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Inflessibili verso le stragi – L’attentato di Brindisi e il caso Vantaggiato

Ormai – per dirla con un luogo comune – sono stati versati fiumi d’inchiostro sulle vicende riguardanti l’attentato di Brindisi. So che non sarà un’altra pagina scritta su questo terribile evento a cambiare qualcosa.. Ma il silenzio è anche peggio.

E’ stato trovato e arrestato l’uomo ripreso da una telecamera il mattino della strage in cui ha perso la vita Melissa Basso, studentessa presso l’Istituto d’istruzione superiore Falcone-Morvillo.

Quel video che non mostrava in maniera chiara l’identità di Giovanni Vantaggiato, è stato comunque utilissimo agli inquirenti nel corso delle indagini, che non si sono presentate semplici.

Vantaggiato nel corso degli interrogatori ha collaborato confessando d’essere il responsabile di una strage che avrebbe dovuto avere, nei suoi intenti, conseguenze ben più nefaste, dunque è reo confesso, e tutto potrebbe finire qui, con una rivalsa della giustizia; ma troppe incongruenze e dettagli sul modo in cui realmente si sono svolti i fatti, lasciano in sospeso una verità sulla quale, forse, è stato sollevato solo il primo velo. Intanto, Vantaggiato, non avrebbe organizzato e portato a termine, da solo, un simile attentato, ci sono importanti testimonianze al riguardo, e particolari emersi dagli interrogatori. C’è ancora tanto buio intorno a questa vicenda che ha scosso la penisola come un terremoto, come non bastassero quelli veri..

Io trovo ambigua la versione dei fatti fornita dal Vantaggiato, ammesso e non concesso che si possa parlare di ‘giustificazione’, o pseudo-ragioni che starebbero a monte del suo esecrabile arbitrio.

I presunti abusi e le sopraffazioni subiti a causa degli usurai, non sono certo attenuanti sulle quali si possa spendere uno spicciolo di ragione. C’è anzi da indignarsi: non esiste alibi che giustifichi una strage. Le sue deposizioni non meritavano la considerazione di nessuno, meno che mai quella delle autorità al servizio della giustizia. Chiaramente è naturale tentare di capire, ma qui c’è solo da condannare un gesto inammissibile, inaccettabile.

E’ stato solo un caso, che si sia inceppato il meccanismo di attivazione dell’ordigno: sappiamo che l’intento andava ben oltre, non credo siano dettagli di poco conto. Perché rivoltarsi contro quei ragazzi ignari e innocenti? Non esiste risposta. Due sono le cose, o Vantaggiato non è soggetto mentalmente equilibrato – e secondo gli inquirenti non ci sono le premesse per un riscontro di questo tipo – oppure le ‘giustificazioni’ addotte dall’inquisito non hanno reale consistenza.

Se ognuno sublimasse in modo così abbietto i torti e i contenziosi con la giustizia, il mondo sarebbe solo l’anticamera di un inferno dantesco. Io non trovo credibile neppure il modo in cui egli ha spiegato la dinamica dei fatti; sostenere che l’attentato davanti al tribunale, per questioni ‘logistiche’, era più difficile da mettere in atto, mentre la scuola era un obiettivo più ‘agevole’, beh, francamente, lascia perplessi. Non si concilia nemmeno con il suo pentirsi, l’improvviso ravvedimento e il pianto a dirotto davanti agli inquirenti, questa smania di violenza che avrebbe potuto davvero trasformarsi in tragedia immane, se l’ordigno fosse esploso quando i ragazzi si trovavano nell’ingresso dell’Istituto, giacché questo era il programma..

In un simile dramma c’è un intreccio fra trama e ordito che lascia troppi spazi all’enigma, alle sospensioni. Ma cosa significa “atto dimostrativo?” Il Vantaggiato doveva vendicarsi di una truffa subita da un imprenditore della zona, ma quest’ultimo, nel 2008, aveva già subito la sua ira con un altro attentato che lo aveva colpito e dal quale era stato salvato in estremis dopo alcuni giorni i coma.

Ci sono riflessioni su questa strana storia che vanno oltre ogni logica. E lascia anche perplessi il fatto che il Vantaggiato sia stato sospettato per il primo tentato omicidio, ma nessuno è andato oltre nelle indagini, pur essendoci stato il movente.

Il legale Franco Orlando, difensore del reo confesso, ha dichiarato che il suo assistito si è pentito e che non è il mostro che tutti credono sia.. Naturalmente qualora si applicasse il decreto 41 bis, ossia il carcere duro per i responsabili di strage – il Vantaggiato solo quest’obiettivo ha cercato di perseguire, senza il minimo scrupolo né pietà – durante il processo si cercherà di attenuare le responsabilità, nonostante abbia confessato i crimini dei quali era sospettato.

E’ chiaro che la giustizia applica la legge, e non segue fini di vendetta, ma di fronte ad atti così gravi, consapevoli, è necessario essere inflessibili. 

Virginia Murru


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