cristina Parlapiano e Lorenzo Bianchini con musica dal vivo della violinista Antonia Martucci e del pianista Matteo Emanuele Notarnicola

L’evento è stato presentato dal giornalista e critico d’arte prof. Giuseppe Santoiemma (ha curato anche il catalogo della mostra), il quale ha definito Antonella Scaglione: “Pictura ut poesis”, facendo presente che sull’ invito, a guisa di coppie polari di immagini del vasto e variegato repertorio dell’artista, erano riportate le opere “Luce lunare” (un olio su tela, cm 40×80) che ritrae, in “un’aura sanza tempo tinta”, il busto di un giovane atleta, acefala immagine bronzea d’età imperiale, e “Marlin Monroe” (opera eseguita con la tecnica del collage (cm 60×60), in cui il volto spensierato della diva americana diventa simbolo e icona dell’eterna giovinezza.

Nelle sale del castello sono state esposte, in bella evidenza, oltre una cinquantina di opere di grande e medio formato, che hanno ripercorso, come un ideale “fil rouge”, le varie stagioni artistiche e i motivi ispiratori della pittrice capitolina.

“Oltre” non è stato solo il titolo che ha racchiuso il senso e il significato della mostra, ma voleva essere, nelle intenzioni di Antonella Scaglione (e lo è stato) un imperativo categorico, una scelta di vita, una sfida alle convenzioni sociali, in un’incessante e affannosa ricerca d’autenticità e verità.

Ma ecco quanto ha detto sull’arte e sulla vita dell’artista il noto critico d’arte Giuseppe Santoiemma, che avevamo già conosciuto nel corso di una mostra romana oltre venti anni fa.

“Un impegno creativo non condizionato dalle mode pittoriche che, in maniera esplicita e immediata, o attraverso simboli e metafore, è un modo originale e spontaneo di comunicare e trasmettere ansie, emozioni, desideri e di rappresentare, per forme, linee e colori, la propria visione della vita e del mondo.Un gesto istintivo e spontaneo, un sentire profondo a lungo sedimentato nella coscienza che tutto a un tratto esplode, tracima, esonda e dilaga tutt’intorno.Antonella, figlia d’arte, per improvvisa illuminazione, trova nella pittura il senso e il significato della sua vita.

Una passione incoercibile e irrefrenabile che la spinge a partecipare con assiduità a manifestazioni artistiche d’alto profilo, a mostre collettive e personali, a eventi culturali e concorsi in cui ha modo di affinare la sua cifra stilistica, confrontarsi con gli altri, mettersi in gioco, definire la sua poetica.

Nella sua vasta produzione artistica che spazia da disegni a pastello su carta, ad acquerelli, sanguigne e grafite, predomina su tutto la pittura a olio.

A tal riguardo è emblematico il suo sito: “La pittura ad olio secondo Antonella Scaglione”, proprio perché questa tecnica pittorica le consente di esprimere a pieno tutte le sue potenzialità: dagli effetti di luce, ai tagli delle inquadrature, al dinamismo delle immagini, alla sapiente stesura del colore, alle pennellate, ora dense e vigorose, ora lievi, morbide e fluttuanti.

Un discorso a parte rivestono i suoi ultimi lavori, ispirati alla Pop Art, all’Iperrealismo, all’Astrattismo, al Surrealismo, al fumetto, al collage.

C’è sempre in ogni sua opera un contenuto profondo, una costante ricerca di perfezione formale, una componente estetica e edonistica che attrae e affascina il fruitore, una poesia per immagini che seduce e incanta, un messaggio di armonia, serenità, gioia di vivere.

Il percorso artistico di Antonella è certamente in progress, ma secondo un procedimento a spirale che le consente sia fughe in avanti, sia, attraverso il “citazionismo”, il recupero di tematiche, tecniche e moduli tradizionali.

Oltre l’immagine, nei suoi quadri c’è sempre un pensiero vigile, un sentimento sincero, un’intima emozione, un sogno, un incubo, un moto di ribellione o di ripulsa, un’ansia di giustizia e libertà.

Elementi ricorrenti e caratterizzanti nella produzione artistica di Antonella Scaglione sono: il sapiente uso del colore, spesso utilizzato in chiave antinaturalistica, la plasticità dei corpi, i volti dagli sguardi espressivi, i corpi tagliati che fuoriescono dal quadro, il dinamismo delle immagini, una tessitura cromatica, a volte sfavillante di luce, a volte fredda e scura.

Un eclettismo stilistico e un sincretismo pittorico (ha infine detto il critico) che le consentono di attingere a piene mani alle più svariate correnti artistiche senza aderire a nessuna di queste, senza lasciarsi irretire dalle mode del momento, talvolta vacue e transitorie.

Spontaneità, impegno creativo, voglia di andare oltre i parametri dell’ovvietà e del conformismo, questi i tratti salienti e il quid distintivo di un’artista di grande sensibilità e talento che comunica e trasmette al prossimo, energia allo stato puro, pulsioni ancestrali, sogni, ansie, timori e speranze”.

L’artista, Antonella Scaglione (come si legge nella sua biografia) è nata a Roma il 25 febbraio  1965 ed è figlia d’arte. Il padre Antonino Scaglione era artista nella pittura degli anni ’60 – ’70.

L’artista ha iniziato a dipingere guidata dalla spinta emozionale catartica e ha utilizzato e utilizza la pittura quale modalità di contatto, conoscenza e elaborazione della realtà oggettiva e soggettiva. Ella  imprime  messaggi significativi con valenze estetiche ed etiche, mediante forti espressioni  di contenuti profondi nascosti dalle apparenze;  motivata dal mettere in rete, e quindi a disposizione dell’altro,  l’opera artistica, per fruire di una comune emozione e per un confronto  mediato  dalla empatica comunicazione artistica.

Non solipsichismo, ma comunione con l’altrui sentire e pensare, in una spirale di approfondimenti sempre più saggi e di insight sempre più acuti. Confronto di idee e sottili percezioni insolite, in un mondo troppo frettoloso per essere attento  e critico rispetto ai significati profondi delle evenienze,  troppo spesso superficialmente subite a causa di sciocche abitudini.

Porre attenzione, quindi, alle cose scontate, per osservarle con diffidenza, contraddirle, smascherarle nella loro perversione e riscattare l’autenticità e l’essenza vera  dell’essere, per  ottenere la pienezza dell’esistenza.

Questo è un messaggio forte, difforme dal coro, un invito alla critica soggettiva e sociale, un fertile anticonformismo che grida un messaggio emozionale autentico ed invita alla spontaneità e al coraggio dell’espressione originale.

La sua produzione è continua  traendo  spunto da ogni evento, sia eclatante che nascosto, della molteplice fenomenologia del quotidiano.

La sua vita artistica è costellata da incontri, mostre, convegni. Antonella Scaglione esprime continuativamente la sua motivazione attraverso l’attiva partecipazione alle iniziative individuali e collettive, inserendosi  in contesti artistico-culturali.

Svolge prevalentemente la sua attività in provincia di Roma e le sue opere sono presenti in collezioni private.

E’ presente in testi, cataloghi, riviste, giornali e pubblicazioni scientifiche, anche multimediali.

Attualmente fa parte della scuderia Radini Tedeschi e dell’Accademia di San Lazzaro di Roma.

Per eventuali contatti con l’artista: antonellascaglione@alice.it

Nelle foto; due momenti dell’inaugurazione (il citrico Giuseppe Santoiemma, l’artista, la scrittrice Maria Luigia Scialpi, l’assessore Massimiliano Stellato, il Presidente dell’accademia dei Dioscuri prof. Salvatore Russo,il ballerino enfant prodige Michele Perniola, la curatrice della mostra Lidia Scaglione) e l’opera “Marilyn Monroe” eseguita con la tecnica del collage (cm 60×60).
(Nino Bellinvia)


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