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Il Governo nega l’aumento della percentuale di frutta nei succhi

Taranto. La Cia, Confederazione Italiana Agricoltori di Taranto, esprime sconcerto per la mancata approvazione del provvedimento che aumenta la percentuale di frutta nelle bevande dall’attuale 12% al 20%. Alla Camera dei Deputati è stato nuovo scontro sulla quota minima di frutta nelle bevande; un emendamento di alcuni parlamentari vorrebbe innalzare la quota dall’attuale 12% al 20%; tale aumento è sempre stato l’auspicio di medici e nutrizionisti per l’alimentazione di bambini e anziani. A sorpresa, Sandro Gozi, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle Politiche Europee, ha reso parere contrario. Il giudizio negativo espresso dal Governo sull’aumento della quota minima obbligatoria di frutta nelle bevande analcoliche è una posizione che va contro il comparto agricolo, i produttori di frutta e la salute dei nostri figli. Tra le altre cose, non ci sarebbe alcun impedimento all’emendamento neanche in sede europea. Va evidenziato che la stessa Commissione Agricoltura della Camera competente per il settore, ha espresso nei mesi scorsi parere favorevole all’aumento.

In provincia di Taranto, tra i comuni di Castellaneta, Ginosa, Palagianello, Palagiano e Massafra, si coltivano circa 10.000 ettari di agrumi per un quantitativo pari a oltre 2.500.000 quintali. L’approvazione di un simile provvedimento avrebbe una ricaduta positiva sul nostro territorio; infatti, le imprese agricole offrono lavoro complessivamente a 30.000 braccianti agricoli per un totale di oltre 4.300.000 giornate lavorative. Un territorio, la provincia di Taranto, che sta cercando di rialzarsi dopo quanto accaduto per le note vicende Ilva, per le continue calamità che si susseguono e per altre problematiche legate a crisi di mercato.

L’auspicio del Presidente provinciale della Cia di Taranto, Francesco Passeri, è quello di aumentare il quantitativo di frutta nei succhi dal 12% al 20%, affinché vengano sconfitte le lobby e le multinazionali contrarie al provvedimento, le quali, anziché preoccuparsi della salute, pensano solo ed esclusivamente al profitto.
(Franco Gigante)

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