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Indagine sull’Europa: il Ponente savonese ha smarrito lo spirito di Ventotene

L’indagine del Pon “Tornare a Ventotene” dei ragazzi dell’Alberghiero di Alassio fotografa un Ponente savonese incerto sui benefici derivanti da quasi settant’anni di pace, egoista nel suo insieme ed al contempo incline a credere che i nuovi movimenti sovranisti e populisti possano nuocere all’Unione dei popoli europei.

Alassio. È tempo di valutazioni ed interpretazione dei dati per il progetto formativo incentrato sul potenziamento delle competenze di base in comunicazione, informatica e lingue straniere, ideato dalle docenti Barbara Mazzolli, Monica Barbera e Margherita Ratto che ha visto gli alunni del “Giancardi”, coordinati dagli esperti Marisa Guerra, Franco Laureri e dai tutor Elena Denegri e Liliana Sandri, sondare attraverso lo strumento del questionario oltre 800 persone del ponente savonese.

Una ricerca sul campo, quella del modulo Ventotene 1 e 2 del Pon-Fse per la scuola – competenze e ambienti per l’apprendimento 2014-2020 – azione 10.2.2 – un database per l’Europa, con un campione di riferimento, i partecipanti alle Giornate Fai di Primavera di Borgio Verezzi, e un campione eterogeneo di residenti e turisti di Alassio, Albenga, Laigueglia e Andora.

L’indagine nasce per misurare gli atteggiamenti, le opinioni e in generale il sentimento delle persone in relazione al senso di appartenenza all’Europa. In particolare, il questionario voleva confutare la tesi secondo cui più alto è lo status sociale e il grado d’istruzione e maggiore è il senso di appartenenza all’ Unione Europea. Al fine di verificarne la fondatezza del proprio assunto, l’indagine è stata svolta sui partecipanti alle giornate di primavera del Fai 2019 di Borgio Verezzi e confrontata con un pubblico eterogeneo, sempre nella stessa giornata, di residenti e turisti della cittadina del ponente ligure.

La ricerca, iniziata con un intervento dell’assessore alle politiche scolastiche Fabio Macheda sullo spirito di Ventotene, l’isola di confino dove Altiero Spinelli immaginava “Un’Europa libera e unita”, e proseguita con l’entusiasmo di un altro europeista convinto, Antonio Megalizzi, al quale il percorso formativo è stato dedicato, tira le somme tra grafici e tabelle e le sorprese non mancano.

Il sondaggio in larga parte strutturato sui vantaggi che l’Unione Europea ha garantito dai trattati di Roma in avanti, dalla pace alla libera circolazione di merci e persone, alla tutela dei diritti, alla solidarietà tra aree sviluppate e aree di crisi, ha evidenziato come I movimenti e i partiti nazionalisti e populisti per la maggior parte degli intervistati rappresentino una minaccia all’unione dei popoli europei, tranne ad Albenga, dove oltre il 50% non li ritiene ostativi al consolidamento del processo d’appartenenza  alla Ue. La ricerca ha evidenziato, in generale, che gli intervistati, per la maggioranza, si sentono in cittadini europei: sommando la percentuale di chi si ritiene molto e abbastanza cittadino europeo, si supera il 70% con percentuali oltre il 40% (molto) per i partecipanti al Fai e per niente gli albenganesi con il 20%.  Dall’indagine emerge una sostanziale conformità agli ultimi dati dell’Eurobarometro che dava una vasta maggioranza degli Italiani (64%) favorevoli a considerarsi appartenenti all’Unione Europea.

Un numero rilevante degli intervistati ritiene che l’Ue debba sostenere le aree più deboli per favorire lo sviluppo (molto per il 50%, con picchi del 60 % ad Albenga e Borgio Verezzi, abbastanza per 35 %); solo il 12% ritiene che non debbano esserci interventi in favore delle zone più svantaggiate dell’Unione. La libera circolazione delle merci e delle persone é considerata una caratteristica positiva, soprattutto per quanto riguarda i giovani e il processo di integrazione (circa 80% è molto o abbastanza d’accordo). Dimostrano scetticismo i dati relativi ai benefici che l’appartenenza all’Ue ha portato agli italiani: oltre il 60% ritiene che non siano stati significativi, tranne per gli intervistati di Borgio Verezzi, che si dimostrano europeisti più convinti. Tuttavia, oltre l’80% del campione è convinto che l’Unione garantisca maggiori diritti e tutele ai suoi cittadini.

La sorpresa arriva dai risultati sul quesito della pace che rivela un dato sorprendente: anche tra le generazioni over 50 la percentuale di intervistati che è totalmente d’accordo con il fatto che grazie alla nascita della comunità Europea i suoi membri abbiano potuto godere del periodo più lungo di pace che il continente abbia mai conosciuto, non supera il 18%, mentre tra gli under 20 è il 33% e tra gli under 40 è il 24%.

Terminata questa fase propedeutica, gli alunni, inizieranno il prossimo anno scolastico i percorsi didattici incentrati sulle lingue straniere: un gruppo sul tedesco e un altro sull’inglese. Saranno moduli pedagogici innovativi composti di attività laboratoriali e visite in aziende del comparto enogastronomico, supportati da esperti madrelingua che favoriranno la ri-scoperta, da parte dei partecipanti, dello spirito autentico del manifesto di Ventotene: un’Europa unita, solidale, libera e pacifica.
(C.S.)

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