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Il FAI punta i riflettori sulla Cappella Morteo di Campochiesa

Albenga.  E’ un sito di Campochiesa (con interesse storico, artistico ed archeologico) quello su cui punterà la propria attenzione la sezione albenganese del Fai: si tratta  dell’antica Cappella di Morteo, dove sono conservati interessanti affreschi medioevali: “Quest’anno – dicono al Fai ingauno – è stato scelto il sito di Morteo per l’iniziativa “Puntiamo i riflettori del Fai”, proprio per far conoscere questo luogo la nostra associazione promuove, per sabato 9 ottobre, una visita guidata, un concerto ed una merenda fra gli ulivi, nei pressi dell’antica Cappella Morteo, a Campochiesa”. L’affresco che ha colpito l’attenzione del Fai è della fine del Quattrocento e raffigura la Madonna, con Gesù’ morto in grembo: si tratta di una Pietà, affiancata da Sant’Antonio Abate.  Sullo sfondo dell’affresco si vede una città con torri, molto probabilmente l’antica Albium Ingaunum.
Anche la cappella riveste interesse: situata su una collina dalla quale ancora oggi si vedono in lontananza le torri di Albenga, il mare e l’isola Gallinara, era la  chiesa dedicata a San Sebastiano ed eretta dagli abitanti del nucleo contadino di Morteo (Murtedus ). Decorata probabilmente attorno al 1490, la cappella conteneva anche un altro affresco, ormai quasi scomparso, raffigurante la Madonna con bambino affiancata da San Sebastiano e San Giacomo.  Ancora oggi nelle vicinanze della cappella esistono alcuni ruderi di costruzioni, fra le quali un mulino da frantoio ed una vasca per abbeverare gli animali.

Il paese di Morteo, di cui si trovano citazioni a partire dal 1225, prende il nome dalla “murta”, la pianta di mirto che cresce spontanea sulle colline liguri e nel medioevo era diffusamente utilizzato per la concia del cuoio. Nel 1326, Campochiesa e Morteo, insieme, contavano circa 50 famiglie. Nel 1539, Morteo era ancora censito nel catasto del territorio di Albenga e vi si contavano 19 uomini che potevano remare sulle galee.  Risulta non più abitata a partire dal 1571. Attualmente i ruderi di Morteo sono circondati da estese coltivazioni di ulivi, alcuni molto antichi, come testimonia la larghezza dei tronchi. Per avere maggiori informazioni è possibile contattare i seguenti numeri: 0183 497162  (Liliana Ghigliazza), 348 9204002 (Patrizia  Ghigliazza) e 349 7626017 (Bruno Baldacci).
(Claudio Almanzi)


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