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Il secondo numero 2014 de “La Gazzetta del Profeta Sanremese”

Firenze. Oltre il “Daily Prophet” di Harry Potter, ecco “La Gazzetta del Profeta Sanremese”.

Questo magazine (frutto della collaborazione tra i ragazzi del corso di giornalismo musicale che Giancarlo Passarella gestisce al Liceo Classico Galileo di Firenze) consta di due numeri: questo che state leggendo è quello conclusivo… il secondo dei due! Vi chiedo la cortesia di analizzarlo, perchè i 17/18enni che hanno firmato i vari articoli, saranno i critici del futuro, ma sono anche i consumatori attuali di musica. Contiene comunque due gradite ospitate: Antonio Ranalli (partito dai fan club, laureatosi su di loro ed ora in Rai) e Michele Bovi (dirigente di Viale Mazzini, ma con una formazione musicale conclamata, anche in ambito collezionistico).

Nel dettaglio questo secondo numero contiene i seguenti articoli:

° Lirica ed attualità sanremese di Laura Nascimbene

° 150 volte Arisa di Michele Bovi

° Io c’ero a Sanremo di Antonio Ranalli

° Mati dopo Sanremo di Matilde Tognaccini

° Scrivendo controvento di Francesco Rainero

° Le critiche all’edizione 2014 di Arianna Galli

Lirica ed attualità sanremese di Laura Nascimbene

Sanremo punta sul sicuro con brani che ritrovano una tematica comune senza tempo, cantando d’amore e di nostalgia per storie passate. Tanta melodia, tanta musica che rende le voci protagoniste ma che non fa dimenticare come l’attualità sembri restare ancora una volta fuori dai testi. Sorprende la sezione Giovani dimostrandosi più coinvolta, dove il rap di Rocco Hunt incontra la denuncia sociale e si aggiudica il primo posto.

150 volte Arisa di Michele Bovi

Ha vinto Arisa con Controvento, titolo che conta nutriti precedenti, 150 in tutto, compresi quello di Filipponio del 1981, quello di Antonella Ruggiero del 1999, quello di Anna Oxa del 2001 e per ultimo il Controvento di Eros Ramazzotti del 2009. Nel calcolo dei precedenti in testa a tutti c’è Ora di Renzo Rubino che nei registri della Siae compare già 426 volte: nella stessa storia del Festival di Sanremo c’è un’altra “Ora”: scritta da Donatella Rettore ed eseguita da Dora Moroni nell’edizione 1978; ma erano intitolate “Ora” anche una canzone di Bruno Martino del 1966, di Eros Ramazzotti del 1985 e di Jovanotti del 2011. Sono 255 invece le canzoni depositate con il titolo “Lentamente”, come il secondo brano presentato da Arisa (che si è cautelata aggiungendo un sottotitolo tra parentesi: “il primo che passa”, a sua volta titolo di un brano inciso nel 1974 da Nancy Cuomo per la colonna sonora de “Il viaggio”,  l’ultimo film diretto da Vittorio De Sica): una “Lentamente” compariva nell’album di esordio di Angelo Branduardi (1974), l’ultima in ordine cronologico è del 2003, incisa da Niccolò Fabi. “Da lontano”, titolo di una delle due canzoni di questo Sanremo per Antonella Ruggiero, è stato depositato anteriormente 90 volte: anche per un brano di Gino Paoli nel 1986, o di Eduardo De Crescenzo nel 1985. Sono 33 i precedenti per “Pedala” di Frankie Hi-nrg; 32 per Invisibili di Cristiano De André; 26 per “Così lontano” di Giuliano Palma; 7 per “Nel tuo sorriso” di Francesco Sarcina; 3 per “Prima di andare via” di Riccardo Sinigallia (popolare quello di Neffa del 2003); nel 1965 la popstar americana Larry Finnegan incise una “Quando balliamo” stesso titolo del secondo brano presentato in questa edizione sanremese da Antonella Ruggiero. E oltre a “Ora” c’è un altro trascorso specifico, ovvero un’altra canzone presentata con lo stesso titolo proprio al Festival di Sanremo: è “In questa città” di Francesco Sarcina, l’antecedente fu composta da Pino Daniele e interpretata nell’edizione del 1991 da Loredana Bertè. Per la cronaca il titolo “In questa città” è a quota 41 depositi: spicca su tutti l’omonimo scritto da Franco Califano ed Edoardo Vianello per i Ricchi e Poveri nel 1970

Io c’ero a Sanremo di Antonio Ranalli

Nel 2006 ho avuto la possibilità di lavorare per la prima volta al Festival di Sanremo ed alcuni degli artisti a me più cari erano in gara: i Nomadi, mentre tra i giovani c’erano due ragazzi che seguivo: Riccardo Maffoni e Simone Cristicchi. I Nomadi con il brano Dove si va sin dalla prima serata sbancarono: alla fine vinse Povia per pochi voti. I fans un po’ ci rimasero male, ma poi nelle classifiche l’unico disco sanremese a vedersi nei piani alti fu proprio quello dei Nomadi. Diversa invece la gara dei giovani. Davo per scontata la vittoria di Cristicchi, che conosceva bene sin da prima dell’uscita del suo primo disco. Il suo pezzo Che bella gente era perfetto. Quando tutti davano per certa la sua vittoria, ecco che, forte del televoto regionale, ecco spuntare la vittoria di Riccardo Maffoni. In pratica tutta Orzinuovi (la sua città) ha votato per lui. Francamente non saprei descrivere il mio stato d’animo, conoscendo entrambi i finalisti. Fortunatamente Simone si sarebbe rifatto ampiamente al Festival di Sanremo 2007, con la vittoria meritata nella categoria “Big” (questa volta senza distinzioni di categoria) con Ti regalerò una rosa. E anche in quell’occasione io c’ero!

Mati dopo Sanremo di Matilde Tognaccini

Sanremo è Sanremo, ma la musica è anche altro. Il talento emergente che profuma di toscana, non Matteo Renzi, ma Mati, anche se appena inserita nel panorama musicale italiano, sembra aver trovato la chiave universale per aprire non solo la porta della musica, ma anche il portone del cinema. Sarà infatti dietro le quinte del prossimo film di Carlo Verdone, che l’ha espressamente voluta come interprete e anche come autrice della colonna sonora della sua prossima pellicola, che per ora resta top secret. Che dire, se non Ciak si gira…. Mati! Ma avrete capito che sto solo fantasticando con la mia fantasia…

Scrivendo controvento di Francesco Rainero

E’ stato un Sanremo stupefacente, certo, in negativo e in positivo, ma per qualcosa davvero straordinario. Parlo dei testi, che mai come quest’anno sono stati il vero cuore dei pezzi in gara. Non per nulla nel cast c’erano nomi come De André, che ha trafitto il cuore di tutti, critici in primis, con la sua Invisibili e Ron, che ha visto eliminata la sua elegantissima Un abbraccio unico. Parterre d’eccezione anche tra gli autori: Simone Lenzi per la Ruggiero, Elisa per Renga, la Donà per la vincitrice Arisa, gli inattesi Perturbazione e l’onnipresente (e onnipotente) Casalino. Insomma, parole da leggere e da ascoltare, da amare, e, finalmente, di cui non si può fare veramente a meno!

Le critiche all’edizione 2014 di Arianna Galli

Questo festival ha ricevuto molte critiche. Partendo dal monologo della Littizzetto sulla bellezza, si può dire che è stato ben poco in confronto a quello spettacolare sulle donne dell’anno passato. Tuttavia è un Festival che ripercorre le tappe più belle dal passato ad ora, passando da formidabili personaggi come Carrà, Kessler, Gino Paoli, Arbore, Ligabue per poi arrivare a giovani talenti, lo scozzese Paolo Nutini, che porta in scena oltre ai suoi brani un po’ blues, ‘Caruso’ di Dalla, l’orgoglio del nuoto, Cagnotto e Dallapè, la bella Laetitia Casta e il superospite Stromae, attore, cantante e chi ne ha più ne metta! Non dimentichiamoci gli eccezionali interventi del coro del flash mob … insomma un Festival che aspira al bello e al nuovo; speriamo che l’evoluzione continui!

Nelle foto: Riccardo Maffoni e Simone Cristicchi; Arisa; Rocco Hunt.

Giancarlo Passarella

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