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La casa in via del campo di Franco Simone: un fado portoghese in giro per il mondo

Quando ascoltiamo la radio ci capita di restare affascinati da una melodia, da una poesia, da una voce, e ci ritroviamo a canticchiare per la casa o in compagnia quel brano che ci è così rimasto in mente in modo indelebile.

Molto spesso però ignoriamo la storia delle canzoni che più ci attraggono per gusto personale, tralasciando senza approfondire chi ne sia l’autore, da quale nazionalità provenga il testo in origine, quanti artisti l’hanno interpretata, in che anno è stata composta, se è stata tradotta in quante e quali lingue del mondo.

È forse il caso della canzone “La casa in via del campo” di Franco Simone che nella sua versione in italiano ha riscosso molto successo in Italia e in versione in castellano quale “La casa de campo” in America Latina.

Per conoscerne le origini, dobbiamo approdare in Portogallo e precisamente a Lisbona, terra in cui è antica usanza il “fado“, una musica popolare portoghese con chitarre, viola e basso, su cui venivano cantate le storie del “fatum” (destino) a carattere nostalgico sull’immigrazione, la lontananza, la separazione, il dolore, la sofferenza.

In effetti la melodia di questa famosa canzone è apparentemente allegra, ma il testo ci racconta una realtà storica tutt’altro che serena, e alquanto problematica e discussa soprattutto nel secolo scorso.

Tutto nasce dal racconto della sorte della “Casa da Mariquinhas”, fonte d’amore e d’allegria, che dovette cedere il passo ad un monte dei pegni e di dolore, e che addirittura, in base alle descrizioni dei cantori, fu ricostruita da un abile falegname, autore e cantante di nome Marceneiro seguendo le descrizioni del testo di Silva Tavares.

Vi sono altre versioni di questo fado detto “Corrido” dal titolo “O leilao da Casa da Mariquinhas”, e “Mouraria” dal titolo “Já Sabem da Mariquinhas”.

Ma la versione più conosciuta al pubblico di fado “Corrido” è “Vou dar de beber à dor” (“Darò da bere al dolore”) di Alberto Janes e portata al successo nel 1968 con l’omonimo LP, dalla vibrante ed incisiva voce di Amália Rodrigues.

In Italia venne descritta in italiano la storia di questa casa, da Roberto Arnaldi, cantante, autore e speaker radiofonico (“Robertino”) e da lui fu incisa in versione pop melodico, con il titolo “La casa in via del campo” a ritmo più lento nel 1969 nell’album “Il sogno e la parola” (grazie a Fabrizio De Andrè) ed in seguito nel 1980 nell’album “E navigò… e navigò”, ed anche interpretata in genovese, rispettando le sonorità del fado portoghese, con il titolo “A casa in via do campo”.

In Italia, la famosa Amália Rodrigues, nel 1974 la incise nell’album “Amália in Italia” con il testo di Arnaldi e la musica molto fedele al fado originale portoghese, a ritmo frenetico e squillante di chitarre rullanti.

Ma viene dalla maggior parte del pubblico ricordata una versione in italiano che ebbe i natali nel 1978 (LP “Paesaggio” sempre con il testo di Arnaldi, ma con nuovo arrangiamento con chitarre, molto più dolce e con la voce di Franco Simone che oltre ad impreziosirla quasi come “strumento musicale” compenetrante con la musica, l’ha saputa anche interpretare dal punto di vista sentimentale, distaccandosi con pregio dalle altre versioni.

Il successo ha varcato l’oceano Atlantico per Franco Simone con “La casa de campo” tradotta da E. Luis in castellano dal testo di Arnaldi, (LP “Paisaje”) nel 1979, che viene anche ricordata come “Casa de Maria”.

È proprio il caso di dire che ha fatto il giro del mondo da Lisbona, a Genova, dal Salento, alle Americhe, questa storia che cantando la nostalgia portoghese ha portato l’allegria italiana fra la gente.

Ecco i testi in portoghese, italiano e castellano.

VOU DAR DE BEBER À DOR

(musica e testo di Alberto Janes)

Fado portoghese cantato da Amália Rodrigues

Lp Vou dar de beber à dor (1968) Amália Rodrigues


Vou dar de beber à dor (A.Janes)

Foi no Domingo passado que passei

À casa onde vivia a Mariquinhas

Mas está tudo tão mudado

Que não vi em nenhum lado

As tais janelas que tinham tabuinhas

Do rés-do-chão ao telhado

Não vi nada, nada, nada

Que pudesse recordar-me a Mariquinhas

E há um vidro pegado e azulado

Onde via as tabuinhas

Entrei e onde era a sala agora está

À secretária um sujeito que é lingrinhas

Mas não vi colchas com barra

Nem viola nem guitarra

Nem espreitadelas furtivas das vizinhas

O tempo cravou a garra

Na alma daquela casa

Onda às vezes petiscávamos sardinhas

Quando em noites de guitarra e de farra

Estava alegre a Mariquinhas

As janelas tão garridas que ficavam

Com cortinados de chita às pintinhas

Perderam de todo a graça porque é hoje uma vidraça

Com cercaduras de lata às voltinhas

E lá pra dentro quem passa

Hoje é pra ir aos penhores

Entregar o usurário, umas coisinhas

Pois chega a esta desgraça toda a graça

Da casa da Mariquinhas

Pra terem feito da casa o que fizeram

Melhor fora que a mandassem prás alminhas

Pois ser casa de penhor

O que foi viveiro de amor

É ideia que não cabe cá nas minhas

Recordações de calor

E das saudades o gosto eu vou procurar esquecer

Numas ginjinhas

Pois dar de beber à dor é o melhor

Já dizia a Mariquinhas

Pois dar de beber à dor é o melhor

Já dizia a Mariquinhas


(Traduzione)

Darò da bere al dolore


Domenica scorsa sono passata

nella casa dove viveva la Mariquinhas,

ma tutto è così cambiato

che non ho visto da nessuna parte

quelle finestre con le persiane,

dal pavimento al tetto

non ho visto nulla, nulla, nulla

che potesse ricordarmi la Mariquinhas,

e c’è una finestra azzurrina incassata nel muro

che una volta aveva le persiane.

Sono entrata e dove c’era la sala ora c’è

la segretaria, una tipa davvero magrolina,

ma non ho visto le trapunte con l’orlo

né la viola né la chitarra,

né gli sguardi furtivi dei passanti.

Il tempo ha impresso il suo marchio

sull’anima di quella casa

dove a volte assaporavamo le sardine,

quando nelle notti di chitarra e di bagordo

stava allegra la Mariquinhas.

Le finestre tanto eleganti

con le tendine fiorate a pallini,

han perso tutta la grazia

perché oggi c’è una vetrata

con cerchiature in ferro ovunque.

E se oggi qualcuno passa per di là

è solo per chiedere un prestito,

consegnare all’usuraio un piccolo pegno,

ché ha ceduto a questa disgrazia tutta la grazia

della casa di Mariquinhas.

Per aver fatto della casa ciò che han fatto

sarebbe da mandarli a farsi benedire,

che aver trasformato in un banco dei pegni

quella che fu casa d’amore

è un’idea che non riesco nemmeno a concepire.

I ricordi del calore

e della melanconia, un sapore

che cercherò di annegare

in qualche ginjinha,

ché dare da bere al dolore è la cosa migliore,

come diceva la Mariquinhas.


LA CASA IN VIA DEL CAMPO

(musica Alberto Janes – testo Roberto Arnaldi)

LP Il sogno e la parola (1969) Roberto Arnaldi

LP Amália in Italia (1974) Amália Rodrigues

LP Paesaggio (1978) Franco Simone

LP E navigò… e navigò (1980) Roberto Arnaldi


C’era sempre una canzone per voi

Un bicchiere e due risate per noi

Nella casa in Via del Campo

Dove dolce andava il tempo

Dove ho riso amato ma anche tante volte pianto

Ci scaldavano le ore

Qualche volta in fondo al cuore

Rimaneva un ombra triste di rimpianto

Nostalgia di non poter guardare il sole

Nella casa in Via del Campo

Han riaperto le finestre quel dì

Le risate son volate lontano

Una ditta di trasporti

Per coloro che son morti

Con l’insegna bianca e d’oro

Al terzo piano

Dove son le tende a fiori

E le lampade e i colori

I capelli di Maria

Le sue mani

Si direbbe ormai finito tutto quanto

Nella casa in Via del Campo

Una notte di nascosto son tornato

Mi pareva di sentire come allora

Quelle voci rider forte

Un dischiudersi di porte

Quattro note di chitarra

Cose morte

Ho cercato a lungo invano

Quella luce al terzo piano

Quella donna che sapeva anche amare

Te l’ho detto

Ormai è finito tutto quanto

Nella casa in Via del Campo

No non piango i miei ventanni e poi

Tante volte abbiamo pianto anche noi

Ma potevano lasciare

Tutto quanto a riposare

Ora che non si potrà

Mai più cantare

Gliel’ho detto a Maria

Vieni a bere a casa mia

Un bicchiere per poter

Dimenticare

Tanto vedi è finito tutto quanto

Nella casa in Via del Campo

Tanto vedi è finito tutto quanto

Nella casa in via del campo.


LA CASA DE CAMPO

Testo di Alberto Janes/Roberto Arnaldi e tradotto da E. Luis

LP Paisaje en castellano (1979) Franco Simone


Siempre había alguna vieja canción

Una copa un poco de diversión

En la casa de Maria

Dulcemente andaba el tiempo

He reído, amado a veces he llorado

Han quedado aquellas horas

En el fondo de mi alma

Más también me queda un triste pensamiento

De nostalgia por no ver ya la alegría

En la casa de María

Hoy volvieron sus ventanas abrir

Y las risas se alejaron volando

Porque han puesto una oficina

Para dar descanso eterno en sus tumbas

A los pobrecitos muertos

Donde están aquellas flores

Las cortinas de colores

El cabello de María y sus manos

Se diría que ha muerto la alegría

En la casa de Maria

Esta noche he vuelto para tratar

De escuchar igual que entonces sentía

Esas voces que reían,

Esa alegre algarabía

Cuatro notas de guitarra cosas muertas

He buscado pero en vano

Esa luz del piso cuarto

La mujer que me brindaba sus amores

Ya os he dicho que no encuentro la alegría

En la casa de María

No es que añore mis veinte años es que

Tantas veces hemos vuelto al ayer

No debemos recordarlo

Olvidemos el pasado

Porque aquellos días ya se han terminado

Se lo he dicho así a María

Ven y bebe amiga mía

Una copa y te, te olvidaras de todo

Pues ya ves que ha terminado la alegría

En la casa de María

Pues ya ves que ha terminado la alegría

En la casa de María



Simona Bellone



Oggi Radio Margherita presenta la versione di Franco Simone e di Amália Rodrigues di “La casa in via del campo” nella rubrica “Confronti” due brani allo specchio – Un successo per due storiche interpretazioni. Radio Margherita Network dalle ore 9:15 alle 15:15 e dalle 21:15 alle 3:15

http://www.radiomargherita.com/streaming/network.html


Le versioni in portoghese, genovese, italiano e castellano di “La casa in via del campo” cantate da Amália Rodrigues, Roberto Arnaldi e Franco Simone in questo video

http://www.facebook.com/photo.php?v=2382212680764


Il Fado portoghese

http://it.wikipedia.org/wiki/Fado


A “Casa da Mariquinhas”, un classico Fado Corrido – La storia del fado

http://fadoportoghese.blogspot.com/2008/07/casa-da-mariquinhas-un-classico-fado.html


“Vou dar de beber à dôr” – Fado de Lisboa – testo in portoghese (Lisbona) di Alberto Janes

http://www.portaldofado.net/component/option,com_jmovies/Itemid,336/task,detail/id,75/


“Vou dar de beber à dôr” – traduzione in italiano del testo originario portoghese – cantata da Amália Rodrigues

http://testifadoinitaliano.blogspot.com/2011/03/ascolta-la-canzone-cantata-da-ana-moura.html


“La casa in via del campo” – testo in italiano di Roberto Arnaldi cantata da Roberto Arnaldi e Franco Simone

http://forum.riza.it/blog.php?b=2923


“La casa in via del campo” – testo in italiano e accordi

http://letrasyacordes.net/cancion/70625


“La casa de campo” – testo in castellano di E. Luis – cantata da Franco Simone

http://anggiespecial.espacioblog.com/categoria/letra-canciones


Alberto Janes

http://pt.wikipedia.org/wiki/Alberto_Janes


Amália Rodrigues

http://it.wikipedia.org/wiki/Amália_Rodrigues


Roberto Arnaldi

http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Arnaldi


Franco Simone Sito ufficiale

http://www.francosimone.it/


Franco Simone Facebook ufficiale

http://www.facebook.com/pages/Franco-Simone/156720677705620




Ass. culturale caARTEiv

http://www.caarteiv.it


Simona Bellone


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