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Imperia. Ligustro: 4mila matrici alla Biblioteca Leonardo Lagorio


Imperia. Oltre quattro mila legni incisi e più di duemila libri d’ arte verranno donati dall’artista imperiese di fama mondiale “Ligustro” alla Biblioteca comunale di Imperia.
La cerimonia ufficiale di consegna avverrà domani pomeriggio, alle ore 16, nella sala convegni della Biblioteca “Leonardo Lagorio”, con il patrocinio delle fondazioni Italia Giappone e “Mario Novaro”.
Nell’occasione si svolgerà una vera e propria presentazione dell’ immensa opera del grande artista Giovanni Berio in arte Ligustro. I legni incisi rappresentano una donazione dal valore inestimabile, mentre i circa 2mila libri d’arte e di letteratura italiana, giapponese, cinese e araba, sono altrettanti rilevanti, così come gli oltre venti faldoni di corrispondenza con illustri esponenti di fama internazionale, varie calligrafie giapponesi, l’archivio completo di una vita artistica e varie opere d’arte personali e di altri autori. Giovanni Berio, noto in arte come Ligustro, è oggi considerato uno dei più noti artisti liguri al mondo. Vive e lavora ad Imperia: “Sono un autodidatta – dice Ligustro – disegno e dipingo da sempre. All’età di sessantatré anni mi sono dovuto ricostruire una nuova vita. Dopo una esistenza dedicata al lavoro, nel quale, ora capisco, avrei dovuto spendermi di meno, per gestire costruzioni di impianti di lavorazione dell’olio nel Mediterraneo, ed in conseguenza di un brutto infarto, mi sono trovato a ricominciare da capo. Ricordo che ero fra la vita e la morte, quando nel momento di massima crisi fisica ho visto scorrere nella mia mente tanti colori. Potrei anche pensare di essere finito in un’altra dimensione tanto è stata intensa quella visione”. E’ forse proprio da questo che è nato in lui il grande amore per il colore, tanto che alcune sue creazioni sembrano proprio un omaggio alla grandezza del colore. Da quel momento è ricominciata per me una nuova ed importante opportunità volta alla riscoperta dei valori di semplicità e di amore per la vita con l’obiettivo di dare gioia, oltre che a me stesso, anche a chi ne fosse interessato”.
Ligustro, che è nato ad Imperia nel 1924, si dedica dal 1986 esclusivamente allo studio e alla pratica della xilografia policroma giapponese e delle sue tecniche “Nishiki-E” in uso nel Periodo Edo, con la quale realizza bellissimi esemplari stampati a mano con antichi metodi artigianali su preziose carte prodotte ancora oggi in Giappone.
“Ligustro è considerato – dice lo scrittore ed editor Armando D’Amaro, appassionato d’arte e collezionista – il più grande incisore vivente di xilografie policrome secondo la tecnica giapponese. Insieme a Carlo Bertolino, il grande incisore alassino scomparso due anni or sono, è stimato un vero maestro di quest’ arte sempre attuale. Le sue opere sono un tripudio di colori. La sua capacità più grande è quelle di sapere trasmettere oggi, con serenità e saggezza una cultura antica così lontana da noi. Insomma è riuscito davvero a trovare un equilibrio ideale tra Oriente ed Occidente”.
Ligustro è maestro nella tecnica Ukiyo-e, fiorita in Giappone dal 1600 al 1800, e recepita anche in occidente, specie a livello figurativo e iconografico dall’ impressionismo al liberty. In Giappone era una lavorazione collettiva che, dal disegno all’ incisione del legno e alla colorazione realizzava stupende stampe policrome. Ligustro l’ha riformata modificando tecnica e strumenti, trovato materiali nuovi. Oggi è in grado di realizzare stampe con una gamma infinita di colori. Ligustro realizza pochissime tirature delle sue opere, spesso solo quattro, che non vende e tiene per sé e i suoi figli, disinteressato al denaro.
“Del resto – conclude il Maestro – a quale prezzo dovrebbero essere vendute tenuto conto dei mesi di lavori che ognuna richiede. I temi che più mi interessano sono la luce, la vita, la felicità, l’amicizia, la famiglia e la sua armonia, l’educazione e la cultura, la natura e la bellezza femminile”.
Il patrimonio culturale ed artistico di Ligustro comunque non andrà perduto. Il grande e generoso maestro infatti ha deciso di donarlo alla biblioteca civica imperiese, mentre la sua arte non scomparirà, ma proseguirà grazie a due suoi allievi: si tratta di Stefania Semolini, in arte Edhèra e Nella Ponte, in arte Hellory, due artiste che l’hanno seguito con passione ed imparato da lui questa sua straordinaria arte xilografica.
(Claudio Almanzi)



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