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Il calcio piange, è morto Enzo Bearzot

Milano. Il “vecio” ci ha lasciati. Il commissario tecnico del trionfo al Mundial di Spagna del 1982 (nella foto con Sandro Pertini) si è spento oggi a Milano all’età di 83 anni (era nato ad Aiello del Friuli il 26 settembre 1927), da tempo era gravemente malato. Dopo aver iniziato a giocare come mediano-difensore nella squadra di Aiello del Friuli, suo paese natale, nel 1946 si trasferì alla Pro Gorizia, in Serie B, per poi passare in Serie A, nell’Inter, tre anni in Serie B nel Catania e di nuovo in massima serie nel Torino. In totale disputò 251 partite nella massima serie e 1 presenza in Nazionale.

Al termine della sua carriera, nel 1964, iniziò l’apprendistato tecnico sulla panchina del Torino prima come preparatore dei portieri e poi da assistente di Nereo Rocco, poi di Edmondo Fabbri e, successivamente, nella stagione 1968-1969, divenne allenatore del Trato, in Serie C, in sostituzione di Dino Ballacci da gennaio in poi.

In seguito entrò nei quadri federali, inizialmente come allenatore delle giovanili (Under 23 all’epoca) ma presto venne promosso ad assistente di Ferruccio Valcareggi nella Nazionale maggiore e quindi a vice del suo successore, Fulvio Bernardini.

Nel 1975, dopo i Mondiali di Germania Ovest del 1974, fu nominato, grazie anche all’intervento di Gigi Peronace, commissario tecnico (condivise la panchina con Fulvio Bernardini fino al 1977), fallendo le qualificazioni al Campionato europeo di calcio 1976. I primi

 frutti del suo lavoro iniziarono a vedersi ai Mondiali del 1978, terminati al quarto posto esprimendo il miglior gioco della manifestazione (alcuni la definirono una bella incompiuta), e nell’Europeo casalingo del 1980, nel quale raggiunse la medesima posizione.

Al Mondiale di Spagna del 1982, nonostante una pesante critica da parte dei giornalisti (che lo portò a introdurre la novità del silenzio stampa, causata anche dai modesti risultati nella prima fase e da alcune scelte controverse, riuscì a portare la Nazionale  sul tetto del mondo, grazie anche a una preparazione morale, basata sulla forza del gruppo, oltre che tecnica. Era la Nazionale di Rossi, Cabrini, Zoff, Gentile, Collovati e altri campioni.

Dopo il Mondiale vinto, non riuscì a qualificarsi all’Europeo, dimettendosi infine dopo il Campionato Mondiale di calcio 1986, nonostante avesse un contratto fino al 1990.

Detiene il record di panchine azzurre: 104, davanti alle 97 di Vittorio Pozzo.

Dal 2002 al 2005 è stato presidente del Settore Tecnico della Federazione Italiana Giioco Calcio.

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