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Il Premio Anacapri Penna d’Autore 2012 all’autore Giancarlo De Cataldo e al giornalista Giampiero Mughini.

Anacapri. Nel corso della serata di gala della quinta edizione del Premio Bruno Lauzi, svoltasi nel Teatro Paradiso, è stato assegnato anche il Premio Anacapri Penna d’Autore 2012.

Al magistrato pugliese Giancarlo De Cataldo, autore tra gli atri del fortunatissimo “Romanzo Criminale”, è andato il Premio per la narrativa, mentre all’istrionico Giampiero Mughini quello per il giornalismo.

Tra i due un pungente scambio di battute. Politica, anni di piombo e calcio. Delizioso il loro “scontro” verbale di natura calcistica. L’amore per la Vecchia Signora di Mughini da una parte ed il tifo romanista del magistrato dall’altra. Rigori dubbi e gol negati.

I due artisti hanno ricevuto in dono da Diana Aquila, brillante manager figlia di Giuseppe Aquila, Amministratore Delegato della Montegrappa, la splendida penna realizzata dalla rinomata maison di Bassano del Grappa in onore di Frank Sinatra. L’ambita stilografica in oro e resina fa parte della esclusiva collezione “Icons” dedicata ai più importanti personaggi del mondo della musica, del cinema e dello sport.

Sui due premiati, da tutti noti, riportiamo delle brevi notizie che è sempre un piacere leggere e far leggere anche ai nostri lettori.  Segnaliamo anche i loro libri (anche se qualcuno non è inserito)  che è un piacere leggere e non solo tenere in biblioteca.

Giancarlo De Cataldo è pugliese (è nato a Taranto nel 1956, ma vive a Roma dove è giudice presso la Corte d’Assise). Romanziere, saggista, traduttore, autore di testi per il teatro, la radio e la tv, collabora con La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Messaggero, Il Nuovo, Paese sera e Hot!. E’ stato tra gli autori della sceneggiatura per la fiction TV “Paolo Borsellino”.

Numerosi libri pubblicati. Il suo primo romanzo è stato “Nero come il cuore” (Editrice Interno Giallo, 1989), che  ha ispirato un film diretto da Maurizio Ponzi e interpretato da Giancarlo Giannini.

Tra le altre sue opere: “Minima criminalia”, storie di carcerati e carcerieri (Manifestolibri, 1992), “Il padre e lo straniero” (Einaudi, 1997), “I giorni dell’ira. Storie di matricidi” (Feltrinelli 1998), “Teneri assassini” (Einaudi – Stilelibero, 2000). “Romanzo criminale” (Einaudi, 2002) scritto con Paolo Crepet (da questo romanzo Premio Scerbanenco nel 2003 – è stato tratto il film di Michele Placido “Crimini”, in cui De Cataldo rivisita gli anni Settanta ed Ottanta, attraverso le vicende della banda della Magliana, al centro di ogni traffico illegale di Roma, per ricostruire la storia di un’Italia segreta e inquietante). E poi: “Il padre lo straniero” (Assolo, 2004), “Teneri assassini”  (Einaudi – Stile libero- Noir, 2005),  “Nero come il cuore” (Einaudi. Stile Libero. Noir.. 2006), “Minima criminalità. Storie di carcerati e carcerieri” (La società narrata, 2006), “Terroni” (Writers, 2006), “Romanzo criminale”. Con DVD (Einaudi. Stile Libero. DVD, 2006), “Nelle mani giuste” (Einaudi, Stile libero big, 2007;/2010), “Fuoco” (Verdenero, 2007), “Onora il padre. Quarto comandamento” (Einaudi. Stili libero big, 2008), “L’india, l’elefante e me (Rizzoli, 2008), “Un sogno turco” con Giuseppe Palumbo (BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, 2008), “La forma della paura” con Mimma Rafele (Einaudi, 2009), “Trilogia criminale: Nero come il cuore-Onora il padre-Teneri assassini” (Einaudi, 2009), “Il padre straniero” (Einaudi, 2010), “Romanzo criminale” (Einaudi 2011),  “Nero come il cuore” con Angelo Busacchini (Ed. BD, Schumutzige Hände, 2011), “Giudici” con Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli (Einaudi, 2011), “Moro e il terrorismo: un paese interrotto” (documentario in 150 Le storie d’Italia, a cura di A.Camilleri e G. De Luna. Regia di Franco Angeli. Gruppo Editoriale L’Espresso, 2011), “In giustizia” (Rizzoli, 2011), “Il maestro il terrorista il terrone” (Laterza, 2011), “I traditori” (Einaudi, 2012), “Io sono libanese” (Einaudi, 2012).

De Cataldo è anche appassionato delle poesie e delle canzoni di Leonard Cohen ed ha pubblicato l’antologia “L’energia degli schiavi” (Minimum Fax, 2003) con poesie tratte da due collezioni: “Flowers For Hitler” (del ’64) e “The Energy Of Slaves” (del ’72).

Giampiero Mughini, è invece siciliano (è nato a Catania da padre toscano e madre siciliana). E giunto a Roma oltre 40 anni fa e, reduce dal joli mai francese, fa parte del gruppo dei dodici che fondano Il Manifesto, ma abbandona il giornale a quattro giorni dall’uscita del primo numero, in polemica con Lucio Magri che gli rimproverava un articolo non del tutto allineato.

Già direttore negli anni Sessanta della rivista Giovane critica, Mughini ricopre lo stesso incarico anche per Lotta continua, sia pure per un periodo brevissimo che tuttavia gli “frutta” qualcosa come ventisei querele e tre condanne. Diviene quindi collaboratore di Paese Sera e poi anche dell’Europeo.

Come è ben risaputo, negli ‘80 matura la sua separazione da quegli ambienti della sinistra che avevano segnato quasi vent’anni della sua militanza politica. Lo fa in modo clamoroso, schietto, con il pamphlet Compagni, addio. Lettera aperta alla sinistra (Mondadori, Collana Frecce, 1987, 140 pagine) che gli attirano contro gli strali dei suoi ex compagni di lotta.

Divenuto personaggio televisivo assai richiesto per la sua verve polemica e la sua sterminata cultura, negli anni ’90 ha intensificato la propria produzione letteraria (da ricordare: “A via della Mercede c’era un razzista” (Rizzoli, 1991 “Dizionario sentimentale” (Rizzoli, Collana Saggi Italiani, 1992 “La ragazza dai capelli di rame” (Rizzoli, Colla La Scala, 1993) “Il grande disordine” (Mondadori, Collana Le Scie,  1998), “Un secolo d’amore” (Mondadori, Collana Le Scie,  1999),“La mia generazione” (Mondadori, 2002), “Un sogno chiamato Juventus. Cento anni di eroi e vittorie bianconere” (Mondadori, 2003),  “Che belle le ragazze di Via Margutta. I registi, i pittori e gli scrittori che fecero della Roma degli anni Cinquanta la capitale del mondo” (Mondadori, 2004), “Un disastro chiamato Seconda Repubblica. Miti, protagonisti e soubrette di un’Italia che declina” (Mondadori, 2005), “E la donna creò l’uomo. Lettera d’amore a BB” (Mondadori, 2006),

Sex Revolution. Muse, eroi, tragedie di un’avventura che ha cambiato il mondo” (Mondadori, 2007),  “Juve. Il sogno che continua” (Mondadori, Edizioni 2008 e 2009), “Gli anni della peggio gioventù. L’omicidio Calabresi e la tragedia di una generazione” (Mondadori, Edizioni 2009 e 2010), “La collezione” (Mondadori, 2009), “Nubuyoshi Araki. Tokio nostalgia” (Photology, Edizione italiana e inglese, 2010), “In una città atta agli eroi e ai suicidi. Trieste e il caso Svevo” (Bompiani, 2011), “Addio Novecento” (Bompiani, 2012),

Da ricordarlo anche come inviato speciale di settimanali, collaboratore di quotidiani ed ospite fisso di trasmissioni televisive sportive e d’intrattenimento.

Per informazioni sul premio, rivolgersi a Maria Rispoli dell’ Ufficio stampa di Vele Bianche editori – e-mail: velebiancheeditori@libero.it

Nelle due foto Diana Aquila premia Giancarlo De Cataldo e Giampiero Mughini. Ai lati i presentatori Francesca Ceci e Andrea Vianello.
(Nino Bellinvia)


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