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La Cia soddisfatta per il sequestro di uova fatto dalla Guardia di Finanza

Castellaneta. La Cia, Confederazione Italiana Agricoltori di Taranto, esprime soddisfazione per l’operazione portata a termine dalla Guardia di Finanza della Tenenza di Castellaneta (TA) con l’ausilio del personale del servizio veterinario di igiene degli alimenti della Asl, che ha consentito il sequestro di migliaia di uova prive delle indicazioni obbligatorie relative alla tracciabilità.

Infatti i rappresentanti delle Fiamme Gialle hanno fermato di notte, vicino all’uscita autostradale della A14 (tra Castellaneta e Palagianello), un camion carico di uova di animali da cortile, riconducibile ad una società del settore con sede in provincia di Napoli, e dal controllo é emerso che le uova, destinate principalmente ad esercizi commerciali del settore dolciario che operano stagionalmente nel litorale jonico, venivano trasportate in parte in scatole di cartone chiuse ed in parte in semplici contenitori di cartone aperti, tutti privi delle indicazioni obbligatorie relative alla tracciabilità e rintracciabilità previste dalle norme vigenti in materia di sicurezza alimentare. I prodotti si presentavano in avanzato stato di deterioramento e il conducente del mezzo non é stato in grado di esibire alcun documento utile a giustificare la provenienza legittima della merce.

I militari, con l’ausilio del personale del servizio veterinario di igiene degli alimenti della Asl, hanno sequestrato per la successiva distruzione, le uova quantificate in circa 64.500, mentre il responsabile dell’azienda campana é stato denunciato all’autorità giudiziaria per tentata frode in commercio.

La Cia, afferma il presidente provinciale Nicola Spagnuolo, ritiene che la piovra della criminalità sta allungando sempre di più i suoi tentacoli sulle campagne e su tutta la filiera agroalimentare. Il risultato dei controlli e di tali operazioni sono i presupposti fondamentali per salvaguardare la salute dei consumatori, difendere il ‘Made in Italy’ dalle contraffazioni e salvaguardare i produttori onesti che operano correttamente.

La Cia nazionale, come evidenzia il direttore provinciale Vito Rubino, nel suo IV Rapporto su “Criminalità e agricoltura” presentato al CNEL lo scorso 10 luglio, ha messo in risalto che le infiltrazioni di ‘Mafie Spa’ produce un business di 50 miliardi di euro l’anno, con 240 reati al giorno, praticamente 8 ogni ora, mettendo sotto scacco 350 mila agricoltori. Per sgretolare il potere della criminalità organizzata bisogna continuare con i controlli, colpendo le agromafie nei loro interessi economici, attraverso il sequestro e la confisca dei beni; ma serve anche una ‘rete di imprese’, come ha proposto il Presidente Nazionale della Cia Giuseppe Politi durante la conferenza stampa di presentazione del rapporto sulla criminalità in agricoltura, che metta insieme tutte le associazioni di categoria per instaurare un rapporto continuo e costruttivo con le istituzioni, con la magistratura e con le forze dell’ordine per cercare di debellare un ‘cancro’ che sta corrodendo sempre di più la nostra economia produttiva.
(Franco Gigante)

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