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Incontro in Biblioteca con commoventi testimonianze. Ricordato Attilio Caprara, presidente dell’Archeogruppo “E. Jacovelli”

Massafra. Numerosi cittadini si sono ritrovati lunedì scorso presso la Biblioteca Comunale in un incontro organizzato dall’Archeogruppo “Espedito Jacovelli” per ricordare il presidente Attilio Caprara (scomparso lo scorso 24 agosto) che dal 2002 al 2009 è stato pilastro dell’associazione e memoria delle tante ricerche e campagne studio condotte nel territorio massafrese. E’ stato lui il primo direttore della Biblioteca Comunale, ove è stato ospitato l’incontro, incarico svolto gratuitamente, spinto dal suo grande amore per la cultura, come riportato anche nel fascicolo a lui dedicato dall’Archeogruppo, “Scritti editi ed inediti di Attilio Caprara”, contenente le testimonianze del fratello Roberto Caprara e di Giulio Mastrangelo e una rassegna di scritti editi ed inediti di Attilio Caprara.

L’incontro si è aperto con l’introduzione di Eleonora Rosa del direttivo dell’Archeogruppo con accanto l’avv. Giulio Mastrangelo e il prof. Roberto Caprara

E sono stati in tanti, tantissimi, che con la loro testimonianza hanno fatto rivivere Attilio Caprara come uomo di grande cultura. E tra questi: Raffaele Zanframundo, presidente della Pro Loco; Raffaella di Terra di Puglia, il Prof. Giuseppe Caggiano, Loris Rossi, l’ing. Mino Mottolese, l’archeologo Domenico Caragnano, Don Fernando Balestra, il presidente della Consulta delle Associazioni Pino Presicci, Raffaella Portararo della Nuova Hellas, il poeta Mimino Scaligina (che ha letto anche una poesia), il presidente del Circolo Filatelico Nino Bellinvia, la prof.ssa Barbara Woicechowska, l’assessore alla Cultura Antonio Cerbino (intervenuto anche come alunno);…

Nei loro interventi hanno, tra l’altro, messo in rilievo la sua  grandissima conoscenza degli insediamenti rupestri (fin da ragazzo aveva visitato le grotte con il fratello Roberto); la sua passione di fotografo (migliaia le foto scattate). E fra l’altro come autore dei pannelli della mostra sui siti rupestri di don Cosimo Damiano Fonseca; come incisore della testata de “L’Ago nel pagliaio”; come illustratore dei libri di padre Luigi Abatangelo e de “La Voce Nostra”; come esperto astronomo (nel 1986 la NASA lo coinvolse nello studio della Cometa di Halley); come uno degli inventori del Carnevale; come socio fondatore della Pro Loco; come oratore in numerose conferenze su vari argomenti; come autore di scritti di storia, di archeologia, di fisica, di geografia, di topografia storica, di zoologia, di botanica… Ed altro ancora.

Nel corso della serata ci sono stati anche tre apprezzati intervalli musicali con brani eseguiti al flauto (M° Cosimo Maraglino) e al violino (Maestra Carmela Greco e Federica Strusi).

Nel corso della serata presentato il fascicolo dedicato ad Attilio Caprara che, scelta da Giulio Mastrangelo che ha curato la pubblicazione, un’opera di Nicola Andreace, realizzata e dedicata “Ad Attilio Caprara, amico d’infanzia e presidente dell’Archeogruppo di Massafra, 7 aprile 2004” con la didascalia “ Un bambino, immerso nei suoi sogni, guarda da una finestra un suggestivo scorcio di Massafra, ne assorbe l’incanto dei colori, dei profumi, delle voci, che diventano tracce della nostra lunga amicizia, vivificata e rinvigorita dalla poesia dei ricordi comuni di ieri e dalle convergenze culturali di oggi. Auguri, Attilio per i nostri settant’anni! Con affetto fraterno. Nicola Andreace”.

Nella seconda parte della commovente serata c’è stata la proiezioni di un video con l’intervento di Giulio Mastrangelo ad illustrare vari siti rupestri con guida Attilio Caprara. Ha anche detto che Attilio dalla sua cattedra ha ancora tante cose da darci.

E’ intervenuto anche Roberto Caprara dicendo che Attilio è stato un punto nella sua vita, compagno e non solo fratello.

Ed a fine serata Carmela Sforza ha ringraziato per il grande affetto che tutti continuano a dimostrare a lei e famiglia ed ha consegnato a Angela Resta, riportata in un quadro, la magnifica opera di Andreace, pubblicata in copertina del fascicolo.

A concludere è stato il figlio Antonio ricordando che è stata una fortuna per lui e per la sorella Mariangela aver avuto un padre come lui.

Nella foto il libro con in copertina un’opera di Nicola Andreace.
(Nino Bellinvia)

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