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Imperia. Ligustro dona cinquemila matrici e duemila libri alla biblioteca Lagorio

Imperia. Una donazione dal valore inestimabile è stata donata ieri, con una cerimonia ufficiale, svoltasi presso la Biblioteca “Lagorio”, dall’artista di fama mondiale Giovanni Berio, al Comune di Imperia. Cinquemila matrici oltre duemila libri d’ arte centinaia di faldoni, documenti, lettere, filmati ed articoli che raccontano la lunga e fenomenale carriera artistica del più grande maestro di arte orientale di tutto l’Occidente.

A presentare l’artista e la mostra sono stati il critico d’arte Vittorio Coletti, il curatore del materiale artistico di “Ligustro” Francesco Berio, figlio dell’artista e l’ex sindaco di Imperia, ora assessore Paolo Strescino.

L’evento è stato reso possibile grazie alla generosità della famiglia Berio, alla disponibilità del Comune di Imperia, della direttrice della biblioteca di Imperia Silvia Bonjean e di tutto il personale della Biblioteca “Leonardo Lagorio”, delle fondazioni Italia Giappone e “Mario Novaro”.

“La donazione – ci ha spiegato Francesco Berio – consiste in oltre 5 mila legni incisi, circa 2000 libri d’arte e di letteratura italiana, giapponese, cinese ed araba, circa 20 faldoni di corrispondenza con illustri esponenti di fama internazionale, varie calligrafie giapponesi, l’archivio completo di una vita artistica e varie opere d’arte personali e di altri autori. Un patrimonio che da oggi sarà a disposizione di studiosi ed appassionati d’arte”.

Nato ad Imperia nel 1924, Ligustro si è dedicato dal 1986 esclusivamente allo studio della xilografia policroma giapponese e delle sue tecniche Nishiki-e in uso nel Periodo Edo (1603-1868) realizzandone la stampa a mano sulle preziose carte prodotte in Giappone ancora con antichi metodi artigianali e utilizzando molteplici colori.

“Questi ultimi – ci ha spiegato il professor Vittorio Coletti – si ottengono mediante la composizione di diverse polveri e foglie di argento e di oro, polveri di perle di fiume, frammenti micacei, conchiglie di ostriche macinate, terre colorate ed altri procedimenti inventati proprio da Ligustro”.

Giovanni Berio, noto in arte come Ligustro, è oggi considerato uno dei più noti artisti liguri al mondo. Vive e lavora ad Imperia: “Sono un autodidatta – ci ha detto Ligustro – disegno e dipingo da sempre. All’età di sessantatré anni mi sono dovuto ricostruire una nuova vita. Dopo una esistenza dedicata al lavoro, nel quale, ora capisco, avrei dovuto spendermi di meno, per gestire costruzioni di impianti di lavorazione dell’olio nel Mediterraneo, ed in conseguenza di un brutto infarto, mi sono trovato a ricominciare da capo. Ricordo che ero fra la vita e la morte, quando nel momento di massima crisi fisica ho visto scorrere nella mia mente tanti colori. Potrei anche pensare di essere finito in un’altra dimensione tanto è stata intensa quella visione”.

Ed in effetti in Giappone, dove Ligustro è considerato il più grande Maestro grafico vivente, si ritiene che l’artista sia l’incarnazione del grande Hokusai e che rappresenti il 55simo stile del maestro giapponese, mentre la casa-studio imperiese di Ligustro sarebbe la novantatreesima casa di Hokusai.

“Ligustro è considerato – commenta lo scrittore ed editor genovese Armando D’Amaro – il più grande incisore vivente di xilografie policrome secondo la tecnica giapponese. Le sue opere sono un tripudio di colori. Certe sue realizzazioni hanno richiesto la composizione di quasi duecento legni-matrici e la sua capacità più grande è quella di sapere trasmettere oggi, con serenità e saggezza una cultura antica così lontana da noi. Insomma è riuscito davvero a trovare, come ha suggerito ieri, in un articolo su “La Repubblica” il professor Vittorio Coletti, un equilibrio ideale tra Oriente ed Occidente”.

Ligustro è maestro nella tecnica Ukiyo-e, fiorita in Giappone dal 1600 al 1800, e recepita anche in occidente, specie a livello figurativo e iconografico dall’ impressionismo al Liberty. In Giappone era una lavorazione collettiva che, dal disegno all’ incisione del legno e alla colorazione realizzava stupende stampe policrome. Ligustro l’ha riformata modificando tecnica e strumenti, trovato materiali nuovi. Oggi è in grado di realizzare stampe con una gamma infinita di colori. Ligustro realizza pochissime tirature delle sue opere, spesso solo quattro, che non vende e tiene per sé e i suoi figli, disinteressato al denaro.

“Del resto – conclude Ligustro – a quale prezzo dovrebbero essere vendute tenuto conto dei mesi di lavori che ognuna richiede. I temi che più mi interessano sono la luce, la vita, la felicità, l’amicizia, la famiglia e la sua armonia, l’educazione e la cultura, la natura e la bellezza femminile”.
(Claudio Almanzi)


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