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In provincia di Imperia chiuderanno 1.600 negozi, situazione tragica del commercio ponentino

Imperia. Grande preoccupazione nella Riviera di Ponente per il settore commerciale: in provincia di Imperia infatti oltre 1600 imprese cesseranno l’attività entro l’anno. Ad annunciare un dato così allarmante è stata una ricerca commissionata dalla Confcommercio.

Entro la fine dell’anno 1.615 imprese cesseranno la propria attività in provincia di Imperia. Un’analisi allarmante messa in luce da Format Research che ha effettuato uno studio sull’andamento economico che è stato presentato nella Sala degli Specchi del Comune di Sanremo.

Chiuderanno 1.223 imprese del terziario (contro le 1.725 dell’anno scorso) e 392 del comparto manifatturiero e delle costruzioni (contro le 593 del 2013). “Il nostro settore è pronto ad investire- ha detto Enrico Lupi, presidente provinciale Confcommercio- ma anche i Comuni devono sostenerci in questa guerra contro la crisi economica”.

Secondo le previsioni, da qui alla fine dell’anno, le iscrizioni saranno 1.037 contro le 993 del 2013 nel terziario e 343 contro le 344 dell’anno precedente nel settore manifatturiero e delle costruzioni.

“Come si nota – prosegue Lupi – è sempre più alto il numero delle imprese che chiudono per sempre i battenti e questa situazione è decisamente grave e pesante. Contro il perdurare stato di crisi che ha investito la provincia di Imperia mettiamo in campo tutte le nostre risorse e volontà. Iniziamo con i Centri Commerciali Naturali per garantire la sopravvivenza del nostro comparto, ma speriamo che anche altri settori come il turismo e l’artigianato possano investire. A questo pinto è necessario che a questi sforzi si aggiungano anche quelli delle amministrazioni comunali che devono fare la loro parte con investimenti adeguati a cominciare dall’arredo urbano e da una migliore vivibilità. Solo con un’azione sinergica e comune possiamo davvero sperare di invertire la rotta”.

Attualmente gli occupati della provincia di Imperia si distribuiscono i 33.207 nelle 17.525 micro-imprese, 7.840 nelle 470 piccole imprese, 1.694 nelle 19 medie imprese e 1.779 nelle 5 grandi imprese. Gli occupati in Italia sono 16 milioni, circa 430 mila lavorano presso le imprese della Liguria e di queste bene 45 mila presso le imprese extra agricole della provincia di Imperia.

Nell’Imperiese gli occupati nel settore del commercio sono 12.425, preceduti dai 14.335 dei servizi e seguiti dalle costruzioni che si attestano a quota 6.717. In provincia attualmente operano 4.765 imprese commerciali, 1.944 sono quelle turistiche, 6.956 nei servizi. Il totale, compreso quelle delle costruzioni e del settore manifatturiero, è di 18.019 imprese attive. L’analisi del peso economico in provincia di Imperia parla chiaro: Il 75, 8 % è rappresentato dal terziario, il 24, 2 % dall’industria. Il valore aggiunto in termini percentuali si attesta quindi sull’85 5 nel terziario e del 15 % nell’ industria. Ma a preoccupare è il tasso di disoccupazione. Secondo la ricerca commissionata da Confcommercio Imperia è addirittura il doppio rispetto al 2005. In Italia è pari al 12,3% ed è in egual percentuale nell’Imperiese: 12,2%.

Secondo Pierluigi Ascani, presidente di Format Research la causa maggiore della disoccupazione è dovuta “ad una pressione fiscale che tiene col freno a mano tirato la ripresa economica. La quasi totalità delle imprese del commercio, del turismo, dei servizi della provincia di Imperia considera aumentata la pressione fiscale rispetto a due anni fa. Secondo il 56,7% è aumentata, un 35,7% dice che è molto aumentata e solo 1,4 % sostiene che è diminuita”. Questa situazione è percepita analogamente in tutta la provincia e soprattutto a Sanremo dove i commercianti temono che l’apertura di un outlet in Valle Armea possa provocare altre perdite di imprese sul territorio comunale.

“È vero le tasse pesano in maniera determinante sull’economia delle nostre aziende – conclude Gianni Ostanel, presidente di Confcommercio Sanremo – In queste condizioni non siamo in certo in grado di assumere personale. Ma la nostra più grande preoccupazione è determinata dall’aumento del commercio abusivo e della contraffazione e ora anche della grande distribuzione. Il Comune di Sanremo deve considerare questo nostro grido d’allarme e invertire il senso di marcia: per far sopravvivere l’economia e il commercio locale non deve autorizzare l’apertura di un outlet in città”.
(Claudio Almanzi)

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