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In distribuzione “Il Foglio volante” di luglio

È pronto “Il Foglio volante” di luglio, questo mese con piú pagine del solito. Vi compaiono, oltre alle solite rubriche, testi di Bastiano, Loretta Bonucci, Lorenzo Bracco, Serena Angela Cucco, Carla D’Alessandro, Giuditta Di Cristinzi, Antonio Di Filippo, Lino Di Stefano, Vito Faiuolo, Amerigo Iannacone, Pierangelo Marini, Adriana Mondo, Giuseppe Napolitano, Giorgio Pagano, Fryda Rota, Benito Sablone, Patrick Sammut, Vincenzina Scarabeo Di Lullo, Adolf P. Shvedchikov, Gerardo Vacana, Dario Voltolini.

Ricordiamo che per ricevere copia saggio, ci si può rivolgere a: fogliovolante@libero.it oppure al numero telefonico 0865.90.99.50. Per ricevere regolarmente il giornale in formato cartaceo è necessario abbonarsi. L’abbonamento – che dà diritto a ricevere tre libri omaggio per un prezzo di copertina superiore al costo dell’abbonamento (18 euro) serve anche a sostenere un mensile letterario e di cultura varia che non ha altre forme di finanziamento.

Riportiamo, qui di seguito, un testo dalla rubrica “Appunti e spunti – Annotazioni linguistiche”, una poesia di Benito Sablone e una nota di Giorgio Pagano.




Appunti e spunti

Annotazioni linguistiche

di Amerigo Iannacone


Nevica, nella tundra?

Leggo sul vocabolario alla voce “Pianura”: «Ampia estensione di terreno pianeggiante». Allora quando – d’inverno spesso – si sente in televisione, durante le previsioni del tempo: «Possibilità di nevicate anche in pianura», vien da pensare: “Perché, la neve di solito cade solo in zone scoscese? Ha forse delle remore a posarsi nelle zone pianeggianti? Quindi dobbiamo concludere che nella tundra non nevica mai?»

Ma forse volevano dire: «Possibilità di nevicate anche a bassa quota». Quasi come se “pianura” significasse “bassa quota”.




Nulla finirà

Sull’abisso della finestra

la pioggia dissolve

l’iride d’ogni parola

– e ogni cosa rimane incompiuta

tra l’una e l’altra stagione

Il libro che mi aiuta

scandisce le sue parole

non le mie

– le mie non bastano per dire

che ho timore

che nulla finirà

Benito Sablone

Chieti


Nandomeliconizzazione

Riportiamo una nota di Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto. Altro sui siti: www.patriaeuropea.it, www.democrazialinguistica.it. Era Onlus, Associazione per la democrazia linguistica – Italia: Via di Torre Argentina, 76 -00186 Roma; Belgio: 54 Rue du Pepin -B-100 Bruxelles; Usa: United Plaza, Suite 408 -10017 New York; Brasile: Fazenda Bona Espero, Alto Paraiso de Gojas-GO. Tel. 06.68.97.97.97.


Nella notte degli Oscar, nessuno ha ricordato Sordi nel decennale della scomparsa, eppure era stato il primo “americano a Roma”, cittadino onorario di Kansas City del 1955. Il fatto è singolare, data l’attenzione con la quale gli americani guardano ai nostri grandi Maestri del cinema.

Invece, in Italia, tutta la classe dirigente si è fermata al 1954, si è nandomeliconizzata al punto che dal prossimo anno, a 60 dall’uscita di uno dei 100 film italiani da salvare, il Politecnico di Milano vieterà l’uso dell’italiano nell’insegnamento, costringendo gli italiani al solo inglese. Ma il Rettore senza la C del Polimi è l’ultimo di una fila di Nando Meliconi alle vongole. Oltre ad Azzone c’è il Ministro Profumo, che da Rettore del Politecnico di Torino aboliva le tasse universitarie agli italiani che rinnegavano la loro lingua madre per l’inglese; c’è la Gelmini che ha imposto la certificazione del First Certificate d’inglese per potere insegnare qualunque materia nelle scuole italiane; c’è Berlusconi e le sue 3 I, che voleva fare dell’inglese “la seconda lingua madre” degli italiani; c’è Giannino che millantava titoli all’Università di Chicago per farsi importante; c’è Grillo che vuole insegnare l’inglese ai bambini di tre anni e magari anche nella culla. Awanagana…

È dal 1993 che i Radicali si battono contro la follia del monopolio linguistico inglese che consegna ogni anno più di 350 miliardi di euro per la tassa inglese alla Gran Bretagna.

Da oltre 25 anni l’Associazione Radicale Esperanto indica la via salvifica per le lingue del mondo e federalista per la costruzione europea, nell’apprendimento dell’Esperanto lingua comune della razza umana.

Con la dittatura linguistica inglese che scalza dalla sua patria l’italiano siamo giunti all’assurdo piú totale: l’Italia dà battaglia in Europa contro il brevetto comunitario e i bandi di concorso, in quanto ci sottometterebbero al trilinguismo anglo-franco-tedesco, mentre contemporaneamente le nostre forze politiche scardinano dall’interno la Costituzione e l’essenza stessa dell’essere italiani imponendo al Paese un processo colonialistico straniero destinato a rendere integralmente anglofona l’istruzione superiore italiana.

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