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Imperia, Turbativa d’asta. GdF esegue 4 ordinanze di misure cautelari

Imperia. Nella mattinata odierna il Nucleo di Polizia Tributaria di Imperia ha eseguito quattro ordinanze di misure cautelari personali, di cui una in carcere, emesse nei confronti di soggetti colpevoli di aver sistematicamente “svuotato” una serie di società, di volta in volta opportunamente costituite e di aver “turbato” una gara di appalto indetta da un Comune dell’entroterra imperiese.

I provvedimenti restrittivi giungono al termine di indagini eseguite dalle Fiamme Gialle imperiesi riguardanti la gestione di diverse società, operanti tutte nel settore edilizio, nelle quali il sodalizio aveva cointeressenze.

In particolare, le indagini, anche di carattere tecnico, hanno accertato l’occultamento di risorse finanziarie da una società fallita per un ammontare pari a circa 1.180.000,00 di euro mediante prelievi ingiustificati dai conti correnti bancari societari, nonché la distrazione di beni strumentali per complessivi € 118.000,00 a favore di una delle società riconducibile allo stesso sodalizio criminale e prossima al fallimento.

Le investigazioni hanno individuato un preciso “modus operandi” posto in essere dagli indagati che erano usi “spogliare” progressivamente le loro società, facendo migrare gli “asset” (trasferimento mezzi d’opera, passaggio dei dipendenti, continuazione di lavori in appalto, ecc.) verso nuove compagini via via create, formalmente riconducibili a “teste di legno”, ma di fatto direttamente amministrate.

Rilevante importanza riveste la circostanza secondo cui la condotta delittuosa posta in essere dal gruppo criminale ha consentito a soggetti vicini al “boss di mafia” Matteo Messina Denaro,  di insinuarsi all’interno di appalti pubblici.

Le indagini hanno accertato numerose nomine risultate fittizie, tutte di breve durata, di amministratore unico di una delle società, con l’unica finalità di ovviare ai previsti controlli antimafia della Prefettura consentendo la partecipazione a gare di appalto pubbliche, facendo ricorso ad anomali ribassi d’asta, anche superiori al 40%, giustificati dalla presentazione di preventivi di comodo redatti da imprese controllate e/o riconducibili al medesimo sodalizio.

Dopo l’esclusione dalla citata gara di appalto da parte del Comune di Pieve di Teco, è stato appiccato il fuoco alla porta d’ingresso del Comune medesimo, mediante spargimento di gasolio, determinando il sorgere di un pericolo d’incendio.

Sono in corso perquisizioni nell’Imperiese e in Provincia di Agrigento.
(C.S.)

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