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L’azzardo non è un gioco

Savona. La pubblicità ci invita a giocare per cambiare la nostra vita, diventare ricchi ed entrare in un cerchio magico. Così, come afferma Marica Guiducci della Presidenza Nazionale Auser, in un paese dove cresce la povertà, la disoccupazione, e gli anziani sono sempre più a rischio di esclusione, il fatturato dell’azzardo ha raggiunto i 90 miliardi di euro. C’è una slot machine ogni 150 cittadini, cioè ci sono più slot machine che posti letto a nostra disposizione negli ospedali. In Italia, i giocatori sociali, ossia a basso rischio di dipendenza da gioco, sfiorano i due milioni ma coloro che si avviano verso una vera e propria patologia sono oltre 800 mila. Molti di questi sono anziani perché gli anziani hanno disponibilità di tempo e di risparmi o di una rendita, come la pensione, o persino di sussidi immediatamente e regolarmente utilizzabili. Inoltre, molti godono di buona salute, hanno figli ormai indipendenti, hanno voglia di uscire e socializzare. A questo punto, si impone (è la parola giusta) l’offerta di divertimento unito a un possibile guadagno tanto che, addirittura, nei giorni di ritiro della pensione, si verifica un’impennata di ogni sorta di giochi! Eppure, il gioco d’azzardo può diventare dipendenza generando patologia proprio come altri tipi di dipendenze da sostanze.

L’Auser, in quanto associazione impegnata in favore delle persone anziane, ma attenta all’intergenerazionalità, ha promosso nel 2013 la ricerca intitolata “L’azzardo non è un gioco” in collaborazione con il Gruppo Abele e Libera, tra persone over 65.

Sono stati distribuiti mille questionari nei circoli e sono stati intervistati in forma anonima gli iscritti e i volontari dell’Auser.

“Non ci sono studi –afferma la Presidente Auser, sezione di Savona, Ileana Scarrone – in grado di quantificare il gioco che poi diventa anche un problema di dipendenza con conseguenze economiche e sanitarie, legate all’usura e a comportamenti illegali. Nonostante la crisi economica, aumenta la spesa nei giochi e gli anziani si avvicinano per due motivi: hanno tempo libero e meno attività per far passare il tempo. Non bisogna, però, demonizzare il gioco: Friedrich Schiller diceva che “l’uomo è completamente uomo solo quando gioca”, intendendo per gioco una libera attività che non perseguisse alcun fine esterno a se stessa, un atto dove sensibilità e razionalità convivessero. L’Auser, considerando tutte queste istanze, offre agli anziani spazi dove giocare a carte, a tombola, oppure divertirsi anche mettendo se stessi in gioco, praticando attività per le quali prima magari non si aveva tempo. C’è il ballo, ad esempio, la ceramica, la scrittura creativa, l’informatica, varie opportunità di attività motoria e tante altre proposte che fanno parte dell’invecchiamento attivo.”

Dalla ricerca Auser risulta che più del 70% del campione ha giocato almeno un gioco nell’ultimo anno, che prevalgono i giochi più passivi (lotterie, Lotto e Superenalotto) e che continua a coesistere il gioco alle carte a soldi. Esaminando, però, le cifre spese nei vari tipi di gioco, emerge come le macchine elettroniche, le slot e le Vlt, che sono utilizzate da una ridotta minoranza di persone anziane, si “mangino”, invece, la maggioranza dei soldi! (I risultati completi della ricerca si trovano al sitowww.gruppoabele.org)

-L’Auser è molto impegnata –aggiunge ancora la signora Scarrone- per promuovere il ben-essere delle persone, in ogni forma. A gennaio, ad esempio, in Friuli Venezia Giulia, è stato firmato un protocollo d’intesa tra Auser, Anci e Anteas per promuovere tra gli anziani stili di vita corretti, contrastando il gioco d’azzardo patologico e tutte le dipendenze. L’obiettivo è di sostenere la salute e il benessere delle persone over 65 anche attraverso lo scambio di competenze ed esperienze con il mondo dei giovani, valorizzando sinergie e partecipazione nell’ambito del volontariato. In questo accordo tanto importante, il contrasto al gioco d’azzardo è stato proprio uno dei punti centrali dell’accordo.

Vorrei concludere con un esempio che mi riguarda. Io navigo molto in internet, frequentando soprattutto siti di case editrici per motivi personali (volontariato per la Biblioteca di Libromondo). Mai sono andata, neppure per curiosità (non sono curiosa), su un sito di giochi di qualsiasi tipo. Eppure, un paio di mesi fa, mi è entrato qualcosa nel computer per cui, ogni volta che accedevo a internet, si aprivano da soli dei siti di giochi che, se da me richiusi, si riaprivano e iniziavano persino a parlare, invitandomi, con voce sensuale, a “guadagnare quello che volevo”! Io, dato che non amo che qualcun altro mi dica cosa devo fare –neppure per diventare ricca- e sono anche molto ostinata, non ho mai nemmeno guardato quello che si apriva, però capisco che qualunque altra persona possa buttare un’occhiata e, magari, rimanerci incastrata. Finalmente, dopo tanti tentativi, mio marito è riuscito a togliere dal mio computer quella porcheria che distrugge le persone.

Sta a noi, dunque, fare del nostro meglio per contrastare questa piovra. Chi ha l’età, si appoggi all’Auser che offre tante chance di vivibilità e di invecchiamento felice. Gli altri, come spesso proposto, possono evitare di frequentare locali che ospitano slot –machine e si facciano portavoce del principio che “socializzare” è avere rapporti con gli esseri umani e non con le macchine o con un gratta e vinci!

(Renata Rusca Zargar)


 

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