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Il prof. Roberto Caprara ha presentato presso il Palazzo della Cultura di Massafra il Bollettino “Archeogruppo 6”

Massafra. Sabato scorso, 21 marzo, all’interno del Palazzo della Cultura è stato presentato il Bollettino “Archeogruppo 6” 2015, occasione questa inserita nell’ambito del 40° anniversario dell’associazione. Introdotto dalla presidentessa Maria Renzelo, il professor Roberto Caprara ha esposto il contenuto dell’apprezzata opera, dedicata al fratello Attilio. Tra i saggi inseriti nel tomo (268 pagine più doppia copertina con foto della masseria e del vigneto giardino Amastuola), due sono dedicati a Massafra. Nel primo, scritto dal professor Caprara, si parla della Chiesa rupestre di Santa Marina, che si apre sul fianco orientale della Gravina di San Marco, ed escavata nell’Alto Medioevo, non più tardi dell’VIII – IX secolo. Nella calotta centrale dell’abside principale vi sono affrescati il Cristo Pantocratore ed i personaggi della Déisis: la Vergine ed il Precursore. Gli altri arredi pittorici sono composti da: un altro Pantocrator e Déisis, questa volta sulla parete nord del presbiterio, composto dal Cristo Giudice, da Giovanni Battista e dalla Vergine; i Santi Paolo e Sabino nell’angolo in alto fra l’archivolto meridionale del triforo e la parete dell’aula; tre raffigurazioni di Santa Marina sulla parete nord dell’aula (in una di esse la santa è chiamata col suo nome latino, ovvero Margherita) e sul piedritto nord dell’arco sinistro del triforio; una devota con candela sotto il pannello con Santa Margherita. Notevole ed importante è altresì il corredo di iscrizioni (dipinte, incise e graffite). In primis, nella parte alta dell’abside centrale si legge la, rozza nell’esecuzione, dedicazione della chiesa: SEPTIMO DIE INTRANTE | MENSE DECEMBER | EDIFICATUM (EST) AL | TARE HOC IN [HO]NORE | BEATE MARINE; sono inoltre da citare le iscrizioni dedicatorie dell’altare destro (prima a San Sabino, poi a San Basilio, ed infine nuovamente a San Sabino), l’iscrizione sul pilastro sinistro, quella nell’abside sinistra, le iscrizioni della Déisis e sugli altri dipinti, nonché le incisioni ed i graffiti rappresentanti croci (ad incominciare dalle tre equilatere sull’abside nord, indizio della lunga fase in cui la chiesa fu priva di pitture. La colpevole mancanza di una manutenzione ordinaria, però, determina un difficile stato di conservazione della struttura e degli affreschi al suo interno. Del secondo testo riguardante la nostra città è autore l’avvocato Giulio Mastrangelo, il cui argomento è il Duomo come Chiesa Collegiata. La “Chiesa Nuova”, probabilmente il più grande edificio sacro della diocesi di Castellaneta, è stata formalmente dichiarata Collegiata nella prima metà dell’800 sebbene il suo status di Chiesa retta da un collegio di canonici è di molti secoli più antico. Il Capitolo di Massafra ha il titolo di Insigne, che veniva riconosciuto solo ai Capitoli più importanti; esso dapprima fu aperto, poiché tutti i sacerdoti del paese ne facevano parte, poi divenne numerato per evitare l’eccessiva suddivisione della massa capitolare. Le prerogative di cui la Chiesa ha sempre goduto e che ne facevano una Chiesa Cattedrale ancor più che una Collegiata (in quanto dal 1356 al 1818 fu la sede del Vescovo, così che Massafra fosse, appunto, una città vescovile) sono indicate negli Statuti conservati nell’archivio capitolare. L’archivio custodisce anche altri documenti importanti, considerando che per secoli la storia della Chiesa è stata elemento fondante di quella della comunità civile. Il patrimonio del Capitolo, tanto ampio da farlo figurare come secondo possidente dopo il feudatario Michele Imperiali, era costituito da case, fabbricati, canoni di locazione, ricavato della gestione di un forno, allevamento di bestiame, somme ricavate dalla celebrazione delle messe, … Gli altri elaborati del libro sono: Khatchk’r di Ahlat – sintesi delle prime osservazioni sulle croci di pietra allo scopo di individuarne gli elementi peculiari di Roberto Bixio ed Andrea De Pascale; L’iconografia della visione di Sant’Eustachio tra la Georgia, la Cappadocia e la Puglia di Domenico Caragnano; Prima panoramica sugli insediamenti rupestri altomedievali dei Colli Albani (Lazio) di Paolo Dalmiglio; L’antica chiesa di S. Mustiola a Chiusi – Archeologia, Storia e Leggenda di Roberto Sanchini; Chiese rupestri in Sardegna – stato attuale degli studi di Marco Sanna; La Cattedrale di Taranto: riflessioni sulla storia del monumento di Vittorio Tratto. Ad integrazione della parte testuale concorrono sezioni di fotografie, disegni, cartine e tabelle. La copertina del volume, infine, riproduce una foto del vigneto giardino Amastuola. A conclusione dell’incontro l’avv. Mastrangelo ha voluto sottolineare l’accuratezza e lo scrupolo del lavoro svolto, mentre il prof. Caprara ha anticipato che sono in preparazione uno studio sulle Vicinanze ed una storia di Massafra dell’arco di 1000 anni (dal 970, data del primo documento scritto in cui si parla della Tebaide, al 1970).

Nella foto la copertina del Bollettino “Archeogruppo 6”.
(Nicola Fabio Assi)


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