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La Consulta delle Associazioni denuncia una nuova violenza al diritto alla Salute dei Massafresi

Massafra. Il Direttivo della Consulta delle Associazioni di Massafra, riunito con all’O.d.g. “Decisioni del Consiglio Direttivo del 05/02/2011 di proseguire il ricorso alla Corte di Strasburgo contro il Disegno  di legge “Approvazione Piano di Rientro Regione Puglia 2010-2012” con prevista chiusura dell’ospedale di Massafra”, ha così deliberato in seguito al recente blocco dei ricoveri nell’ospedale cittadino.
“Il blocco dei ricoveri nell’Ospedale di Massafra (come riportato in un comunicato a firma del presidente della Consulta dott. Emmanuele La Tanza e del segretario Giovanni Santoro),  costituisce esproprio del diritto alla salute dei cittadini. Viene in tal modo calpestato il diritto tutelato dalla Costituzione e dalle leggi della stessa Regione Puglia che, in ragione di una approssimativa gestione della Sanità condotta da incapaci, penalizza i cittadini nel fondamentale bene essenziale per la qualità della vita. Il mancato avvio dei servizi specialistici territoriali configura una violenta interruzione di un servizio pubblico prezioso per la salute individuale e collettiva. Era stato infatti promesso che la chiusura sarebbe avvenuta contestualmente alla attivazione di una serie di attività specialistiche ambulatoriali. Vengono invece smembrati i laboratori di analisi cliniche e lo stesso Pronto Soccorso.
Tale mancata contestualità è indicativa dello sprezzo della volontà e dei bisogni di una comunità che, insieme a quelle limitrofe, raggiunge i 180.000 abitanti.
La incapacità di vigilare sul buon funzionamento di ospedali e direttori generali ha orientato la Regione a camminare sulla più facile delle vie: i tagli selvaggi. La incapacità di realizzare una politica sanitaria partecipata e condivisa finisce per penalizzare i fruitori piuttosto che i gestori incapaci e truffaldini. La dissennatezza della Regione è rilevabile anche dalla stolta e velleitaria idea di dare vita a nuovi ospedali stante la impossibilità di dotarli di personale.
Questo Direttivo ribadisce la volontà di perseguire con ogni mezzo legale l’obbiettivo di una assistenza sanitaria di buona qualità pari a quella di cui fruisce ogni cittadino italiano. Chiede di sospendere il blocco dei ricoveri in attesa del contestuale avvio dei servizi specialistici e di quelle specialità che la stessa direzione generale della Ausl Taranto ha dichiarato di condividere. In assenza di ogni segnale di volontà di interlocuzione, questo Direttivo adirà la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali con sede a Strasburgo.
Non c’è, non può esserci, e questa Consulta lo dimostrerà, una sanità a dispetto dei cittadini contribuenti”. Nella foto il logo della Consulta delle Associazioni.
 



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