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ILVA. Gip concede autorizzazione vendita di coils, tubi e bramme sequestrati dalla Guardia di finanza

Taranto. «Un atto di forte responsabilità in linea con quanto chiesto, ripetutamente, in questi mesi da noi». È Positivo il giudizio espresso dal segretario generale della Fim-Cisl di Taranto, Mimmo Panarelli, circa l’autorizzazione concessa, dal Gip Patrizia Todisco, di vendita di coils, tubi e bramme sequestrati dalla Guardia di finanza il 26 novembre 2012. «Un atto di forte responsabilità in linea con quanto chiesto, ripetutamente, in questi mesi da noi.

Aver sbloccato la commercializzazione di quell’acciaio, affidando la vendita ai custodi (dice Panarelli) oltre ad evitare la svalutazione di quel prodotto, dovuta ad un suo deterioramento nel tempo, permetterà all’Ilva di soddisfare le commesse esistenti, mantenendosi viva sul mercato, scongiurando, quindi, che l’attenzione degli acquirenti possa ricadere verso altri mercati, in quanto ritenuti verosimilmente più affidabili».Man mano che la produzione, già oggetto del sequestro, sarà venduta, i magazzini attualmente occupati saranno sgombrati: «Condizione che, non appena verranno liberate le aree (auspica Panarelli – potrà favorire la ripartenza degli impianti dell’area a freddo, con il conseguente rientro in attività di molti lavoratori».

Fatta salva la vecchia produzione, la Fim pensa al presente e al futuro produttivo dello stabilimento: «Presente e futuro (sottolinea il segretario) che è strettamente legato all’applicazione dell’Autorizzazione integrata ambientale. L’Ilva deve accelerare il processo di adeguamento impiantistico alle prescrizioni presenti nell’Aia».Al riguardo, l’incontro tenuto ieri, 14 febbraio, in Prefettura, con il garante nominato dal Governo per il monitoraggio delle prescrizioni contenute nell’Aia per l’Ilva, Vitaliano Esposito, assume un aspetto importante.

«Siamo convinti che, attraverso la figura del garante (sostiene Panarelli) sarà possibile facilitare il processo di bonifica, attuando l’Aia. L’Ilva ormai non ha alternative alla messa a norma degli impianti».Occorre, dunque, voltare pagina, attraverso un percorso volto alla tutela della salute, dell’ambiente, del lavoro e della sicurezza dei lavoratori: «Se l’Ilva mostrerà sintonia con le azioni intraprese da Procura e Governo, sicuramente sarà in grado di aprire una pagina nuova per conciliare, in maniera trasparente, industria e territorio. Lo abbiamo sempre sostenuto e continueremo a farlo all’infinito: a Taranto, così come in altre parti d’Europa (conclude Mimmo Panarelli) produrre nel rispetto dell’ambiente si può, basta rispettare le normative in materia».

Nella foto Mimmo Panarelli, segretario generale della Fim-Cisl di Taranto.
(N.B.)

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