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L’opera di Nicola Andreace premiata a Roma per il Giubileo

Massafra. Il 10 dicembre, a Nicola Andreace, segnalato per i suoi meriti artistici dai critici Francesco e Salvatore Russo, è stato attribuito “l’International Prize – Artista al Giubileo”, consistente in una scultura riproducente il Mosè di Michelangelo. La cerimonia si è svolta in concomitanza ai giorni di apertura del Giubileo straordinario, nelle prestigiose sale del Palazzo del Cardinal Cesi in Roma, situato su via della Conciliazione 51 allargandosi su Piazza San Pietro.

L’immagine dell’opera Apocalisse 2–2011-Ricerca, t. m. su tela cm 50×70, è stata pubblicata sul numero di novembre-dicembre della rivista Effetto Arte diretta da Paolo Levi. La composizione fa parte del ciclo La mia Apocalisse, realizzata dopo aver illustrato con immagini su cartoncino il testo di Monsignor Ennio Innocenti di Roma dal titolo Il senso teologico della storia. Breve commento sull’Apocalisse di San Giovanni.

Poiché la conoscenza dei segni delle previsioni bibliche lo indusse a compararli con i drammatici eventi a lui contemporanei (cicloni, inondazioni, incendi, terremoti, rivolte civili, eccidi bellici, esodi, attentati, ecc.), Andreace ideò oltre venti opere pittoriche, in cui assemblò nuove immagini con disegni e bozzetti di suoi lavori precedenti, determinando livelli di lettura con significazioni ulteriori e apparentemente nuovi, ma sempre basati sul rapporto Uomo-società.

Nelle opere de La mia Apocalisse è resa visibile la precarietà del presente causata dal cinismo dell’uomo, ma insieme comunica, con un messaggio di dedizione trascendentale e mistica, una riflessione artistica e intellettuale sul senso profondo della religiosità. Per Andreace l’arte visiva e verbale con la sua forza propulsiva, investita dalla Fede, può indurre l’uomo a riflettere e a cambiare rotta in modo da riacquistare e conferire ai più deboli dignità, coraggio e la speranza di vivere in un nuovo mondo dominato dallo spirito di condivisione, solidarietà, collaborazione, corresponsabilità, partecipazione e di sentire nella nostra società multietnica l’esigenza della tolleranza. In tal modo “la gloria di Dio illuminerà di luce il mondo, annullando le tenebre della notte.”

Nell’opera Apocalisse 2 l’artista impiega un’interessante costruzione grafica, per ricordare la rivelazione ultima dell’Angelo a San Giovanni, ovvero la speranza della salvezza e per trasmetterci il suo convincimento che “Dio misericordioso assolverà dall’alto l’uomo orante, pentito di essersi fatto coinvolgere dal male (simboleggiato dal rapace), ma pronto a scrivere una nuova storia che esalti e ritenga essenziale il rispetto di sé, degli altri, della donna, delle memorie, della Natura”.

Così commenta il critico, pittore e poeta Eugenio Nastasi: <<Nicola rimane vivo e incisivo … con opere di indiscusso valore artistico e sociale. Continua a meravigliare la forza e la calma con cui amministrava le sue doti che erano sempre in evoluzione, pur utilizzando un registro di colori e di segni debitamente assimilati. In Nicola è sempre presente l’umanità del sentire e tradurre il messaggio, mai banale od oleografico, usando tonalità calde, tipicamente meridionali, sicché il discorso degli accostamenti si traduce in una trasmissione di situazione relazionale che rende le sue opere fruibili immediatamente>> e, si può aggiungere, attuali per contenuto.

Nelle foto: l’opera Apocalisse 2–2011-Ricerca e l’attestato di premiazione.
(Nicola Fabio Assi)

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