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La Cia di Taranto promuove la “Carta di Matera”

Taranto. La Cia di Taranto promuove la “Carta di Matera”. Mercoledì 14 settembre, alle ore 10.00 presso la Saletta Angelo Monfredi della Camera di Commercio di Taranto, la Cia – Confederazione Italiana Agricoltori di Taranto incontra tutti Sindaci della provincia di Taranto, il Presidente della Camera di Commercio Luigi Sportelli, il Presidente e l’Assessore Provinciale Gianni Florido e Antonio Scalera per presentare e sottoscrivere la Carta di Matera, alla presenza del presidente regionale della Cia Antonio Barile, del presidente e del direttore provinciale Nicola Spagnuolo e Vito Rubino.Costruire una nuova politica agraria nazionale e regionale partendo dal territorio e, quindi, dal supporto degli enti locali. É questo l’obiettivo della “Carta di Matera”, il manifesto programmatico delineato dalla Cia per coinvolgere i comuni italiani nella costruzione di “un futuro con più agricoltura”.Con la firma del documento, dunque, s’inaugura ufficialmente un nuovo corso delle relazioni tra agricoltori e comuni pugliesi, in un momento in cui il settore primario attraversa una crisi assai complessa: costi e oneri burocratici in crescita, redditi in caduta libera, prezzi non remunerativi, scarsa mobilità fondiaria, debolezza di servizi qualificati di formazione o consulenza e squilibri notevoli nella filiera agroalimentare. Il tutto mentre l’Unione Europea, a cominciare dalla riforma della Pac post 2013, pone nuove sfide che non possono non essere raccolte: i cambiamenti climatici, le energie rinnovabili, le risorse idriche e la salvaguardia della biodiversità.La “Carta di Matera”, stilata dalla Confederazione nel corso dell’ultima “Festa Nazionale dell’Agricoltura” a settembre scorso, promuove un “patto” tra le organizzazioni degli agricoltori e gli amministratori locali che si fonda su principi, come la rivalutazione dell’attività agricola in tutte le sue forme, la salvaguardia del suolo e dell’ambiente e la valorizzazione del rapporto tra cibo e territorio. Non dimenticando la diffusione prioritaria dei servizi e la semplificazione della macchina burocratica, senza le quali le imprese agricole non vanno avanti. È importante prevedere per i singoli Comuni dei Piani di sviluppo delle aree rurali. I sindaci devono occuparsi del settore primario, incrementando tutta una serie di iniziative tese, appunto, a valorizzare, innovare e rendere più redditizia l’agricoltura pugliese. All’interno della filiera turistica, ad esempio, il settore agricolo può rappresentare un ulteriore e fondamentale fattore attrattivo. I principi della rivalutazione dell’attività agricola, della salvaguardia del suolo e dell’ambiente e della valorizzazione del rapporto tra cibo e territorio, sono i nostri principi. Sono i principi ai quali devono ispirarsi tutti gli enti locali pugliesi.
(N.B.)


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