La casa in via del campo di Franco Simone: un fado portoghese in giro per il mondo
MUSICA 15 settembre 2011
Quando ascoltiamo la radio ci capita di restare affascinati da una melodia, da una poesia, da una voce, e ci ritroviamo a canticchiare per la casa o in compagnia quel brano che ci è così rimasto in mente in modo indelebile.
Molto spesso però ignoriamo la storia delle canzoni che più ci attraggono per gusto personale, tralasciando senza approfondire chi ne sia l’autore, da quale nazionalità provenga il testo in origine, quanti artisti l’hanno interpretata, in che anno è stata composta, se è stata tradotta in quante e quali lingue del mondo.
È forse il caso della canzone “La casa in via del campo” di Franco Simone che nella sua versione in italiano ha riscosso molto successo in Italia e in versione in castellano quale “La casa de campo” in America Latina.
Per conoscerne le origini, dobbiamo approdare in Portogallo e precisamente a Lisbona, terra in cui è antica usanza il “fado“, una musica popolare portoghese con chitarre, viola e basso, su cui venivano cantate le storie del “fatum” (destino) a carattere nostalgico sull’immigrazione, la lontananza, la separazione, il dolore, la sofferenza.
In effetti la melodia di questa famosa canzone è apparentemente allegra, ma il testo ci racconta una realtà storica tutt’altro che serena, e alquanto problematica e discussa soprattutto nel secolo scorso.
Tutto nasce dal racconto della sorte della “Casa da Mariquinhas”, fonte d’amore e d’allegria, che dovette cedere il passo ad un monte dei pegni e di dolore, e che addirittura, in base alle descrizioni dei cantori, fu ricostruita da un abile falegname, autore e cantante di nome Marceneiro seguendo le descrizioni del testo di Silva Tavares.
Vi sono altre versioni di questo fado detto “Corrido” dal titolo “O leilao da Casa da Mariquinhas”, e “Mouraria” dal titolo “Já Sabem da Mariquinhas”.
Ma la versione più conosciuta al pubblico di fado “Corrido” è “Vou dar de beber à dor” (“Darò da bere al dolore”) di Alberto Janes e portata al successo nel 1968 con l’omonimo LP, dalla vibrante ed incisiva voce di Amália Rodrigues.
In Italia venne descritta in italiano la storia di questa casa, da Roberto Arnaldi, cantante, autore e speaker radiofonico (“Robertino”) e da lui fu incisa in versione pop melodico, con il titolo “La casa in via del campo” a ritmo più lento nel 1969 nell’album “Il sogno e la parola” (grazie a Fabrizio De Andrè) ed in seguito nel 1980 nell’album “E navigò… e navigò”, ed anche interpretata in genovese, rispettando le sonorità del fado portoghese, con il titolo “A casa in via do campo”.
In Italia, la famosa Amália Rodrigues, nel 1974 la incise nell’album “Amália in Italia” con il testo di Arnaldi e la musica molto fedele al fado originale portoghese, a ritmo frenetico e squillante di chitarre rullanti.
Ma viene dalla maggior parte del pubblico ricordata una versione in italiano che ebbe i natali nel 1978 (LP “Paesaggio” sempre con il testo di Arnaldi, ma con nuovo arrangiamento con chitarre, molto più dolce e con la voce di Franco Simone che oltre ad impreziosirla quasi come “strumento musicale” compenetrante con la musica, l’ha saputa anche interpretare dal punto di vista sentimentale, distaccandosi con pregio dalle altre versioni.
Il successo ha varcato l’oceano Atlantico per Franco Simone con “La casa de campo” tradotta da E. Luis in castellano dal testo di Arnaldi, (LP “Paisaje”) nel 1979, che viene anche ricordata come “Casa de Maria”.
È proprio il caso di dire che ha fatto il giro del mondo da Lisbona, a Genova, dal Salento, alle Americhe, questa storia che cantando la nostalgia portoghese ha portato l’allegria italiana fra la gente.
Ecco i testi in portoghese, italiano e castellano.
VOU DAR DE BEBER À DOR
(musica e testo di Alberto Janes)
Fado portoghese cantato da Amália Rodrigues
Lp Vou dar de beber à dor (1968) Amália Rodrigues
Vou dar de beber à dor (A.Janes)
Foi no Domingo passado que passei
À casa onde vivia a Mariquinhas
Mas está tudo tão mudado
Que não vi em nenhum lado
As tais janelas que tinham tabuinhas
Do rés-do-chão ao telhado
Não vi nada, nada, nada
Que pudesse recordar-me a Mariquinhas
E há um vidro pegado e azulado
Onde via as tabuinhas
Entrei e onde era a sala agora está
À secretária um sujeito que é lingrinhas
Mas não vi colchas com barra
Nem viola nem guitarra
Nem espreitadelas furtivas das vizinhas
O tempo cravou a garra
Na alma daquela casa
Onda às vezes petiscávamos sardinhas
Quando em noites de guitarra e de farra
Estava alegre a Mariquinhas
As janelas tão garridas que ficavam
Com cortinados de chita às pintinhas
Perderam de todo a graça porque é hoje uma vidraça
Com cercaduras de lata às voltinhas
E lá pra dentro quem passa
Hoje é pra ir aos penhores
Entregar o usurário, umas coisinhas
Pois chega a esta desgraça toda a graça
Da casa da Mariquinhas
Pra terem feito da casa o que fizeram
Melhor fora que a mandassem prás alminhas
Pois ser casa de penhor
O que foi viveiro de amor
É ideia que não cabe cá nas minhas
Recordações de calor
E das saudades o gosto eu vou procurar esquecer
Numas ginjinhas
Pois dar de beber à dor é o melhor
Já dizia a Mariquinhas
Pois dar de beber à dor é o melhor
Já dizia a Mariquinhas
(Traduzione)
Darò da bere al dolore
Domenica scorsa sono passata
nella casa dove viveva la Mariquinhas,
ma tutto è così cambiato
che non ho visto da nessuna parte
quelle finestre con le persiane,
dal pavimento al tetto
non ho visto nulla, nulla, nulla
che potesse ricordarmi la Mariquinhas,
e c’è una finestra azzurrina incassata nel muro
che una volta aveva le persiane.
Sono entrata e dove c’era la sala ora c’è
la segretaria, una tipa davvero magrolina,
ma non ho visto le trapunte con l’orlo
né la viola né la chitarra,
né gli sguardi furtivi dei passanti.
Il tempo ha impresso il suo marchio
sull’anima di quella casa
dove a volte assaporavamo le sardine,
quando nelle notti di chitarra e di bagordo
stava allegra la Mariquinhas.
Le finestre tanto eleganti
con le tendine fiorate a pallini,
han perso tutta la grazia
perché oggi c’è una vetrata
con cerchiature in ferro ovunque.
E se oggi qualcuno passa per di là
è solo per chiedere un prestito,
consegnare all’usuraio un piccolo pegno,
ché ha ceduto a questa disgrazia tutta la grazia
della casa di Mariquinhas.
Per aver fatto della casa ciò che han fatto
sarebbe da mandarli a farsi benedire,
che aver trasformato in un banco dei pegni
quella che fu casa d’amore
è un’idea che non riesco nemmeno a concepire.
I ricordi del calore
e della melanconia, un sapore
che cercherò di annegare
in qualche ginjinha,
ché dare da bere al dolore è la cosa migliore,
come diceva la Mariquinhas.
LA CASA IN VIA DEL CAMPO
(musica Alberto Janes – testo Roberto Arnaldi)
LP Il sogno e la parola (1969) Roberto Arnaldi
LP Amália in Italia (1974) Amália Rodrigues
LP Paesaggio (1978) Franco Simone
LP E navigò… e navigò (1980) Roberto Arnaldi
C’era sempre una canzone per voi
Un bicchiere e due risate per noi
Nella casa in Via del Campo
Dove dolce andava il tempo
Dove ho riso amato ma anche tante volte pianto
Ci scaldavano le ore
Qualche volta in fondo al cuore
Rimaneva un ombra triste di rimpianto
Nostalgia di non poter guardare il sole
Nella casa in Via del Campo
Han riaperto le finestre quel dì
Le risate son volate lontano
Una ditta di trasporti
Per coloro che son morti
Con l’insegna bianca e d’oro
Al terzo piano
Dove son le tende a fiori
E le lampade e i colori
I capelli di Maria
Le sue mani
Si direbbe ormai finito tutto quanto
Nella casa in Via del Campo
Una notte di nascosto son tornato
Mi pareva di sentire come allora
Quelle voci rider forte
Un dischiudersi di porte
Quattro note di chitarra
Cose morte
Ho cercato a lungo invano
Quella luce al terzo piano
Quella donna che sapeva anche amare
Te l’ho detto
Ormai è finito tutto quanto
Nella casa in Via del Campo
No non piango i miei ventanni e poi
Tante volte abbiamo pianto anche noi
Ma potevano lasciare
Tutto quanto a riposare
Ora che non si potrà
Mai più cantare
Gliel’ho detto a Maria
Vieni a bere a casa mia
Un bicchiere per poter
Dimenticare
Tanto vedi è finito tutto quanto
Nella casa in Via del Campo
Tanto vedi è finito tutto quanto
Nella casa in via del campo.
LA CASA DE CAMPO
Testo di Alberto Janes/Roberto Arnaldi e tradotto da E. Luis
LP Paisaje en castellano (1979) Franco Simone
Siempre había alguna vieja canción
Una copa un poco de diversión
En la casa de Maria
Dulcemente andaba el tiempo
He reído, amado a veces he llorado
Han quedado aquellas horas
En el fondo de mi alma
Más también me queda un triste pensamiento
De nostalgia por no ver ya la alegría
En la casa de María
Hoy volvieron sus ventanas abrir
Y las risas se alejaron volando
Porque han puesto una oficina
Para dar descanso eterno en sus tumbas
A los pobrecitos muertos
Donde están aquellas flores
Las cortinas de colores
El cabello de María y sus manos
Se diría que ha muerto la alegría
En la casa de Maria
Esta noche he vuelto para tratar
De escuchar igual que entonces sentía
Esas voces que reían,
Esa alegre algarabía
Cuatro notas de guitarra cosas muertas
He buscado pero en vano
Esa luz del piso cuarto
La mujer que me brindaba sus amores
Ya os he dicho que no encuentro la alegría
En la casa de María
No es que añore mis veinte años es que
Tantas veces hemos vuelto al ayer
No debemos recordarlo
Olvidemos el pasado
Porque aquellos días ya se han terminado
Se lo he dicho así a María
Ven y bebe amiga mía
Una copa y te, te olvidaras de todo
Pues ya ves que ha terminado la alegría
En la casa de María
Pues ya ves que ha terminado la alegría
En la casa de María
Simona Bellone
Oggi Radio Margherita presenta la versione di Franco Simone e di Amália Rodrigues di “La casa in via del campo” nella rubrica “Confronti” due brani allo specchio – Un successo per due storiche interpretazioni. Radio Margherita Network dalle ore 9:15 alle 15:15 e dalle 21:15 alle 3:15
http://www.radiomargherita.com/streaming/network.html
Le versioni in portoghese, genovese, italiano e castellano di “La casa in via del campo” cantate da Amália Rodrigues, Roberto Arnaldi e Franco Simone in questo video
http://www.facebook.com/photo.php?v=2382212680764
Il Fado portoghese
http://it.wikipedia.org/wiki/Fado
A “Casa da Mariquinhas”, un classico Fado Corrido – La storia del fado
http://fadoportoghese.blogspot.com/2008/07/casa-da-mariquinhas-un-classico-fado.html
“Vou dar de beber à dôr” – Fado de Lisboa – testo in portoghese (Lisbona) di Alberto Janes
http://www.portaldofado.net/component/option,com_jmovies/Itemid,336/task,detail/id,75/
“Vou dar de beber à dôr” – traduzione in italiano del testo originario portoghese – cantata da Amália Rodrigues
http://testifadoinitaliano.blogspot.com/2011/03/ascolta-la-canzone-cantata-da-ana-moura.html
“La casa in via del campo” – testo in italiano di Roberto Arnaldi cantata da Roberto Arnaldi e Franco Simone
http://forum.riza.it/blog.php?b=2923
“La casa in via del campo” – testo in italiano e accordi
http://letrasyacordes.net/cancion/70625
“La casa de campo” – testo in castellano di E. Luis – cantata da Franco Simone
http://anggiespecial.espacioblog.com/categoria/letra-canciones
Alberto Janes
http://pt.wikipedia.org/wiki/Alberto_Janes
Amália Rodrigues
http://it.wikipedia.org/wiki/Amália_Rodrigues
Roberto Arnaldi
http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Arnaldi
Franco Simone Sito ufficiale
Franco Simone Facebook ufficiale
http://www.facebook.com/pages/Franco-Simone/156720677705620
Ass. culturale caARTEiv
Simona Bellone
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