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L’on. Ludovico Vico interviene su ILVA e Legge Speciale e richiama ad un patto etico

Taranto. Non credo nelle guerre “di principio” perché c’è sempre qualcuno chiamato a combatterle mentre ideologi, poteri forti e demagoghi, stanno lì a guardare lo spettacolo di “povera gente” che si divide sulla sopravvivenza. Ecco perché credo che Taranto non debba combattere una guerra tra poveri ma affrontare seriamente la sfida del futuro affidandosi umilmente al buon senso, alla discussione e al reciproco aiuto.


Richiama ad un patto etico che metta insieme tutte le ragioni dello sviluppo sostenibile il parlamentare del PD, Ludovico Vico che alla vigilia dell’incontro convocato alla Presidenza del Consiglio sull’”emergenza Taranto” e dopo la richiesta condivisa anche dal suo partito di una “Legge Speciale” per la città che ha subito per anni l’inquinamento delle industrie di Stato (Arsenale MM, Italsider, ENI e Cementir), chiede alla sua comunità e in particolar modo alle istituzioni e alla classe dirigente in campo di tornare al “bene comune” contemperando in esso tutte le componenti dello sviluppo umano: l’economia, la società e l’ambiente.


La sostenibilità ambientale è possibile solo in un contesto di sviluppo sociale e di crescita economica, ecco perché bisogna evitare di cedere alla tentazione della criminalizzazione dell’avversario – dice il deputato del PD, Ludovico Vico – sia esso un ambientalista, sia, l’operaio che manifesta per chiedere la salvaguardia del posto di lavoro. Nelle urla, negli slogan e nel desiderio di visibilità di tutte le singole istanze c’è il male comune di un territorio che non può permettersi di morire, né di cancro, né di fame.


E’ un approccio che rischia di dividerci nel momento più interessante della svolta che Taranto può dare a un dibattito che non è solo locale – dice Vico – ma questione nazionale, da risolvere nelle fabbriche e fuori e non lasciando indietro nessuno.

Così Vico pone le basi di quella discussione e quel reciproco aiuto che la comunità deve invocare nel rispetto di tutti.


Il 17 nell’incontro con il Governo – spiega – comincia un lungo percorso verso la strada che deve portare all’ambientalizzazione, partendo dalla riapertura dell’AIA per l’ILVA, ma anche dalle nuove prescrizioni che saranno frutto dell’importante ruolo svolto dai periti incaricati dalla magistratura tarantina. Ma al 17 bisogna arrivare pronti e con le idee chiare, sapendo che il modello e la metodologia che in Italia ha già fatto scuola in tal senso è quello di Marghera e in questo senso la “Legge Speciale” dovrà tener conto di un impianto attivo e funzionante che ancora oggi da lavoro non a pochi sparuti numeri di operai, ma ad oltre 15mila addetti.

Una sfida che secondo Vico non parte dall’anno zero.


Sull’amianto, il pcb, le polveri, sino alla Legge sulle diossine alcuni passi sono stati compiuti – spiega –Si potrebbe parlare di risultati residuali se è vero che le perizie degli esperti continuano a considerare quell’insediamento un allarme per la salute e l’ambiente. Ma è anche vero che rinunciare alla sfida, proponendo soluzioni campate in aria, o manichee e astratte, in assenza di una seria pianificazione anche finanziaria degli interventi, significherebbe negare tra le altre cose l’esistenza di 15mila persone: quegli operai spesso massa invisibile e “senza corpo” nel dibattito sul futuro e vilipesi nel loro onore di uomini e cittadini considerati incapaci di pensare, sentire o avere una opinione. La guerra che si vuole ingaggiare mettendo gli uni contro gli altri, a volte solo per fini elettoralistici, è violenza che genera violenza.


Così la Legge Speciale per Taranto potrebbe essere la scuola di pensiero destinata a fare la differenza nelle politiche nazionali di sviluppo ed eco-sostenibilità.

Abbiamo bisogno di un percorso dialogante, in cui tutti abbiano voce. Ma abbiamo anche bisogno di cose vere e non soluzioni miracolistiche lontane dalla realtà – dice Vico – per essere lucidi e in grado di individuare metodologie e nature degli interventi: da quelli prioritari per rendere operative le bonifiche già decise, fino alle misure urgenti di prevenzione, attrezzando in maniera definitivamente potenziata l’ARPA ed estendendo il controllo anche all’intera struttura sanitaria del territorio.


Infine un pensiero dedicato alla classe operaia e alla imminente campagna elettorale.

Dobbiamo uscire dalla cultura del disvalore nei confronti di chi produce ricchezza e si campa il salario – afferma Vico – da chi fa l’operaio dell’ILVA sino a chi fa le pulizie, sino alle imprese che costituiscono l’ossatura del nostro benessere economico. Vorrei che in questo delicato periodo di campagna elettorale nessuno mai più opponesse strumentalmente il lavoro alla salute. Così come vorrei che finalmente si restituisse dignità e valore alla politica, fino a ieri dileggiata e considerata “sporca”. La forte partecipazione di liste e candidati alle prossime amministrative di Taranto, il civismo imperante, raccontano ben altro. E’ evidente che per la salute e il lavoro bisogna costruire una soluzione politica che attribuisca a tutte le istanze in campo un valore. E in quella soluzione non ci sarà spazio per i proclami di oggi, ma solo per le strade possibili che a partire dal 17 sapremo indicare.


Nella foto l’on. Ludovico Vico.
(N.B.)


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