Home » CULTURA, SAVONA » Il 30 gennaio nell’Aula Magna del Liceo Chiabrera Martini di Savona conferenza “Nell’opaco di Italo Calvino” della prof.ssa Simona Morando

Il 30 gennaio nell’Aula Magna del Liceo Chiabrera Martini di Savona conferenza “Nell’opaco di Italo Calvino” della prof.ssa Simona Morando

Savona. Ad Italo Calvino e ai risvolti più ombrosi della sua narrativa, non solo di quella più nota, è dedicata la seconda conferenza del ciclo Dalle nostre parti. La letteratura in Liguria dal Novecento ad oggi, organizzato quest’anno dal prof. Pier Luigi Ferro per conto del Liceo Chiabrera Martini di Savona.

La prof.ssa Simona Morando dell’Università di Genova, savonese, studiosa di Gabriello Chiabrera e della letteratura del Cinque-Seicento, di Montale, Sbarbaro, Giovanni Giudici e Giorgio Caproni, di Pasolini, Biamonti e Calvino, presenterà al pubblico infatti una lezione dal titolo

“Nell’opaco di Italo Calvino”. La conferenza si svolgerà nell’Aula Magna del Liceo Chiabrera Martini (ingresso in via Aonzo) giovedì 30 gennaio alle 15.30.

Italo Calvino, uno degli scrittori italiani più letti e noti nel mondo. Amato, citato, apprezzato per la sua scrittura tersa e precisa, apparentemente leggera, in realtà estremamente curata, precisa e stilisticamente agile, fresca e senza inutili abbellimenti o fronzoli, qualità che portarono Cesare Pavese a definirlo uno «scoiattolo della penna», Calvino è uno scrittore profondo e affascinante, dal pensiero originale, sicuro e razionale, capace di uno sguardo acuto sulla realtà e sulle grandi questioni della contemporaneità ed insieme di una straordinaria e geometrica fantasia.

L’affascinante avventura letteraria e intellettuale di Calvino abbraccia quasi cinquant’anni della nostra storia: dalle avventure di Pin sul Sentiero dei nidi di ragno (1947) durante la guerra partigiana nei dintorni di Sanremo, alla storia di Medardo il Visconte dimezzato (1952) da una palla di cannone nella guerra contro i turchi, a quella di Cosimo Piovasco, il Barone rampante (1957), deciso a vivere tutta la vita sugli alberi, ad Agilulfo Il cavaliere inesistente (1959) la cui unica entità consiste nella luccicante armatura, fino ad arrivare al racconto di Una giornata di uno scrutatore (1963), o alla rassegna delle Città invisibili (1972) che Marco Polo descrive ad un Kubilai Khan incantato dalle sue parole  così come il lettore dal fascino della scrittura di Italo Calvino.

Per giungere infine alle ultime narrazioni postmoderne: l’enigmatico gioco di Se una notte d’inverno un viaggiatore (1979), il «romanzo sul piacere di leggere i romanzi», lo definì lo scrittore stesso, e Palomar (1983), il «palombaro che s’immerge nella superficie delle cose» e la scopre inesauribile.

La cittadinanza interessata è invitata.

Nella foto Italo Calvino.
(Eugenio Bolia)


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