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L’IMU una ulteriore sferzata all’agricoltura

L’agricoltura, settore produttivo che in Italia dà lavoro a circa tre milioni di persone, non solo è già da tempo in ginocchio, ma è anche quello più colpito dall’IMU (Imposta Municipale Unica). Dopo gli incredibili sprechi della “casta politica”, a farne le spese sono solo i lavoratori, i pensionati, gli agricoltori e i piccoli imprenditori, che sicuramente saranno costretti a chiudere i battenti, cosa che purtroppo sta già avvenendo, con inevitabili ripercussioni sull’occupazione, sull’aumento dei prezzi al dettaglio, sull’ulteriore impoverimento delle famiglie già fortemente penalizzate dalle attuali manovre economiche.

Si tratta, come tutti noi cittadini abbiamo potuto riscontrare, di una tassazione di grande impatto economico-finanziario, sproporzionata ed iniqua, specie se si tiene conto dell’attuale redditività del settore agricolo, che vive un momento di forte impennata dei costi di produzione.

Ed infatti, la tassazione, stravolgendo completamente la disciplina precedente, attraverso la eliminazione dell’agevolazione legata alla ruralità dei fabbricati, riguarda anche capannoni, stalle, depositi, locali spesso fatiscenti e inutilizzati, tutti beni che fanno parte del patrimonio dell’agricoltore, ma che spesso non producono reddito e che portano ad un notevole aumento dei costi per le piccole aziende fino al 300 per cento. Unica agevolazione prevista è la misura ridotta del moltiplicatore IMU, pari a 110, per i terreni non coltivati e per i terreni agricoli di proprietà di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola.

Secondo le stime della Coldiretti, “sono 28.300 le aziende agricole che hanno chiuso i battenti nel primo trimestre del 2012, anche per effetto delle difficoltà di mercato, dell’aumento dei costi e della stretta creditizia”.

Sono davvero tempi duri per gli agricoltori, costretti a fare i conti anche con una meteorologia sempre più strampalata (gli eccessi di calore di questi ultimi giorni, ad esempio, sono deleteri per la produzione agrumicola). E se a tanto aggiungiamo anche la politica fiscale del governo Monti, siamo veramente al collasso!

Eppure il sistema agricolo nazionale rappresenta o, almeno, ha rappresentato sino ad oggi, un settore d’avanguardia e un fiore all’occhiello per il nostro Paese nel mondo, con le nostre produzioni di eccellenza. In particolare, per quanto riguarda la nostra Provincia, rappresenta il principale motore di crescita della nostra economia. Si pensi alla produzione agrumicola: gli agrumeti, con il loro carico di tradizioni, sono di sicuro un elemento importante del paesaggio costiero meridionale.

Pertanto,se non si attueranno in tempi necessariamente rapidi provvedimenti a difesa del settore agricolo, si corre il rischio di farlo precipitare in una crisi irreversibile.

A livello locale, poi, la situazione è ancora più drammatica: il Sindaco Tamburrano ha determinato l’IMU nel massimo consentito, senza che allo spropositato aumento della tassazione corrispondano adeguate politiche di sostegno dell’agricoltura, già pesantemente penalizzata. Anzi, come denunciato in altre occasioni, spesso i fondi destinati all’agricoltura sono stati stornati per altre  finalità, a riprova della scarsa sensibilità della nostra Amministrazione per le problematiche riguardanti il settore agricolo.

Prof. Antonio IZZINOSA (Commissario Cittadino IdV Massafra – Componente Coordinamento Provinciale IdV Taranto. E- mail: antonioizzinosa@hotmail.it)


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