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L’argomento “Il femminicidio” affrontato al Rotary Club Taranto Magna Grecia Grecia da Ida Perrone e Salvatore Maggio

Taranto. Sempre più spesso la violenza sulle donne – verbale, fisica, sino all’assassinio – avviene per mano dei propri “cari”. Il nemico, insomma, è in casa: a volte sotto forma di coniuge o compagno, separati o meno, ma anche per mano del padre, del fratello, del figlio. Il femminicidio è ormai un fenomeno sociale che si teme ancora in crescita. “Il femminicidio” è stato l’argomento affrontato l’altra sera al Rotary Club Taranto Magna Grecia (eccezionalmente riunito nel saloncino della nuova libreria Ubik di via Di Palma) dal sostituto procuratore della Repubblica, dott.ssa Ida Perrone, e dal noto penalista avv. Salvatore Maggio, peraltro socio dello stesso Club. I relatori hanno preso la parola dopo l’introduzione del presidente del Rotary, il giornalista Antonio Biella, che ha posto in evidenza alcune discrepanze nella legislazione e ha offerto alcuni spunti di riflessione. La dott.ssa Perrone ha parlato di fenomeno trasversale per età, strato sociale, cultura, ecc. ma che ha come comune denominatore una certa fragilità dell’uomo  ancora legato a schemi antichi nei confronti della donna e incapace di accettare la sua moderna capacità di autodeterminazione.

“Forse la stessa crisi economica e valoriale (ha sottolineato la relatrice) ha provocato una regressione, quasi un rifugio,   verso il vecchio e il noto. Ma non sono pessimista (ha anche dichiarato) perché abbiamo all’attivo, per il passato, la riforma del diritto di famiglia, l’abolizione del delitto d’onore, la ridefinizione dei delitti di violenza sessuale  non più considerati contro la morale bensì contro la persona; e, più di recente,  la legge antistalker del 2009, la convenzione di Istambul sulla tutela della donna, e la legge del 2013 sul femminicidio”.

Dopo l’appassionata relazione del magistrato donna, ha parlato il penalista uomo, il quale, senza nulla togliere alla gravità del fenomeno generale di violenze   e sopraffazioni contro le donne, ha messo ugualmente in guardia l’uditorio sulle violenze in senso opposto. “Soprattutto il reato di stalking (ha detto l’avv. Maggio) non vede solo la donna come vittima, ma anche l’opposto. Se si pensa che la persecuzione può attuarsi anche con insistenti telefonate e messaggi, forse le donne sono più…predisposte degli uomini a usare tali mezzi. E una ulteriore attenzione dev’essere usata nel controllare la veridicità delle denunce per evitare che qualche donna possa invocare falsamente lo stalking per liberarsi del marito facendolo arrestare. Ma, in generale, il legale ha riconosciuto anche la responsabilità degli avvocati di una coppia di separati che “Devono farsi carico persino di educare i loro clienti a un rapporto civile e mai violento”. L’avv. Salvatore Maggio ha poi enunciato alcuni recenti provvedimenti di legge che salvaguardano le vittime, come l’allungamento del tempo per le denunce, da tre a sei mesi.

Al termine delle relazioni, numerosi sono stati gli interventi da parte di soci, consorti e ospiti del Club, a testimonianza di come l’argomento fosse sentito e  di quanto stimolante fossero state le relazioni.

Nella foto (da sinistra): Ida Perrone, Antonio Biella, Salvatore Maggio, Enzo Tarantini.
(N.B.)

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