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Il 29 dicembre Massafra celebrerà il bicentenario della morte del suo illustre medico-filosofo Niccolò Andria

Massafra. Manifestazioni si sono tenuti nei giorni scorsi a Roma, a cura dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria, per celebrare il bicentenario della morte del grande medico-filosofo Niccolò Andria. Anche nella sua città, Massafra appunto, lunedì prossimo 29 dicembre, presso il Palazzo della Cultura, si terrà la celebrazione ufficiale per i duecento anni della sua morte con una conferenza e con una mostra di cimeli andriani. Ad organizzare l’evento il Comune di Massafra e l’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria di Roma.

Dopo i saluti del sindaco Martino Tamburrano e dell’assessore alla Cultura ed all’Associazionismo Antonio Cerbino, il prof. Cosimo Damiano Fonseca, Accademico dei Lincei, terrà un intervento introduttivo alla conferenza che prevede relazioni del dott. Prof. Gianni Iacovelli (presidente dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria di Roma) e della prof.ssa Luigia Melillo dell’Università “L’Orientale” di Napoli.

Da ricordare che il 10 settembre del 1997, in occasione del duecentocinquantesimo anniversario della nascita, il Circolo fialatelico “A. Rospo” aveva ricordato lo scienziato massafrese, nei locali della scuola a lui intitolata, con un annullo filatelico e con la mostra di tutti i suoi libri che il prof. Orazio Santoro possiede sulla sua fornitissima biblioteca.

Niccolò Andria, il cui nome completo era Francesco Nicola Maria Andria, è stato tra i più illustri cittadini di Massafra. Egli incarnò appieno lo spirito illuministico, studiò a Napoli giurisprudenza, pubblicando nel 1769 un Discorso politico sulla servitù. Decise poi di rivolgere la sua attenzione sulla medicina. Allievo di Domenico Cotugno e Giuseppe Vairo, a soli 23 anni aprì a Napoli una scuola privata; a 27 concorse con il Cirillo per l’ottenimento della cattedra di medicina pratica, poi conferita a quest’ultimo.

La sua attività di cattedratico, svoltasi tra SetteOttocento, fu principalmente di ricerca e didattica presso l’Università Regia degli Studi di Napoli, dove ricoprì vari insegnamenti dalla storia naturale, alla medicina teoretica e pratica, all’agricoltura.

Pubblicò diverse opere ad uso degli studenti di medicina ed apprezzate altresì in varie parti d’Europa.

Nel 1808 iniziò le lezioni di medicina teoretica; nel 1811, di patologia e di nosologia. Malato ed ormai cieco, fu congedato agli inizi del 1814, insignito del titolo di cavaliere da Gioacchino Murat, ed il 9 dicembre morì di tifo nel capoluogo campano, dove fu seppellito nella chiesa di Santa Sofia, insieme al collega Antonio Sementini.

Tre anni dopo la sua morte il suo nome apparve nella Biografia degli uomini illustri del Regno di Napoli il suo primo profilo bio-bibliografico a cura di Gennaro Terracina.

E’ possibile approfondire la conoscenza di Nicola Andria consultando anche i seguenti testi: Il pensiero scientifico di Nicola Andria: Epistolario (1775-1794). Lettere a Canterzani, Haller e Spallanzani, di Melania Anna Duca;

Storia della Medicina nel Mezzogiorno d’Italia, di Gianni Iacovelli.

Tutti e 3 i titoli sono pubblicati dalla casa editrice massafresse “Antonio Dellisanti Editore”.

Nella foto il ritratto di Niccolò Andria.
(Nicola Fabio Assi)

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